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INCHIESTA 7 Novembre Nov 2015 1908 07 novembre 2015

Volo A321, il Cairo: «È esploso in volo»

La commissione indetta dal governo accredita la tesi della bomba.

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Militari egiziani sul luogo dello schianto dell'A321.

È esploso in volo l'A321 russo caduto sul Sinai il 31 ottobre. E dalla scatola nera si sente un rumore all'ultimo secondo della registrazione. Sono poche le certezze della commissione d'inchiesta del governo egiziano, che valuta con convinzione sempre maggiore l'ipotesi della bomba, ma non ne scarta altre.
DETRITI IN 13 KM. «L'enorme disposizione dei detriti al suolo», sparsi nel raggio di 13 chilometri, conferma come l'aereo si sia distrutto prima di toccare terra.
Una scatola conferma il carattere «brutale» e «improvviso» dell'evento che ha causato la caduta dell'aereo russo nel Sinai, ha affermato una fonte dell'inchiesta ai media francesi precisando che le foto mostrano rottami perforati dall'impatto dall'interno verso l'esterno che «accreditano la tesi di un dispositivo pirotecnico o di una bomba».
IPOTESI BOMBOLA DA SUB. Ma a far saltare in aria il velivolo potrebbe essere stata anche una bombola da sub. Ce n'erano 50 in stiva, come spesso capita sui voli per Sharm el Sheikh. Ma a farla esplodere non può esser stata una differenza di pressione, dal momento che la stiva è pressurizzata come la cabina. E, soprattutto, le bombole devono essere caricate scariche, con una differenza di peso sensibile rispetto a quando sono piene. In sostanza: chiunque abbia portato una bombola carica di aria compressa, magari con l'intento di farla saltare in aria a distanza, deve aver avuto la complicità di chi avrebbe dovuto controllarlo.
E un'indagine è stata aperta su tutto il personale dell'aeroporto di Sharm el Sheikh che è entrato in contatto con l'aereo russo schiantatosi una settimana fa nei cieli del Sinai.
«UN RUMORE ALL'ULTIMO SECONDO». Il presidente della commissione, Ayman al Muqaddam, ha spiegato che «dalle scatole nere si sente un rumore all'ultimo secondo della registrazione vocale che è ancora in corso di analisi. Il comitato sta considerando tutti i possibili scenari ma fino ad ora non è giunto ad una conclusione definitiva».
Una fonte vicina all'inchiesta ha indicato che l'analisi delle due scatole nere dell'aereo, incrociata con i rilievi sul luogo dell'incidente e l'esperienza degli inquirenti, consente di «privilegiare in modo netto» l'ipotesi dell'esplosione di una bomba. «Tutto era normale» fino al 24esimo minuto di volo, poi le due scatole nere hanno all'improvviso smesso di funzionare. Sintomo», secondo una fonte che ha chiesto di rimanere anonima, di «un'improvvisa depressurizzazione esplosiva».
ITALIANI SU UN VOLO PER LONDRA DELLE 17. Intanto è partito nella serata del 7 novembre (ora locale in Egitto) il volo easyJet che deve portare i passeggeri italiani bloccati in questi giorni a Sharm el Sheikh a Londra Luton per poi imbarcarsi per Milano Malpensa.
I decolli autorizzati a easyJet («le autorità egiziane continuano a limitare il numero di voli di recupero operati dalle compagnie aeree britanniche», ha spiegato la compagnia) sono due: oltre a quello delle 17, un altro è previsto alle 18, sempre ora locale e sempre per Londra, per un totale di 445 passeggeri.
Per i passeggeri del volo previsto alle 17, a bordo del quale dovrebbero essere imbarcati solo italiani, easyJet ha fatto sapere che sta «facendo il possibile per portarli a Malpensa al più presto».

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