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TERRORISMO 21 Ottobre Ott 2015 2006 21 ottobre 2015

Giubileo, l'allerta del Consiglio supremo di difesa

Timore di ritardi sulla sicurezza. Governo e Quirinale chiedono «pragmatismo e realismo» a militari e intelligence.

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Militari schierati a Roma.

Il comunicato è piuttosto preoccupante. E ha toni tutt'altro che di routine. Dopo le relazioni dei ministri degli Esteri e della Difesa alla riunione del Consiglio supremo di difesa, presieduto dal presidente della Repubblica (e comandante in capo delle Forze armate) Sergio Mattarella, il Quirinale ha fatto sapere di osservare «un quadro delle relazioni internazionali e della sicurezza in rapido e sensibile deterioramento in aree molto prossime all'Italia e all'Europa». Nel comunicato si precisa che sulla base delle relazioni presentate dai ministri Gentiloni e Pinotti, il Consiglio «ha esaminato la situazione internazionale rilevando come la perdurante offensiva Daesh, il moltiplicarsi dei conflitti e l'instabilità nella regione mediterranea e nel vicino oriente, le crescenti ondate migratorie, nonché le difficoltà incontrate dalla Comunità Internazionale nella gestione delle crisi caratterizzino un quadro delle relazioni internazionali e della sicurezza in rapido e sensibile deterioramento in aree molto prossime all'Italia e all'Europa».
ALLERTA ROSSA DELL'APPARATO DI SICUREZZA. Nessun allarme specifico ma è chiaro che il Giubileo attirerà i riflettori del terrorismo fondamentalista sul nostro Paese, per cui l'allerta dell'intero sistema di sicurezza e di difesa da oggi si posiziona sul rosso.
«L'offensiva terroristica nei diversi teatri di crisi si sviluppa e minaccia di investire il nostro stesso Paese», è la premessa che si evince dalle analisi di intelligence portate dal ministro degli Interni Angelino Alfano e dalle relazioni di Esteri e Difesa.
In questo quadro preoccupante «prevenire è meglio che reagire», ha sottolineato il Consiglio Supremo che da oggi chiede «pragmatismo e realismo» a tutto il sistema di sicurezza e di intelligence italiano. Ma non solo: anche le Forze Armate sono chiamate con decisione da governo e Quirinale a fare la loro parte per una rapida riorganizzazione attraverso «scelte chiare».
MASSIMO IMPULSO CONTRO LE MINACCE. «La riorganizzazione delle Forze Armate riveste grande importanza e urgenza per il nostro Paese», è scritto nella nota del Quirinale che chiede «il massimo impulso allo sviluppo delle componenti operative, umane e tecniche, dello strumento militare, finalizzandole attentamente al contrasto dei rischi e delle minacce che gli scenari di crisi e di conflittualità prospettano al nostro Paese e all'Europa».
La decisione sul rinnovo dell'impegno italiano in Afghanistan, hanno spiegato fonti ministeriali, è stata rinviata al prossimo vertice della Nato di fine novembre in Turchia dove si farà il punto con gli alleati. Ma se la premessa è che «l'Italia opera in seno alla Comunità Internazionale, con tutte le capacità di cui dispone», la parola d'ordine è pragmatismo e nessuna fuga in avanti. Il no ad «atti unilaterali», dunque, esce confermato.
TIMORE DI RITARDI PER IL GIUBILEO. Ma la preoccupazione che è emersa oggi al Colle è quella, confermano le stesse fonti, di un ritardo nelle misure da prendere soprattutto in vista dell'avvio del Giubileo, evento che non si può e non si deve sottovalutare nelle dimensioni e nei rischi. In questa chiave va letto un passaggio della nota finale della riunione quando si sottolinea come sia «necessario che gli sforzi siano concentrati sulle esigenze di più immediato e diretto interesse per la sicurezza nazionale».

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