MEDIO ORIENTE 16 Ottobre Ott 2015 0923 16 ottobre 2015

Palestina, il venerdì della collera

Incendiata la Tomba di Giuseppe a Nablus. Due morti durante scontri a Gaza e un palestinese "neutralizzato" in seguito all'ennesimo accoltellamento.

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Il venerdì della rabbia annunciato da Hamas nei Territori occupati è cominciato nella notte con l'incendio della tomba di Giuseppe a Nablus, Cisgiordania, ed è continuato durante tutta la giornata.
Centinaia di giovani palestinesi hanno dato fuoco con bottiglie molotov a parti del complesso.
In seguito all'attacco, gruppi di coloni israeliani hanno bloccato uno dei gli accessi alla città di Nablus e hanno impedito il transito agli automobilisti palestinesi.

L'appello di Hamas ha fatto salire ulteriormente la tensione nella regione, mentre il premier Benyamin Netanyahu giovedì sera è tornato ad attaccare il presidente palestinese Abu Mazen colpevole di «mentire e istigare».
Abu Mazen, infatti, aveva denunciato che il giovane attentatore palestinese di 13 anni che aveva accoltellato un coetaneo israeliano era stato «giustiziato» da Israele.
«Abu Mazen», ha denunciato Netanyahu, «mente e continua a incitare: il ragazzino non è morto, è vivo e non è innocente, ha cercato di uccidere. I palestinesi si rifiutano di dire la verità».
L'appello alla giornata della collera, partito da Gaza, è rivolto alle masse affinché affrontino l'esercito israeliano «per punirlo dei suoi crimini» e anche ad altre forze palestinesi perché si uniscano alla lotta.
Il presidente Abu Mazen ha subito condannato l'attacco alla Tomba di Giuseppe, annunciando un'indagine sull'accaduto.
SCONTRI A GAZA: DUE MORTI. In previsione di quello che poteva succedere dopo la preghiera del venerdì - e che è accaduto già la settimana scorsa - l'esercito israeliano aveva deciso di rafforzare la propria presenza lungo il confine in funzione dissuasiva. Schierare più truppe purtroppo non è bastato.
Tre palestinesi sono stati uccisi durante scontri con le forze di sicurezza al valico di Erez e a Nahal Goz, a Nord di Gaza. I feriti sulla linea di demarcazione fra la Striscia e il territorio d'Israele sono stimati in un centinaio, inclusi quanti sono stati colpiti da munizioni vere, gli intossicati da gas lacrimogeni e i contusi da proiettili rivestiti di gomma.
ACCOLTELLAMENTO A HEBRON. Un soldato israeliano è stato pugnalato da un palestinese travestito da fotografo ad Hebron, in Cisgiordania. Il soldato è fuori pericolo, mentre l'attentatore, come spesso accade, è morto.

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