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CAOS 3 Novembre Nov 2015 1142 03 novembre 2015

Maltempo al Sud: danni in Calabria, Campania e Puglia

Un ragazzo di 25 anni è morto a San Roberto, paesino dell'Aspromonte, colpito da un palo della luce. Mezzogiorno in ginocchio.

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Il maltempo continua a flagellare il Sud, e a mietere vittime.
Pasquale Princi, un ragazzo di appena 25 anni, è morto martedì 3 novembre all'ospedale di Reggio Calabria, dopo essere stato colpito da un palo della luce a San Roberto, piccolo paese dell'Aspromonte. Princi è stato travolto mentre alcuni operai lavoravano al ripristino della linea elettrica, danneggiata dalle forti piogge.
Le sue condizioni sono apparse subito molto gravi. Arrivato in ospedale in coma, il ragazzo è stato immediatamente sottoposto a un intervento chirurgico. Ma è morto poche ore dopo per la gravità delle ferite riportate.

LA PUGLIA SI PREPARA A CHIEDERE LO STATO DI CALAMITÀ. Mentre Messina resta di nuovo senz'acqua, a causa di una frana che ha rotto per la seconda volta in pochi giorni la condotta di Fiumefreddo a Calatabiano, la Regione Puglia si prepara a chiedere lo stato di calamità naturale per i 35 comuni più colpiti dal maltempo.
Preoccupano i danni al settore agricolo: stalle, magazzini, cantine e terreni sono stati sommersi dall’acqua, non solo per le piogge violente, ma anche per le esondazioni di fiumi e canali. Campi coltivati a cereali, oliveti, vigneti e allevamenti risultano compromessi.
STATALE 106 E FERROVIA INTERROTTE. Smottamenti e frane hanno poi provocato pesanti difficoltà alla circolazione su strade e ferrovie, soprattutto in Calabria. Dopo due giorni di pioggia intensa resta uno scenario di devastazione.
La situazione più critica interessa la provincia di Reggio Calabria e ha costretto i vigili del fuoco a intervenire ad Ardore, Sant'Ilario, Bovalino, Bianco e Santa Lucia, con rinforzi provenienti da Cosenza, Catanzaro, Napoli, Avellino, Taranto e Potenza.
La strada statale 106 Ionica è bloccata in diversi tratti. Il traffico procede a passo d'uomo e sui social netowrk si diffondono le foto dei danni.

COLDIRETTI: «IN CALABRIA 160 MILA PERSONE IN PERICOLO». Un ulteriore allarme per i calabresi è arrivato dalla Coldiretti. Secondo le sue analisi sono 160 mila i residenti nella regione che vivono in zone a rischio per le frane. In nessun'altra regione italiana sono così tanti.
A questi 160 mila si aggiungono altri 59 mila calabresi che vivono «sotto la minaccia delle alluvioni, con il risultato che il 100% dei comuni della Regione si trova in aree a rischio idrogeologico per una superficie di 1.167 chilometri quadrati, a causa dell’incuria e della cementificazione selvaggia», denuncia l'associazione.
Il territorio è diventato più fragile a causa del consumo di suolo agricolo, che ha ridotto la capacità di ritenzione idrica dei terreni provocando frane e smottamenti, ma anche danni alle pregiate coltivazioni di bergamotto e agli uliveti.
CAMBIAMENTI CLIMATICI E DISSESTO IDROGEOLOGICO. In Italia, spiega ancora la Coldiretti, i drammatici effetti dei cambiamenti climatici che si sono manifestati nel 2015 con il moltiplicarsi di eventi estremi e bombe d’acqua, si combinano sul piano strutturale con «un modello di sviluppo sbagliato», che «ha tagliato del 15% le campagne e fatto perdere negli ultimi vent'anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivata capace di assorbire l’acqua. Ogni giorno viene sottratta terra agricola per un equivalente di circa 400 campi da calcio (288 ettari), che vengono abbandonati oppure occupati dal cemento. Il risultato è che più di otto comuni su dieci (82%) hanno parte del territorio a rischio frane e alluvioni».
ACQUE AVVELENATE A NOCERA INFERIORE. In Campania, invece, il dissesto idrogeologico si accompagna all'inquinamento ambientale. Il sindaco di Nocera Inferiore, Manlio Torquato, ha emanato un'ordinanza che vieta di utilizzare l'acqua dei pozzi nelle zone alluvionate.
Il motivo è il grave inquinamento del Solofrana e dell'Alveo, i due affluenti straripati del fiume Sarno, le cui acque potrebbero aver contaminato sia i raccolti che i pozzi. Il comune ha richiesto all'Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpac) di esaminare i terreni agricoli, soprattutto quelli delle zone maggiormente colpite: le località di Cicalesi, Merichi, San Mauro e Villanova. Nell'attesa, l'ordinanza comunale vieta il consumo, la raccolta e la commercializzazione dei prodotti agricoli per 30 giorni, con un'unica deroga concessa ai coltivatori che abbiano la possibilità di svolgere privatamente le analisi e presentino una certificazione della mancata contaminazione.
IL MINISTRO GALLETTI: «10 MILIONI PER ABBATTERE CASE ABUSIVE». Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, intervistato da SkyTg24 a proposito dei danni provocati in Calabria dal maltempo, ha promesso: «Non solo mai più condoni edilizi, ma abbattimento di tutte la costruzioni abusive realizzate nelle zone a rischio». Entro la fine del 2015, ha proseguito il ministro, sarà legge «un fondo di 10 milioni di euro per l'abbattimento degli abusi edilizi. Mi aspetto che i Comuni consumino quel fondo in poche settimane, sono pronto a trovare nuove risorse nel mio ministero per rifinanziarlo».
In Calabria, secondo Galletti, «è caduta in tre giorni la pioggia che normalmente cade in un anno. Ho avuto modo di parlare col prefetto, che ieri (lunedì 2 novembre, ndr) è andato sul posto col ministro Delrio. Ha preso impegni per ripristinare nel più breve tempo possibile le infrastrutture danneggiate».

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