Papa Francesco 151014162537
INTERVISTA 15 Ottobre Ott 2015 1038 15 ottobre 2015

Nello Scavo: «Il sinodo? I nemici del papa vogliono privilegi e potere»

Attaccano Francesco su questioni dottrinali. Ma dietro ci sono altri interessi. Il giornalista e scrittore Nello Scavo a Lettera43.it.

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Il papa ha chiesto scusa. L'hanno attaccato con una lettera finita sui giornali, criticando le regole del nuovo sinodo e accusandolo di scarsa trasparenza.
E Francesco ha chiesto scusa per tutti gli scandali interni ed esterni alla curia. Avvertendo però di «guardarsi dai dottori della legge che accorciano gli orizzonti di Dio e rendono piccolo il suo amore».
Nella Chiesa (e fuori dalle mura vaticane) c'è chi rema contro le riforme di Bergoglio. E non si tratta solo di dottrina, comunione ai divorziati, accoglienza pastorale nei confronti degli omosessuali.
«Il sinodo è solo un pretesto», spiega a Lettera43.it Nello Scavo, autore del libro I nemici di Francesco (Piemme), «si cerca di screditare il papa e indebolirne il carisma». Il processo riformatore del papa è ormai avviato, e non si può fermare: «Non si torna indietro». Ma certamente c'è chi prova a rallentarlo.

Nello Scavo, giornalista e scrittore.

DOMANDA. Chi può aver avuto l'interesse di far uscire la lettera sugli organi di stampa?
RISPOSTA.
Difficile dirlo, sarebbero tutte speculazioni. Chiunque sia stato non ha fatto bene alla causa della Chiesa, che si mostra ancora più conflittuale di quanto non sia in realtà. Poi si inquina il dibattito del sinodo, perché c'è un sinodo sui giornali e un sinodo reale.
D. E che differenza c'è tra i due?
R.
Da quello che sappiamo, in quello reale si sta vivendo un dibattito serrato e molto cordiale, con posizioni più difficili da conciliare ma tutto avviene in una discussione trasparente. Poi ci sono questi tentativi di inquinamento esterno cominciati più di un anno fa.
D. Come la lettera dei 13...
R.
Sì, un documento che, anche se il suo contenuto è stato smentito, tentava di screditare l'operato del papa e la sua imparzialità.
D. Una critica sensata?
R.
Assolutamente no. Se il papa volesse affermare qualche principio unilateralmente avrebbe tutti gli strumenti per farlo: è il papa. La convocazione di un sinodo è invece sintomatico della sua apertura mentale.
D. Secondo lei sono veramente le regole del sinodo il fulcro della critica al papa?
R.
Ovviamente la dottrina ha una sua rilevanza, ma credo che la questione sia più ampia e che il sinodo rischi di diventare un pretesto per indebolire il carisma del papa.
D. Con che fine?
R.
Si vuole far finta che tutto cambi perché niente cambi. Salvare privilegi e agglomerati di potere anche interni alla curia.
D. Francesco è un papa scomodo per le gerarchie ecclesiastiche?
R.
Non credo per tutte. Ci sono serpenti e colombe. La curia non è una spelonca di ladri. Sicuramente è un pontefice scomodo per chi non vuole aprirsi alle nuove sfide. Ma anche per poteri economici, finanziari, politici, trafficanti di uomini e trafficanti di armi.
D. Il coming out di monsignor Charamsa può essere stata orchestrata per screditarlo?
R.
Se è stato un disegno dei conservatori credo che abbiano fallito, perché il papa ne è uscito rafforzato e l'ha dimostrato anche non nascondendosi davanti ai fedeli. Se è stata una mossa dei progressisti non hanno ottenuto altro che irrigidire le posizioni dei conservatori.
D. Chi sono i nemici del papa?
R.
Personalmente mi concentro soprattutto sui nemici esterni. C'è chi dice che le opinioni del papa in ambito economico sono del tutto infondate, chi che la Laudato si è frutto dell'influenza delle Nazioni unite sul papa.
D. La sua missione riformatrice in pericolo?
R.
Non credo. Non si può tornare indietro. Magari avremo un papa che andrà a vivere nel Palazzo apostolico e non a Santa Marta, ma non ci sarà un'inversione di tendenza completa.
D. Ma Bergoglio ha più nemici o più amici?
R.
Molti amici, anche se i nemici sono pervicaci e aggressivi. Mai si è visto un papa così amato, e questo me l'hanno confermato anche le fonti di intelligence con cui ho parlato. Una di queste mi ha raccontato che le riunioni degli 007 cominciano chiedendosi cosa ha detto il papa alla messa di Santa Marta.
D. In molti temono per la sua vita.
R.
Non è un mistero che ci siano gruppi come l'Isis che minacciano la Roma cristiana e il pontefice in persona. C'è stato anche un attentato fallito nelle Filippine. La gendarmeria vaticana si prepara per il Giubileo. Ma prima di arrivare all'eliminazione fisica di una persona si tenta di irriderla, isolarla e screditarla.
D. E Francesco ha paura?
R.
Proprio prima del viaggio nelle Filippine, disse che chiedeva al Signore, qualunque cosa fosse accaduta, di non farlo soffrire, perché «sono un fifone e ho paura del dolore fisico».
D. Qualche tempo fa disse che il suo pontificato sarebbe stato breve. Che cosa intendeva? È possibile che faccia un passo indietro come Ratzinger?
R. Difficile esserne certi, ma credo che lui sia consapevole dei suoi limiti anagrafici. Benedetto XVI ha lasciato quando si è reso conto che non aveva più le energie necessarie per servire la Chiesa. Non mi stupirebbe se anche lui, un domani, facesse la stessa scelta.

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