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CRONACA 5 Novembre Nov 2015 1716 05 novembre 2015

Ermes Mattielli, «morto in attesa di giustizia» l'artigiano che sparò ai ladri

Condannato a 5 anni per aver ferito gli aggressori dopo una rapina nel 2006. Era stato colpito da un infarto. L'avvocato Zuccollo a L43: «Era provato dalla vicenda». Salvini su Facebook: «Vittima dello Stato».

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Ermes Mattielli, l'artigiano di Arsiero condannato a cinque anni per aver sparato a due rapinatori, è morto all'ospedale di Santorso.

Ermes Mattielli è morto.
«In attesa di giustizia», secondo il suo avvocato.
L'artigiano 62enne di Arsiero, in provincia di Vicenza, era diventato un personaggio pubblico dopo aver subito una rapina nel deposito della sua attività. Era il giugno del 2006.
Aveva reagito sparando 14 colpi di pistola ai due aggressori, ferendoli nel cortile.
RICOVERATO PER INFARTO. Dal 3 novembre 2015 era ricoverato all'ospedale di Santorso per un infarto. Sembrava aver superato la crisi, ma poi le sue condizioni si sono aggravate, fino al decesso.
Il suo caso e più in generale la questione della legittima difesa erano tornati di attualità anche dopo altri episodi simili, come quello del benzinaio veneto Graziano Stacchio e del pensionato di Vaprio d'Adda accusato di omicidio volontario.
LEGA NORD BATTAGLIERA. Fatti di cronaca che hanno infiammato la discussione politica, soprattutto sul versante leghista: l'europarlamentare Gianluca Buonanno si era persino presentato in diretta tivù con una pistola, per illustrare il bonus da 250 euro istituito nel Comune piemontese di cui è sindaco, Borgosesia, per chi volesse comprare un'arma.
Iniziative eclatanti a cui non ha fatto seguito un'adeguata tutela delle vittime dei furti da parte dell'Italia, come ci chiede l'Unione europea dal 2004.
MAXI RISARCIMENTO. Mattielli, dopo l'annullamento del primo verdetto per lesioni colpose, era tornato in tribunale ed era stato condannato a 5 anni e quattro mesi di reclusione per tentato omicidio.
In più, avrebbe dovuto risarcire i ladri con 135 mila euro.
Una cifra che l'artigiano, intervenuto alla trasmissione di Radio 24 La Zanzara, aveva confermato di non avere, essendo stato «costretto» a chiudere l'attività.
L'avvocato di Ermes Mattielli, Maurizio Zuccollo, contattato da Lettera43.it, ha commentato così la scomparsa del suo cliente: «Se vi sia un nesso causale con la condanna riportata io francamente non lo so. Di sicuro però provo un grande dispiacere, perché è morta una persona in attesa di giustizia».
«SEMPLICE E INTROVERSO». Zuccollo, prima che Mattielli diventasse un suo assistito, lo conosceva di vista: «Abitava a pochi chilometri di casa mia. Era una persona semplice, di sani principi. Un po' introverso, ma molto alla mano, alla buona, convinto di quello che faceva».
La condanna lo aveva «molto amareggiato», racconta l'avvocato.
«Secondo lui si trattava di una sentenza ingiusta. O meglio, di sentenze ingiuste, perché non dimentichiamo che c'era già stato un primo processo, successivamente annullato».
CONCITTADINI SOLIDALI. Il conforto dei suoi concittadini, in ogni caso, «non gli è mancato, e lui a questo ci teneva parecchio».
L'avvoccato Zuccollo non sa dire se ci saranno manifestazioni di solidarietà anche in occasione dei funerali: «Bisognerà vedere cosa vogliono fare i parenti. Mattielli era figlio unico, aveva già perso il papà, la sua mamma era morta nel 2014. Non so che parenti stretti abbia. Viveva da solo, non era sposato, niente figli».
«ERA MOLTO PROVATO». Una persona umile, con cui la vita «non è stata particolarmente fausta», prosegue l'avvocato.
Mattielli «era molto provato nel fisico e credo anche a livellio psicologico. A causa dell'handicap alla gamba, non si sentiva una personale normale, per così dire. Poi gli è capitata questa disavventura giudiziaria, che non ha fatto altro che acuire le tensioni che sicuramente già viveva per la sua condizione».
Il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, ha scritto su Facebook un post destinato a far discutere. Poi ha anche pubblicato un video.

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