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VIOLENZE 27 Ottobre Ott 2015 1945 27 ottobre 2015

Frustate e soffocamenti: così l'Isis tortura i curdi

I racconti delle percosse subite dai 70 prigionieri liberati dagli Usa.

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Membri dell'Isis con la bandiera nera del Califfato islamico.

Hanno fracassato loro i denti e frustrato i piedi fino a quando non hanno più potuto camminare, li hanno soffocati con buste di plastica fino a farli svenire. E hanno tentato di folgorarli.
È l'orrore che hanno subito i 70 ostaggi curdi prima di essere liberati da un raid americano nei giorni scorsi.
UCCISO UN SOLDATO USA. A raccontarlo in tivù sono stati gli stessi protagonisti, spiegando che non si aspettavano altro che essere portati fuori e fucilati. Le loro vite sono state invece salvate da una missione delle forze speciali Usa che, tra le altre cose, è costata la vita a un soldato americano, il primo ad essere ucciso in Iraq dal 2011.
FINO A QUATTRO ESECUZIONI AL GIORNO. «Ci hanno torturato in diversi modi - ha detto Mohammed Hassan Abdullah in un video pubblicato dal governo regionale curdo e ripreso dalla Cnn - «e ogni giorno venivano giustiziate dalle due alle quattro persone».

  • Il video delle operazioni di salvataggio degli ostaggi.

«La notte mi frustavano i piedi per ore» - ha raccontato Hussen Ali Alhemdani - «non sono riuscito a camminare per 20 giorni». «Le torture» - gli ha fatto eco Akram Hussen Mohammed Zahir - «erano senza sosta. Ogni giorno facevano le stesse domande e ogni giorno si ripetevano le percosse».
MINACCIATI CON LE PISTOLE. Zahir ha raccontato inoltre che un giorno uno dei suoi carcerieri gli ha messo una pistola alla testa e gli ha imposto di recitare la «shahada» (la formula con cui il fedele musulmano dichiara di credere in un Dio unico e nella missione profetica di Maometto) oppure sarebbe morto all'istante. Ahmed Abd Al Jburi, invece, ha raccontato che il ricordo delle torture ora non gli impedirà di combattere per il governo curdo nella speranza di liberare gli ostaggi che sono ancora nella mani dei miliziani dell'Isis.

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