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BRUXELLES 28 Ottobre Ott 2015 2021 28 ottobre 2015

Carne rossa, l'Ue apre a insetti e alghe

Dopo l'allarme salsiccia, arriva l'ok dell'Europarlamento. Ma sugli ogm...

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Un piatto di insetti presentato a Expo.

Dopo l'ultima black list di cibi cancerogeni diffusa dall'Organizzazione mondiale della Sanità è scattato l'ennesimo allarme.
Niente würstel, a rischio salsicce e prosciutti. Ma cosa possiamo ancora mangiare senza patema d'animo?
La buccia della frutta è piena di diserbanti e fitofarmaci, il pesce contiene il mercurio, l'acqua poi ha tracce d'arsenico.
BRUXELLES APRE AGLI INSETTI. Bruxelles un'alternativa l'ha data: insetti, alghe, nanomateriali, cibi costruiti in laboratorio, nuovi coloranti potranno finire sulle tavole degli europei, se avranno il via libera della agenzia europea sicurezza alimentare.
La plenaria del parlamento europeo ha infatti approvato in prima lettura l'accordo con il Consiglio sul cosiddetto 'novel food'.
ITALIANI POCO CURIOSI. E dire che, almeno per ora, appena l'8% gli italiani assaggerebbero gli insetti, mentre il 7% si farebbe tentare dai ragni fritti e il 19% non esiterebbe a mettere nel piatto la carne di coccodrillo. A scattare la fotografia è un'analisi Coldiretti/Iprmarketing.
Un antipasto delle stranezze a tavola si è avuto in Italia grazie alle speciali deroghe concesse in occasione di Expo anche se, sottolinea la Coldiretti, solo una bassa percentuale si è avventurata nell'assaggio delle curiosità offerte, dall'hamburger di alligatore a quello di zebra dello Zimbawe fino al pesce palla giapponese.
E LE TRADIZIONI? Meno fortunati gli insetti che sono stati oggetto di una breve degustazione autorizzata dal ministero della Salute alla fine dell'esposizione. «Una corretta alimentazione non può prescindere dalla realtà produttiva e culturale locale nei Paesi del terzo mondo come in quelli sviluppati», ha spiegato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, sottolineando che «a questo principio non possono sfuggire neanche bruchi, coleotteri, formiche o cavallette a scopo alimentare che, anche se iperproteici, sono però molto lontani dalla realtà culinaria nazionale».
LA RISPOSTA DI SALVINI. A rispondere all'apertura dell'Ue è stato Matteo Salvini, forse più abituato al pan col codeghì di Pontida che a bruchi e larve, che su Facebook non ha usato giri di parole: «L'Europa (la Lega ha votato contro) apre alla possibilità di avere in tavola alghe, grilli e insetti. Ma andate a farvi fottere! Io voglio mangiare (e proteggere) latte, riso, carne, pasta, olio, mele e arance! Se questo è il futuro folle che ci prepara l'Europa, andiamocene!!!».


Passi per le alghe, già presenti in molti supermercati e nella tanto apprezzata cucina giapponese, ma gli insetti potrebbero rappresentare una rivoluzione.
E chissà che non finiremo al ristorante a lamentarci, come ironizza Lia Celi, sulla minestra trovata intorno alla nostra mosca.

Nessun divieto agli Ogm

Ma l'apertura su larve e cavallette non è stata l'unica decisione circa il cibo presa dall'Ue.
La proposta della Commissione europea di lasciare ai singoli Stati membri la decisione se autorizzare o meno l'importazione di cibi e mangimi ogm è stata bocciata senza appello da Strasburgo con 579 voti favorevoli, 106 voti contrari e cinque astensioni.
«UN'OCCASIONE PERSA». A difenderla fino all'ultimo il commissario europeo alla Salute, Vytenis Andriukaitis, convinto che questa sia stata «un'occasione persa per dare una risposta concreta alle legittime preoccupazioni dei cittadini europei» sul biotech.
Il punto sollevato dagli eurodeputati, sia da quelli 'pro' sia da quelli 'contro' gli ogm, però è stato un altro: a differenza del caso della coltivazione, dove ognuno decide cosa piantare sul proprio territorio, il nuovo regolamento sarebbe stato di fatto impraticabile senza frammentare il mercato unico europeo e andare contro accordi internazionali.
L'ACCUSA DI SCARICABARILE. A questo va aggiunto il fatto che la zootecnia in Europa dipende quasi totalmente dai mangimi ogm. E «questi ogm sono ampiamente usati per nutrire gli animali anche nei Paesi che votano contro gli ogm», ha attaccato il commissario europeo alla Salute dopo il voto, ricordando che gli Stati membri non hanno mai raggiunto la maggioranza necessaria pro o contro le autorizzazioni di cibi e mangimi biotech, scaricando così la responsabilità sulla Commissione europea.

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