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EMERGENZA 25 Ottobre Ott 2015 0800 25 ottobre 2015

A Napoli si spara, la politica pensa a calcio e feste

Proiettili in piazza. Escalation criminale. Polizia in rivolta. E il Comune che fa? Litiga sui biglietti per lo stadio. E va ai party di Caltagirone. Ignorando la realtà.

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Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris e il presidente del Napoli calcio Aurelio De Laurentiis allo stadio San Paolo.

La sera del 20 ottobre in piazza Nazionale un disgraziato che si crede boss ha esploso raffiche di proiettili in aria urlando a squarciagola: «Sono io che comando qui! Da ora in poi dovete ubbidire solo a me!».
Poi si è allontanato impunito, accompagnato dal figlio adolescente.
L’escalation criminale impazza, a Napoli si spara h24, a volto scoperto, tra la folla.
Eppure in molti hanno la sensazione che chi più di tutti dovrebbe preoccuparsi e intervenire non lo faccia e - anzi - appaia a dir poco distratto.
TUTTI AL SAN PAOLO. Un esempio? Per giustificare lo scempio dei biglietti gratis per lo stadio c’è stato chi nell’aula del Consiglio comunale ha sostenuto che «a Napoli un consigliere ha il dovere di recarsi di persona allo stadio San Paolo per controllare se durante le partite tutto funzioni bene oppure no».
E ha aggiunto che, se lui non può andarci, «è giusto che deleghi un amico o un familiare affinché assolva in sua vece all’ispezione».
UN PO' DI MERITATO RELAX. C’è stato anche chi ha rivendicato per i consiglieri «il sacrosanto diritto a rilassarsi un po’ (ma perché farlo a sbafo? ndr) la domenica allo stadio dopo una settimana di duro impegno amministrativo».
Perciò, ha concluso l’assemblea elettiva, è giusto che «chi siede in Consiglio continui a ricevere i biglietti omaggio per la partita di calcio».
CONFLITTO DI INTERESSI. E pace all’anima di chi aveva osato su tale privilegio indignarsi e presentare - addirittura - un’interrogazione in cui si rileva anche «il plateale conflitto di interessi visto che sono proprio i consiglieri comunali destinatari dell’omaggio a dover decidere sul rinnovo della convenzione che lega il calcio Napoli al Comune».
In Aula - mentre fuori si spara e si ammazza - si è discusso a lungo anche sulla nuova convenzione per lo stadio.
Troppo a lungo, secondo molti.
L'EMERGENZA È ALTROVE. Fino al punto di legittimare la sensazione che il problema più urgente che incomba su Napoli sia il futuro dello stadio San Paolo e non quello - spaventoso - di una impasse dell’occupazione senza precedenti e di una criminalità sempre più feroce che spara sui poliziotti, ammazza i ragazzini e le donne, arma la mano di un esercito di giovanotti resi matti dalla cocaina, tiene militarmente sotto schiaffo sempre più ampie fette di territorio imponendo le sue leggi e i suoi tribunali.

La polizia organizza il «funerale della legalità»

Scontri tra cittadini e carabinieri nel rione di Forcella (Napoli).

Fa notare chi sente il clima cupo: «Certo, il Comune non ha il potere di intervenire direttamente sull’ordine pubblico, ma non sarebbero sgradite un po’ di attenzione in più e qualche concreta iniziativa al di là delle fiaccolate e delle manifestazioni di facciata».
Invece? Invece, niente.
«BASTA RASSEGNAZIONE». Né da parte del Comune né da parte del governo: la Uil polizia - «per rompere il muro di apparente rassegnazione» - ha annunciato per il 26 ottobre il «funerale della legalità» che prevede un corteo “funebre” che da piazza Municipio, sede del Comune, si conclude davanti alla sede della Questura in via Medina.
Obiettivo della manifestazione è chiedere che sia insediato «un questore che conosca bene la realtà territoriale» e che si avvii «un radicale cambio nella gestione dell’ordine pubblico» («Si sta solo contando il numero dei morti», è la critica più diffusa).
E I 200 UOMINI PROMESSI? La contestazione dei poliziotti si estende anche al ministro dell’Interno Angelino Alfano: «Del promesso invio a Napoli di 200 uomini per la lotta alla camorra (qualcuno aveva annunciato addirittura mille uomini in più, ndr) non c’è traccia nel Piano dipartimentale nazionale sulla ripartizione delle risorse».
Aggiungono i “rivoltosi”: «La verità è che non sono stati sostituiti neanche gli operatori di polizia andati in quiescenza e che Napoli da un anno è stata dimenticata e non c’è più alcun controllo sul territorio».
NON ESISTONO ZONE IMMUNI. Raccontano gli agenti: «Dal rione Sanità a Forcella, da Scampia, ai Tribunali, da Ponticelli ai Quartieri spagnoli, fino a qualche anno fa a Napoli c’era chi raccontava dei cosiddetti rioni a rischio. Ma oggi chi sa dire più se esistono ancora e quali siano le zone da ritenere immuni rispetto all’invadenza criminale?».

Festa in terrazza, offre Caltagirone: buffet e super vip

Francesco Gaetano Caltagirone.

A primavera 2016 si vota il nuovo sindaco.
E già è in corso una battaglia elettorale che vede contrapposti l’uscente Luigi de Magistris e il “nonno” Antonio Bassolino, ex sindaco ed ex governatore, pronto a riprovarci.
Sarà un confronto sui problemi, primo fra tutti la lotta alla criminalità, e su come affrontarli?
Si spera di sì, ma finora “quelli che contano” preferiscono litigare sui biglietti omaggio per la partita e su altre sciocchezze simili.
MIGRAZIONE COMPATTA. Però tra un omicidio e l’altro hanno trovato il tempo e la voglia per accorrere - uniti e compatti come neanche per il terremoto è mai accaduto - alla mega festa organizzata il 28 settembre al teatro San Carlo e poi sull’esclusiva terrazza del Circolo dell’Unione da Francesco Gaetano Caltagirone, 72 anni, costruttore, finanziere e proprietario del quotidiano Il Mattino.
Tra i presenti, perfino il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha salutato “il padrone di casa” che lo attendeva all’ingresso.
AMBITISSIMO INVITO. Al richiamo di Caltagirone (e all’appetitoso buffet) hanno risposto tutti i vip ed ex vip che - dopo una “guerra” senza esclusione di colpi - sono riusciti ad accaparrarsi l’ambitissimo invito.
Dai più alti magistrati al capo dell’Anticorruzione Raffaele Cantone e al capo dell’Antimafia Franco Roberti fino ai vertici delle Forze dell’ordine.
C'ERA MEZZO GOVERNO. Dai politici a un nutrito grappolo di ministri (Alfano, Giannini, Orlando, la Pinotti) e di ex ministri o parlamentari fino al sindaco De Magistris e al governatore della Campania Enzo De Luca fino a Salvo Nastasi (il commissario nominato dal premier Renzi per il risanamento a Bagnoli, nel cui business Caltagirone è coinvolto grazie alla sua Cementir) e agli imprenditori, ai big dello spettacolo, dello sport, della cultura.
Insomma, erano tutti lì, prima a teatro e poi sulla terrazza più chic di Napoli.
Eleganti, rilassati, sorridenti.
E forse rassegnati a non saper più decifrare (né tantomeno governare) l’immane dose di violenza che si scatena ogni giorno nelle strade di Napoli.

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