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PROFILO 22 Ottobre Ott 2015 1952 22 ottobre 2015

Operazione Dama nera, chi è Antonella Accroglianò

La dirigente, arrestata nell'inchiesta sugli appalti dell'Anas, secondo l'accusa aveva il ruolo di «capo e promotore indiscusso» di un sodalizio criminale finalizzato alla corruzione e al voto di scambio.

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Un fermo immagine tratto da un video della Guardia di Finanza. Protagonista Antonella Accroglianò, dirigente responsabile del coordinamento tecnico amministrativo dell'Anas e principale indagata nell'inchiesta denominata Dama nera.

A casa di sua madre le Fiamme Gialle hanno sequestrato 70 mila euro in contanti e gioielli.
Secondo l'accusa è lei, Antonella Accroglianò, la Dama nera dell'Anas, nome in codice usato dagli inquirenti per battezzare l'inchiesta sugli appalti dell'ente con cui la procura di Roma cerca di fare luce sui traffici di una presunta associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al voto di scambio.
PIGNATONE: «LA SUA BORSA SEMPRE APERTA». Accroglianò, 54 anni, originaria di Cefalù in provincia di Palermo, nell'ordinanza di custodia cautelare è indicata come il «capo e promotore indiscusso del sodalizio» criminale. «Va in ufficio per lavorare, ma il suo lavoro è gestire il flusso continuo della corruzione. C’è la borsa sempre aperta, arriva qualcuno e ci mette una busta», ha detto di lei in conferenza stampa il procuratore della Repubblica Giuseppe Pignatone. «Tratta pure male i collaboratori, che non sono ritenuti all’altezza nell’avere a che fare con gli imprenditori per riscuotere le mazzette».
NIPOTE DI PEPPINO ACCROGLIANÒ. In Anas con il ruolo di dirigente, responsabile del coordinamento tecnico amministrativo della società, oltre che della trasparenza nella controllata Autostrade del Lazio, Accroglianò proviene dall'Iri, l'Istituto per la ricostruzione industriale liquidato nel 1992. È la nipote di Peppino Accroglianò, cavaliere di Gran Croce e consigliere della Regione Calabria per tre legislature consecutive, attualmente presidente di C3, il Centro Culturale Calabrese che organizza convegni per celebrare i corregionali più meritevoli.
PREMIATA NEL 2012 PER LA BUONA POLITICA. Nel 2012 Antonella Accroglianò, non ancora indagata, aveva ricevuto un premio dall’associazione Alba del Terzo Millennio intitolato a 'Le ragioni della buona politica'. Il premio era patrocinato dal Senato, dalla Camera, dalla presidenza del Consiglio e da Roma Capitale. Un riconoscimento prestigioso, dedicato a valorizzare esperienze particolarmente significative nella «testimonianza dei valori universali fondamentali per la crescita e lo sviluppo della società», già vinto in passato da Nilde Iotti e don Mazzi.
I 'CONSIGLI' ALLE IMPRESE PER FAVORIRE LA 'NDRANGHETA. Secondo gli investigatori, Accroglianò avrebbe 'consigliato' ai titolari di un’azienda vincitrice di un appalto in Calabria di subappaltare alcune opere a ditte di imprenditori contigui alla ‘ndrangheta. La vicenda riguarderebbe una serie di opere pubbliche nel comune di Palizzi, in provincia di Reggio Calabria.
La Dama nera avrebbe da un lato chiesto alla ditta vincitrice dell’appalto l’assunzione di operai e geometri, dall’altro avrebbe esercitato «pressioni inequivoche affinché la fornitura del calcestruzzo e il movimento terra, attività notoriamente di interesse quasi esclusivo delle cosche della 'ndrangheta in quei territori, venisse affidato ad una persona di sua fiducia, che avrebbe così garantito la sicurezza del cantiere da interventi o pressioni di gruppi criminali egemoni» nella zona.

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