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REAZIONI 11 Novembre Nov 2015 1846 11 novembre 2015

Vatileaks 2, Fittipaldi: «Il potere attaccato reagisce»

Fittipaldi e Nuzzi indagati dalla Chiesa. L'autore di Avarizia a L43: «Preoccupato».

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Emiliano Fittipaldi, giornalista e autore del libro inchiesta 'Avarizia'.

Nessuna comunicazione ufficiale, nessun avviso di garanzia. Di essere indagato dalle autorità vaticane per concorso nel reato di divulgazione di notizie, Emiliano Fittipaldi l'ha saputo leggendo l'Ansa. Il nome dell'autore di Avarizia, il libro-inchiesta edito da Feltrinelli che fa luce sui lussi eccessivi del clero, compare con quello del collega giornalista Gianluigi Nuzzi, che negli stessi giorni ha pubblicato per Chiarelettere Via crucis.
«NON CONOSCO LE ACCUSE». «Aspettiamo a vedere, non si capiscono ancora i capi di imputazione», ha commentato Fittipaldi a Lettera43.it, «se divulgazione di segreti o altro». A preoccuparlo, però, non è solo questo: «Lì la giurisdizione è completamente diversa dalla nostra. Tanto per iniziare non esiste l'articolo 21 della Costituzione, che tutela la libertà di stampa. Io ho fatto un lavoro con tutti i crismi della deontologia italiana e non conosco come funzioni lì».
Il suo lavoro, ha tenuto a precisare, «è un libro scritto alla vecchissima maniera, frutto di tante fonti, ecclesiastiche elaiche, interne ed esterne al Vaticano. E nemmeno un rigo delle mie 217 pagine è stato smentito».
«HANNO PAURA». Ha la coscienza a posto, sa di aver agito correttamente: «Gesù nel Vangelo dice che la verità rende liberi e se uno racconta la verità non deve aver paura. Mi spaventa invece che l'indagine sembra aver paura di qualcun altro».
Per questo non ha dubbi, si tratta di un attacco alla libertà di stampa: «Quando da giornalista d'inchiesta racconti e scoperchi il vaso di Pandora di un potere raccontandone i segreti, gli scandali, gli imbarazzi, quel potere risponde e contrattacca. È una cosa che fa parte del nostro mestiere e non è la prima volta che mi capita».
L'iscrizione tra gli indagati di Nuzzi e Fittipaldi segue gli arresti di monsignor Lucio Angel Vallejo Balda e Francesca Immacolata Chaouqui, la seconda rilasciata dopo essersi detta pronta a collaborare.
APERTA INDAGINE SU RIVELAZIONI APSA. L'inchiesta va avanti, e il Vaticano ha fretta, perché preferirebbe chiudere il caso prima dell'inizio del Giubileo. L'11 novembre, il direttore della sala stampa padre Federico Lombardi ha annunciato che «l'Autorità giudiziaria vaticana ha aperto un'indagine in merito alla diffusione del documento» riguardante l'Apsa, l'organismo vaticano competente per l'Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica.
«Nei giorni scorsi sono apparsi su agenzie e organi di stampa articoli che riferiscono in maniera parziale e imprecisa il contenuto di un documento confidenziale, ipotizzando che in passato l'Apsa sia stata strumentalizzata per un'attività finanziaria illecita», ha spiegato padre Lombardi. «L'Apsa ha sempre collaborato con gli organi competenti, non è sotto indagine e continua a svolgere la propria attività nel rispetto della normativa vigente».

Bertone: «Ho pagato l'attico coi miei soldi»

Il cardinale Tarcisio Bertone, ex segretario di Stato Vaticano.

Anche il cardinale Tarcisio Bertone, ex segretario di Stato tra i personaggi messi in maggiore difficoltà dalle rivelazioni, ha tenuto a dire la sua: «Ho pagato con i miei risparmi per un appartamento non mio che resterà rinnovato a disposizione del Vaticano. Come risulta da documentazione ho versato dal mio conto al Governorato circa 300 mila euro», ha spiegato sul settimanale cattolico di Genova, Il Cittadino. «Ho saputo poi di un contributo dato dalla 'Fondazione Bambino Gesù' al medesimo scopo. Escludo in modo assoluto di aver mai dato indicazioni o autorizzato la 'Fondazione Bambino Gesù' ad alcun pagamento».
PROPAGANDA FIDE: «AFFITTI A PREZZO DI MERCATO». Precisazioni sono arrivate anche dalla Propaganda Fide: «La totalità degli immobili di proprietà della Congregazione, donati per le Missioni, sono affittati a prezzo di mercato». Le uniche «eccezioni» vengono fatte «per motivi di situazioni di indigenza». La Congregazione ha aggiunto che il reddito derivante dagli affitti«è destinato principalmente al mantenimento della Congregazione, della Pontificia Università Urbaniana, del Pontificio Collegio Urbano, di istituzioni missionarie e di giovani chiese dei territori di missione». E su questi immobili «vengono regolarmente pagate le imposte in Italia: nel 2014 il Dicastero ha versato per Imu 2.169.200 euro, solo per Roma Capitale».
GALANTINO: «NON SPENDIAMO PER ALTRO I SOLDI DEI POVERI». La Chiesa respinge, compatta come raramente era sembrata, ogni accusa: «Abbiamo a che fare con una Chiesa più credibile e ad alcuni questo non piace perché si sentono messi in discussione», ha sbottato il presidente della Conferenza episcopale italiana Nunzio Galantino smentendo le rivelazioni di Fittipaldi, che aveva spiegato come solo il 20% delle donazioni alla Chiesa venissero utilizzate per gli indigenti: «C'è una falsa informazione. È falso che la Chiesa spenda per altro i soldi dei poveri. E in particolare per l'8 per mille: il bilancio dettagliato è pubblicato da ciascuna diocesi e le informazioni si possono trovare sul sito della Cei».

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