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EMERGENZA 3 Novembre Nov 2015 1011 03 novembre 2015

Messina senza acqua, rotta di nuovo la condotta

Le tubature di Fiumefreddo cedono di nuovo a causa di una frana. Il governo manda sul posto il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio.

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Non c'è pace per Messina, non c'è fine alla sua crisi idrica. Si è rotta nuovamente per una frana la condotta di Fiumefreddo a Calatabiano, che porta l'acqua alla città siciliana. La tubazione era stata riparata dai tecnici dell'Amam, la municipalizzata che gestisce la rete idrica.
Di fronte ai nuovi disagi per la cittadinanza, il governo ha deciso di mandare immediatamente sul posto uomini della Protezione civile nazionale, coordinati direttamente a Messina dal capo della struttura, Fabrizio Curcio.
QUARTIERI RIMASTI A SECCO. Diversi quartieri della città sono già senz'acqua. Solo le abitazioni del lungomare, allacciate all'acquedotto civico della Santissima, continueranno ad avere l'acqua, come durante la prima emergenza idrica.
L'AMAM: «NON È COLPA NOSTRA SE FRANA LA COLLINA». Il presidente dell'Amam, Leonardo Termini, si è difeso così: «Non è colpa nostra se è franata la collina. Ognuno si deve prendere le proprie responsabilità. Noi abbiamo sempre operato bene, ma in questa parte del territorio c'è un grave dissesto del territorio».
Termini rincara la dose: «L'avevamo detto che dopo la riparazione della condotta si sarebbe dovuta mettere in sicurezza la collina, ma nessuno ci ha ascoltato. Abbiamo riparato la condotta in tempi record, non potevano fare di più».
LA PREFETTURA: «ABBIAMO GIÀ SEGNALATO I LAVORI DA FARE». L'unica soluzione, per l'Amam, è«collegare il bypass dell'acquedotto dell'Alcantara con Fiumefreddo». Ma secondo la prefettura messinese «il bypass ha una portata corrispondente» solo «a un terzo del fabbisogno cittadino».
Inoltre, sempre a giudizio della prefettura, «sembrerebbe essersi verificata nel territorio di Calatabiano una fuoriuscita d'acqua dal sistema di drenaggio, con avvallamento del terreno». I tecnici sono al lavoro, ma «viste le condizioni precarie del terreno su cui poggia la condotta, divengono urgenti le attività di ancoraggio della condotta stessa e di consolidamento della collina, peraltro già segnalate al Comune di Messina, all'Amam e alla Protezione civile regionale».
NIENTE ACQUA FINO A MERCOLEDÌ 4 NOVEMBRE. Con un successivo comunicato l'Amam ha spiegato che dal bypass arriveranno effettivamente solo 400 litri al secondo, rispetto ai 970 provenienti dall'acquedotto di Fiumefreddo, e che l'acqua non tornerà prima della mattina di mercoledì 4 novembre.
In ogni caso ce ne sarà meno del necessario e si prevedono nuovi, notevoli disagi per la cittadinanza.
Gli operai metteranno in sicurezza il territorio franato a Calatabiano ripareranno la condottura, ma i lavori potrebbero durare giorni.

VERTICE IN PREFETTURA CON IL CAPO DELLA PROTEZIONE CIVILE. Nel pomeriggio di martedì 3 novembre, intanto, sono attesi in prefettura per un vertice d'emergenza il capo della Protezione civile regionale Calogero Foti, il capo della Protezione civile nazionale Fabrizio Curcio e il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta.
DODICI CONSIGNLIERI CHIEDONO LE DIMISSIONI DEL SINDACO. E In consiglio comunale infuria la battaglia politica, con rinnovati inviti alle dimissioni nei confronti del sindaco, Renato Accorinti, da mesi in polemica con il prefetto Stefano Trotta. Dodici consiglieri hanno chiesto al primo cittadino di fare un passo indietro e sono pronti a sfiduciarlo.

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