Trotta Accorinti 151030130414
CASO 30 Ottobre Ott 2015 1144 30 ottobre 2015

Messina senz'acqua, e il sindaco litiga con il prefetto

La due autorità in conflitto da mesi. Alle riunioni d'emergenza, se partecipa uno, l'altro non c'è. E prendono decisioni contrastanti. Anche sull'emergenza idrica. La testimonianza di Alfredo Reni.

  • ...

Il sindaco di Messina Renato Accorinti (a sinistra), e il prefetto Stefano Trotta.

Se a Messina continua a mancare l'acqua la responsabilità non è soltanto del dissesto idrogeologico, del territorio che frana quando piove, delle scelte sbagliate che hanno allacciato la città a un acquedotto, quello di Fiumefreddo, lontano 70 chilometri dal centro, anziché al molto più vicino impianto dell'Alcantara.
Secondo Alfredo Reni, popolare voce dell'emittente messinese RadioStreet, nel novero delle cause e concause che hanno prolungato l'emergenza idrica e il disagio dei cittadini rientra anche il conflitto tra il sindaco Renato Accorinti e il prefetto Stefano Trotta.
PRIMA LITE SUI MIGRANTI. «Tra i due», spiega, «ormai da un anno e mezzo a questa parte, si è creato un clima di tensione pesantissimo, nato con l'arrivo in città dei primi migranti. Sindaco e prefetto sono entrati in contrasto sulle modalità di gestione dell'accoglienza. Da allora in poi, quella che dovrebbe essere una costruttiva dialettica istituzionale finalizzata al bene dei cittadini si è trasformata in una schermaglia perenne, dominata dall'antipatia personale».
Ma come si riflette tutto questo sull'emergeza idrica che ha colpito la città dello Stretto? Secondo Reni è presto detto: «Le riunioni d'emergenza convocate in Prefettura avvengono in assenza di sindaco e prefetto. Che come due bambini offesi, non riescono a stare seduti allo stesso tavolo. E prendono decisioni che si smentiscono a vicenda».

In città il prezzo dell'acqua è triplicato

Alfredo Reni, voce popolare della radio messinese RadioStreet.

Reni sta coprendo per la sua radio la crisi idrica messinese e le sue sono informazioni di prima mano, di chi è 'accampato' da giorni sotto il palazzo della Prefettura per seguire l'evolversi della situazione.
La sua testimonianza non è priva di esempi concreti: «Alla riunione organizzata in Prefettura che ha deciso di ricorrere alle autobotti per far fronte all'emergenza idrica, il prefetto Trotta non c'era, perché era presente il sindaco». E com'è andata a finire? «Che le autobotti concordate in mattinata, alla sera si sono rivelate insufficienti», racconta a denti stretti. «Alle 21», continua, «la Prefettura, con un suo comunicato, ha bacchettato il Comune parlando di gravi carenze organizzative e ha chiesto l'intervento dell'esercito. Adesso, secondo le mie ultime informazioni, una nave-cisterna dovrebbe attraccare al porto in serata».
Il ritorno dell'acqua corrente, invece, è slittato ancora.

CITTADINI IN MANO AGLI SPECULATORI. Il racconto di Reni trova conferma nelle cronache locali, che titolano: «Accorinti esautorato, Trotta assume il coordinamento dell’emergenza».
E ad aggravare ancora di più le sofferenze dei messinesi, abituati da anni ad arrangiarsi installando serbatoi privati nelle case, c'è anche l'ombra della speculazione.
Secondo Reni, il prezzo delll'acqua fornita dalle autocisterne private è triplicato da quando la città è rimasta a secco: «Oggi 5 mila litri costano 150 euro, è il prezzo pagato da un mio conoscente. Prima dell'emergenza, la stessa quantità d'acqua costava un terzo».
UNA BOTTIGLIA COSTA COME UNA CONFEZIONE DA SEI. Altri scandalosi rincari riguarderebbero il prezzo dei bidoni in plastica necessari per fare le scorte: «Un bidone da 10 litri è arrivato a costare 10 euro». Per non parlare poi delle piccole botteghe, che «non vendono più confezioni da sei di acqua minerale, ma singole bottiglie al prezzo di una confezione intera».
I controlli da parte della Guardia di finanza sono già scattati: sia a carico di alcune imprese di trasporto dell'acqua, per verificare il possesso delle previste autorizzazioni sanitarie e amministrative, sia a carico dei negozianti, per accertare e remprimere gli aumenti ingiustificati dei prezzi al dettaglio.

Correlati

Potresti esserti perso