Messina 151029143849
ACQUA 29 Ottobre Ott 2015 1437 29 ottobre 2015

Messina senz'acqua, continua l'emergenza idrica dopo la frana

La città è a secco da sei giorni a causa di una frana a Calatabiano. Almeno altri sei giorni per rimediare. L'assessore Ialacqua a Lettera43.it: «La Marina disponibile a inviare navi-cisterna». Intanto l'esercito fornisce 8 mila litri.

  • ...

Cittadini di Messina in fila per prendere l'acqua dalla cisterna nel piazzale dell'ex gasometro.

Emergenza idrica a Messina. La città siciliana è da sei giorni senz'acqua, a causa della frana che ha colpito le tubature dell'acquedotto di Fiumefreddo, all'altezza del paese di Calatabiano, in provincia di Catania. Lo smottamento ha fatto saltare la conduttura che fornisce alla città l'80% del suo fabbisogno idrico.
A dissetare Messina è pronta però la Marina militare, che «ha già dato la sua disponibilità all'invio di navi-cisterna», ha detto a Lettera43.it l'assessore all'Ambiente, Daniele Ialacqua. La Ticino, che ha una capacità di trasporto di 1.200 metri cubi d'acqua ed è attualmente ormeggiata ad Augusta, attende ordini dal ministero della Difesa.
Intanto l'esercito, nella serata di giovedì 29 ottobre, fornirà con proprie autobotti 8 mila litri d'acqua ai cittadini e alla rete idrica, soddisfacendo la richiesta arrivata dalla Prefettura.
LE ACCUSE DEI COMITATI. L'unica zona della città che non è rimasta completamente a secco è quella del lungomare, servita dal vecchio Acquedotto civico della Santissima, costruito nell'Ottocento. La sua portata, però, è assai limitata rispetto a quella dell'acquedotto di Fiumefreddo. E i messinesi che hanno fatto parte dei comitati che si sono battuti per il referendum sull'acqua pubblica denunciano: «Se fossimo stati collegati all'acquedotto di Alcantara, che ricade nel territorio cittadino, ma dalla cui gestione il Comune di Messina è stato escluso negli anni in cui Salvatore Cuffaro era commissario delegato per l'emergenza idrica, non avremmo avuto questi problemi».
RIMPALLO DI RESPONSABILITÀ. L'acquedotto di Fiumefreddo si trova infatti nel territorio di un Comune diverso, quello di Calatabiano per l'appunto, dove la frana si è verificata. Una geografia di confine che ha già provocato un rimpallo di responsabilità tra il sindaco di Messina, Renato Accorinti, e quello del piccolo paese in provincia di Catania, Giuseppe Intelisano. Per Intelisano la frana sarebbe stata provocata dalle tubature idriche messinesi, che attraversano un territorio fragile dal punto di vista idrogeologico. Nel 2010 e nel 2012 era già successo: una frana aveva spaccato le tubature di Fiumefreddo, e Messina era rimasta a secco.
ACQUA CON LE NAVI COME PER LE EOLIE. Come fare adesso per superare l'emergenza? Il direttore dell'Azienda meridionale acque di Messina, Luigi La Rosa, sta pensando a un bypass: «Stiamo valutando la possibilità di realizzare, di concerto con il direttore tecnico di Siciliacque Spa, un bypass di collegamento tra la condotta dell'Alcantara e quella di Fiumefreddo. Si lavora alle tubature di Fiumefreddo e sono allo studio soluzioni tampone per trasportare l'acqua con autobotti e navi-cisterna». Secondo i vertici dell'azienda, in ogni caso, passeranno almeno altri sei giorni prima che possa essere effettuato un intervento risolutivo.
Il trasporto dell'acqua con navi-cisterna viene normalmente effettuato per rifornire le isole Eolie. In tal caso, però, le navi caricano l'acqua proprio a Messina.
LE PROTESTE DEI RESIDENTI. Agli occhi dei residenti, costretti da giorni a soluzioni di fortuna e a fare la fila nei punti di distribuzione creati dal Comune, i tempi di realizzazione di un eventuale bypass appaiono ancora più lunghi. Esasperati e preoccupati, hanno manifestato davanti al palazzo della Prefettura. La rabbia è esplosa anche sui social network, con l'hashtag #MessinaSenzAcqua salito in cima ai trending topic su Twitter. Tra i vip si sono mobilitati Rosario Fiorello e Salvo Sottile.

L'ASSESSORE IALACQUA: «LA MARINA HA DATO LA SUA DISPONIBILITÀ». L'assessore all'Ambiente e all'acqua del Comune di Messina, Daniele Ialacqua, contattato da Lettera43.it, ha spiegato quali saranno i prossimi passi: «La Marina militare ci ha dato la sua disponibilità all'invio di navi-cisterna per fronteggiare l'emergenza. Per quanto riguarda invece il bypass, stimiamo in pochi giorni i tempi di realizzazione. Purtroppo la conduttura si è rotta in un punto in cui la frana è ancora in corso. E le previsioni meteo ci dicono che siamo ancora in stato d'allerta».
«IL COMUNE HA PAGATO IL SUO DEBITO CON SICILIACQUE SPA». L'assessore ha poi ricordato come la città di Messina «dipenda all'80% dalle condutture dell'acquedotto di Fiumefreddo». Nel 2008, a causa di un debito da 8 milioni di euro accumulato dalle amministrazioni precedenti nei confronti della società che gestisce il più vicino acquedotto di Alcantara, le forniture idriche da quest'ultimo impianto sono state interrotte. «Siciliacque Spa, la società che gestisce le reti, è partecipata dalla Regione Sicilia e dalla multinazionale francese Veolia, che ha un ruolo preponderante. Oggi il Comune di Messina ha pagato i suoi debiti quasi per intero, manca solo una rata da 200 mila euro. Ma dal 2008 il servizio non è mai stato ripristinato».
IL SINDACO: «CHIEDO LO STATO DI CALAMITÀ NATURALE». Il sindaco di Messina, Renato Accorinti, intende chiedere lo stato di calamità naturale. «La situazione è gravissima, il danno è in un posto impervio e abbiamo dovuto costruire una strada per fare arrivare i nostri tecnici. Una volta immessi mille litri d'acqua al secondo nella condotta, ci sono stati dei cedimenti nel terreno. Stiamo valutando se è possibile chiedere lo stato di calamità naturale. Non per un tubo rotto, ma per il dissesto idrogeologico del nostro territorio», ha detto Accorinti ai microfoni di inBlu Radio. «La nostra città è stata massacrata, stiamo facendo scelte dure e i palazzinari sono tutti contro di noi. Consumo del suolo zero è la nostra visione. Abbiamo ereditato 400 milioni di debiti e nonostante questo lottiamo contro ogni tipo di mafia e di speculazione edilizia».
SCUOLE E UFFICI RESTANO CHIUSI. Il sindaco ha deciso inoltre di prorogare per altre 48 ore la chiusura delle scuole e di tutti gli uffici pubblici cittadini, in attesa di poter garantire il ripristino delle idonee condizioni igienico-sanitarie.

Correlati

Potresti esserti perso