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RAPPORTO 20 Ottobre Ott 2015 1904 20 ottobre 2015

Sanità, Censis: «Il 41% delle famiglie rinuncia alle cure»

Attese lunghissime nel settore pubblico e costi troppo elevati nel privato. L'istituto di ricerca: «Quasi un italiano su due tira la cinghia. Prestazioni in nero per il 32%».

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Secondo i dati del Censis gli italiani pagano 'di tasca propria «il 18% della spesa sanitaria totale». Una percentuale molto più alta rispetto al 7% della Francia e al 9% dell'Inghilterra.

Quasi un italiano su due smette di curarsi, oppure comincia a rimandare analisi cliniche e visite mediche. La colpa è delle lunghe attese della Sanità pubblica e dei costi ancora troppo elevati di quella privata, che spingono le famiglie a tirare la cinghia e a risparmiare anche sui servizi di welfare che prima ritenevano indispensabili.
Questa la fotografia scattata da un recente rapporto del Censis, che evidenzia come, nell'ultimo anno, nel 47,1% delle famiglie, almeno una persona ha dovuto rinunciare a una prestazione sanitaria.
Chi decide di andare lo stesso dal medico o di sottoporsi a esami specialistici più o meno costosi spesso paga 'di tasca propria' «il 18% della spesa sanitaria totale». Una percentuale molto più alta rispetto al 7% della Francia e al 9% dell'Inghilterra e che si traduce in una spesa pro capite annua di circa 500 euro.
Il 32% HA PAGATO PRESTAZIONI SANITARIE IN NERO. Nell'ultimo anno, «al 32,6% degli italiani è capitato, direttamente o a un membro della famiglia, di pagare prestazioni sanitarie o di welfare in nero». «Oltre il 21%», evidenzia ancora il documento, «ha pagato senza fattura o ricevuta visite medico specialistiche, il 14,4% visite odontoiatriche, il 2,4% ripetizioni di matematica e di lingue e l'1,9% prestazioni infermieristiche». Nel Meridione «il 41% degli intervistati ha pagato prestazioni in nero».
PER IL 53,6% «LA COPERTURA DELLO STATO SOCIALE SI È RIDOTTA». Il 53,6% degli intervistati dal Censis ha dichiarato che «la copertura dello stato sociale si è ridotta». Nel complesso, circa la metà delle famiglie italiane ha dovuto infatti rinunciare in un anno ad almeno una prestazione di welfare: dalla sanità all'istruzione, dal socio assistenziale e al benessere. Le quote più elevate di rinunciatari sono nei Comuni con al massimo 10 mila abitanti (dove oltre il 59% delle famiglie ha razionato le spese nel welfare), nelle regioni del Sud e delle Isole (57%), tra le famiglie mono genitoriali e i Millenials.

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