TRAGEDIA 2 Novembre Nov 2015 1230 02 novembre 2015

Volo A321: cosa sappiamo e cosa non sappiamo

La Russia non esclude l'attentato. «Lampo di calore». Il giallo della rivendicazione, le tesi discordanti sui contatti radio, le scatole nere: il punto sulle indagini. Foto.

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Mentre le indagini sulle scatole nere e sui resti dell'Airbus A321 proseguono, le parti coinvolte nell'incidente sostengono tesi discordanti su quanto accaduto al volo della Kogalymavia, precipitato la mattina del 31 ottobre con 224 persone a bordo nel Sinai (guarda le foto).
Secondo un dirigente della compagnia, la sola causa della sciagura dell'aereo può essere un fattore esterno.«Un A-321», ha detto il manager, «non può spaccarsi in aria per il malfunzionamento di un qualsiasi sistema tecnico».
«LAMPO DI CALORE». Prende sempre più piede la teoria di una bomba a bordo, come successo al volo Pan Am 103 diretto da Londra a New York, esploso il 21 dicembre 1988 sulla cittadina scozzese di Lockerbie.
Le tesi di un missile lanciato da terra o di un problema strutturale sembrano decisamente più improbabili: solo gli Stati Uniti possiedono armi in grado di colpire un bersaglio a quella quota, e difficilmente una depressione interna o altri incidenti possono spezzare un aereo in due. Secondo quanto riferisce la Cnn, un satellite Usa ha rilevato un «lampo di calore» al momento dell'incidente. Questo particolare potrebbe essere decisivo per stabilire se si sia trattato davvero di un attentato.


IL CAIRO E MOSCA, TESI DISCORDANTI. Ad ammettere che l'incidente all'aereo può essere stato causato da un fattore esterno è stato anche il Cremlino, dichiarando che «non si può escludere nessuna ipotesi», ma che «parlare di terrorismo è prematuro».
Un'opzione questa che gli investigatori egiziani al lavoro sulle scatole nere continuano invece a non considerare come probabile.
La verità sui fatti è una sola, ma finché non viene appurata le singole parti tentano di far passare versioni a loro convenienti.
Per la compagnia aerea un guasto sarebbe il peggior danno d'immagine. Per le autorità del Cairo, l'ipotesi terroristica significherebbe ammettere di non controllare la sicurezza del proprio spazio aereo o degli aeroporti.
Ecco quello che sappiamo e non sappiamo al momento sul volo A321 della compagnia russa Kogalymavia.

1. Le comunicazioni dei piloti: per gli investigatori nessun contatto radio

L'Airbus 321 è decollato per San Pietroburgo da Sharm El Sheik alle 5.58 ora egiziana, con a bordo 224 persone.
Le autorità del Cairo hanno inizialmente dichiarato che il pilota ha comunicato al controllo aereo difficoltà tecniche, pianificando un atterraggio di emergenza prima di perdere il contatto radio.
Ma secondo gli investigatori, l'equipaggio non avrebbe affatto comunicato con i controllori. Questa ricostruzione andrebbe a sostegno della teoria di un fattore esterno piuttosto che di un problema tecnico.
LA CADUTA IN PICCHIATA. L'aereo è scomparso dai radar alle 6.20 mentre volava a un'altitudine di 31 mila piedi. Secondo la società di monitoraggio Flight Radar 24, il velivolo avrebbe rallentato per poi iniziare una discesa a 6 mila piedi al minuto prima di sparire.

Il percorso dell'aereo.

2. La rivendicazione dell'Isis: secondo gli analisti il video è un falso

L'Isis ha subito rivendicato l'incidente come un attentato, ma le autorità hanno smentito dando la colpa a un problema tecnico.
Lo Stato Islamico, presente in forze nella penisola del Sinai, non ha precisato le modalità in cui avrebbe colpito l'aeroplano, ma ha diffuso un video in cui si vede un aereo prendere fuoco in aria per poi precipitare. Molti analisti hanno dichiarato che il filmato era un falso.
L'EGITTO PARLA DI GUASTO. Le autorità egiziane hanno continuato a sostenere la tesi del guasto.
La compagnia aerea, la stessa che ora sostiene la teoria del fattore esterno, ha difeso l'affidabilità dell'apparecchio e dell'equipaggio.

  • Il video pubblicato dall'Isis.

3. La nazionalità dei passeggeri: a bordo 221 russi e tre ucraini

La vittima più giovane è un neonato di 10 mesi.
NESSUN SOPRAVVISSUTO. Almeno 17 bambini erano tra i passeggeri, con 138 donne e 62 uomini, secondo le autorità egiziane che hanno confermato la nazionalità delle vittime: tutti russi eccetto tre ucraini.
Non ci sono sopravvissuti.

4. Chi indaga sull'incidente: russi, egiziani e americani

Le scatole nere, in buone condizioni, sono state portate al Cairo, con investigatori egiziani a guidare le indagini, aiutati da specialisti russi.
Un team di esperti è stato inviato dalla compagnia Airbus e due tecnici specializzati americani si uniranno a loro, considerato che i motori dell'apparecchio sono stati costruiti negli Usa.
NESSUN RISULTATO A BREVE. I risultati delle analisi potrebbero arrivare tra settimane, se non mesi.

5. L'aeroplano: costruito nel '97, aveva 56 mila ore di volo alle spalle

Il due motori A321 ha un raggio di 7.400 chilometri e può trasportae fino a 220 passeggeri.
L'aereo caduto era stato costruito nel 1997 e aveva alle spalle 56 mila ore di volo e 21 mila tratte, secondo i dati diffusi dalla compagnia Airbus.
DA TRE ANNI NELLA FLOTTA KOGALYMAVIA. Dal 2102, l'apparecchio è utilizzato dalla compagnia russa Kogalymavia, conosciuta anche come Metrojet.

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