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INTERVISTA 23 Ottobre Ott 2015 1526 23 ottobre 2015

Piano per il Sud, il sindaco di Matera: «Incontro con il governo il 5 novembre»

Il primo cittadino De Ruggieri annuncia la data decisiva. E sulle infrastrutture assicura: «Entro il 2018 pronti collegamenti ferroviari da Matera a Bari in 50 minuti».

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Che fine ha fatto il Piano per il Sud annunciato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi? In molti se lo chiedono, in attesa di capire quante e quali infrastrutture otterranno il via libera con la legge di Stabilità. Una risposta arriva da Matera.
APPUNTAMENTO CON L'ESECUTIVO. Il sindaco Raffaello De Ruggieri, intervistato da Lettera43.it, ha svelato una data che potrebbe essere decisiva: «Giovedì 5 novembre, qui a Matera, ci sarà un incontro molto importante con i rappresentanti del governo. Discuteremo del Master Plan per il Mezzogiorno, delle infrastrutture per il Sud e per la città di Matera».
UN ANNO DOPO L'ACCORDO DI PARTENARIATO UE. L'appuntamento cade a un anno esatto dalla conferenza stampa con cui il ministro Graziano Delrio rivendicò l'approvazione del nuovo Accordo di partenariato con l'Unione europea 2014-2020, del valore di 44 miliardi di euro tra fondi strutturali e investimenti per la crescita.
DE RUGGIERI: «BARI-MATERA IN 50 MINUTI». Il primo cittadino del capoluogo lucano, destinato a diventare Capitale europea della cultura nel 2019, ha fatto il punto sugli interventi necessari affinché il grande evento possa essere davvero fruibile: «La ferrovia Bari-Matera sarà pronta per la fine del 2018, con collegamenti diretti in 50 minuti. Ma abbiamo bisogno anche di collegare Matera all'autostrada. Una richiesta rimasta inascoltata dal 1979».

Il sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri.  

DOMANDA. A giugno lei ha incontrato il ministro Delrio. A che punto siamo con le infrastrutture per Matera Capitale della cultura 2019?
RISPOSTA.
Il ministro l'ho incontrato due giorni dopo la mia elezione. Dopodiché ho avuto frequenti rapporti sia con l'Anas, sia con il ministero delle Infrastrutture.
D. Che novità ci sono?
R.
La ferrovia Bari-Matera, attraverso le Fal (Ferrovie Appulo-Lucane, ndr), sarà pronta per la fine del 2018.
D. Quale sarà il tempo di percorrenza?
R.
Cinquanta minuti, a fronte delle due ore attuali. La ferrovia sarà a doppio binario da Bari fino Toritto, poi procederà a scartamento ridotto. Ma la viabilità sarà gestita in modo che i due convogli, d'andata e ritorno, possano incrociarsi tranquillamente senza fermarsi. Quindi possiamo dire che si tratta di una linea diretta, un traguardo finora insperato.
D. L'opera è già interamente finanziata?
R.
Gli appalti sono in corso. Si stanno realizzando 71 chilometri di ferrovia per un valore complessivo di circa 80 milioni di euro. Di questi, 57 milioni sono già disponibili, liquidi ed esigibili. Gli altri verranno dai fondi Por e da altri fondi del governo nazionale.
D. E per quanto riguarda le strade?
R.
Le nostre richieste sono chiare. Chiediamo il raddoppio della Ferrandina-Matera per 30 chilometri, e una nuova bretella lunga 28 chilometri che dal casello autostradale di Gioia del Colle arrivi fino a Matera. Una città che non è servita dalle Ferrovie dello Stato credo abbia il diritto di chiedere con rigore almeno il collegamento alle autostrade nazionali.
D. Si aspetta che questi interventi possano ricevere dei finanziamenti con la legge di Stabilità?
R. Certamente. Sabato scorso abbiamo trasmesso le nostre richieste alla presidenza del Consiglio. In più abbiamo chiesto l'ultimazione della Bradanica, la strada che conduce da Metaponto a Melfi, la riqualificazione della Basentana da Potenza a Metaponto, e la rimodulazione funzionale della ferrovia statale Taranto-Napoli. Un tratto ferroviario che io ho definito una roulette trasportistica.
D. Cosa intende?
R. Il passeggero sa quando parte, ma non sa quando arriva e nemmeno se arriva. Una vergogna nazionale, le diligenze del Far West erano più funzionali di questa tratta.
D. Ha avuto riscontri positivi?
R.
A parole, ma la discussione è ancora in atto, al momento non si vede la luce. In Regione, giovedì 22 ottobre, c'è stato un incontro con Ferrovie dello Stato. Loro sostengono che la tratta non dia redditività e che quindi non debba essere premiata. Ma se non dà redditività è perché è impossibile utilizzarla! I cittadini ormai si rifiutano di prendere quel treno, un InterCity che non riesce nemmeno a procedere in salita. A Ferrandina c'è una stazione, ma le assicuro che spesso i passeggeri non riescono a scendere, perché le porte del convoglio non si aprono e sono costretti ad arrivare fino a Metaponto. Cose allucinanti nel 2015, quel treno è una vergogna nazionale.
D. Insomma, non state chiedendo la luna..
R.
Assolutamente no. Non chiediamo imprese faraoniche. Per la nuova bretella dal casello autostradale di Gioia del Colle, nel 2008, il costo totale fu stimato in 130 milioni di euro. Oggi si arriverebbe a 180-190 milioni, non di più. Questi 28 chilometri di strada ritengo siano essenziali. È una richiesta che la città ha fatto per la prima volta nel 1979 ed è sempre stata ignorata. Oggi che Matera ha il ruolo internazionale di Capitale della cultura, ritengo opportuno che questa infrastruttura venga finalmente realizzata.
D. Ma dal governo ci sono state aperture?
R. Posso dirle che il 5 novembre, qui a Matera, ci sarà un incontro molto importante con i rappresentanti dell'esecutivo, in cui discuteremo del Master Plan per il Mezzogiorno. Un patto per il Sud e un patto per Matera, interventi concreti per le infrastrutture. Vedremo quale sarà l'esito, ma se non dovesse essere positivo sono pronto ad andare a Roma, per protestare sotto Palazzo Chigi. Una protesta civile e democratica, per segnalare che non è possibile mortificare una città che rappresenterà l'Italia nel 2019.
D. A proposito: la governance della fondazione Matera 2019 è stata definita?
R.
Chiuderemo entro la fine dell'anno. Tutte le iniziative sono già state concordate con la Commissione europea a Bruxelles il 16 settembre 2015. Abbiamo già il cronoprogramma delle attività previste.
D. Come selezionerete i soggetti chiamati a dirigere il grande evento?
R.
Tutte le nomine avverranno tramite concorso pubblico. Le chiamate dirette non fanno parte della mia cultura.
D. La governance sarà aperta anche a professionisti stranieri di livello internazionale?
R. Certo. Dobbiamo essere internazionali, non possiamo chiuderci nei nostri cortili.
D. Chi le piacerebbe nel ruolo di direttore artistico?
R.
Lei mi vuole provocare, ma mi lasci dire: mi piacerebbe che ci fosse Leonardo da Vinci. Purtroppo non è possibile, ma individueremo una figura di alto profilo.

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