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CRISI IDRICA 12 Novembre Nov 2015 1245 12 novembre 2015

Messina senz'acqua, i cittadini chiedono i danni all'Amam

Confcommercio e Consumatori Associati offrono assistenza gratuita. Possibili risarcimenti fino a 5 mila euro. L'avvocato Fiorillo: «Le richieste sono già migliaia».

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A Messina, rimasta senz'acqua dal 24 ottobre, sono operative 38 autobotti.

Dal governo arrivano 2 milioni di euro, dalla magistratura un'inchiesta, al momento senza indagati né ipotesi di reato.
L'emergenza idrica a Messina, a secco ormai da 19 giorni, cioè da quando una frana ha danneggiato l’acquedotto di Fiumefreddo, si arricchisce ogni giorno di nuovi capitoli.
Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, in audizione alla Camera, ha detto che «il ministero farà il possibile a supporto della Regione nella soluzione definitiva del problema».
Intanto la procura indaga e un gruppo di cittadini esasperati ha organizzato una fiaccolata in programma per sabato 14 novembre.
I messinesi, però, si stanno mobilitando anche in un altro modo.
RISARCIMENTO DANNI. Sul tavolo dell'associazione movimento Consumatori Associati e della Confcommercio sono arrivate in pochi giorni migliaia di richieste di risarcimento danni nei confronti dell'Amam (Azienda meridionale acque Messina Spa), la municipalizzata che gestisce la distribuzione idrica.
L'avvocato Ernesto Fiorillo, presidente della Consumatori Associati, contattato da Lettera43.it spiega perché cittadini e commercianti hanno ottime probabilità di ottenere i risarcimenti, senza la necessità di ricorrere al complicato strumento della class action.
RICORSO AL GIUDICE DI PACE. «La class action, nell'ordinamento italiano, è uno strumento molto farraginoso. Prima di arrivare alla determinazione delle responsabilità trascorrono almeno due anni e l'intero procedimento è soggetto a tre gradi di giudizio. Se il verdetto è favorevole, ancora dell'altro tempo è necessario per quantificare le somme da risarcire. Per questo noi abbiamo deciso invece di intraprendere un'altra strada».
Di che si tratta? «Un'azione legale per ciascuna famiglia che ne farà richiesta, ricorrendo al giudice di pace. L'obiettivo è arrivare a 10 mila, in pochi giorni abbiamo già raccolto mille richieste».
A Messina, continua Fiorillo, «ci sono decine di migliaia di persone che non hanno l'acqua. Anziani e disabili hanno problemi enormi, non possono portarsi dietro un bidone. Soprattutto per loro, le autobotti non possono bastare».
RISARCIMENTI IN TEMPI RAPIDI. Fare ricorso al giudice di pace, secondo l'avvocato, presenta più di un vantaggio: «Si tratta di un'azione legale che consente di arrivare a una decisione nel giro di tre mesi. Il giudice decide secondo equità e la prova del danno può essere desunta da fatti notori», senza la necessità di accertamenti più complessi.
L'unico limite riguarda il tetto dei risarcimenti: «Per i singoli cittadini può arrivare fino a un massimo di mille euro, mentre ai commercianti che ritengono danneggiata la loro attività economica proponiamo di agire sempre di fronte al giudice di pace e di chiedere fino a 5 mila euro. Il giudizio dura sei mesi in più, ma le probabilità di vedere accolta la richiesta sono comunque alte».
A Messina «ci sono 15 giudici di pace, in grado di produrre 6 mila sentenze ogni anno. Una volta scritta la prima, dal momento che il danno è sempre lo stesso, si potrà semplicemente replicarla», prosegue Fiorillo.

Possibile la compensazione in bolletta

Il sindaco di Messina Renato Accorinti (a sinistra), e il prefetto Stefano Trotta.

E se la municipalizzata non avesse la liquidità necessaria per affrontare tutte le richieste di risarcimento?
«Nessun problema», risponde l'avvocato.
«In base al codice civile, sarà possibile la compensazione sulla bolletta dell'acqua».
In altre parole, ai messinesi verrebbe riconosciuto uno sconto sulla tariffa dovuta per i loro consumi idrici, pari all'importo del danno da risarcire.
Tutta la strategia fin qui delineata, però, si basa sull'assunto che la responsabilità della crisi idrica a Messina sia da attribuire all'Amam.
«MANCA ORGANIZZAZIONE». Su questo punto, l'avvocato Fiorillo non ha dubbi: «La responsabilità ricade esclusivamente sull'Amam. Del resto, se la municipalizzata è stata esautorata dalla Protezione civile nazionale, qualcosa vorrà pur dire. La verità è che Amam non è organizzata per fronteggiare le emergenze, anche se agisce in regime di monopolio e fornisce servizi di pubblica utilità».
Per Fiorillo, indipendentemente dalle polemiche e dagli sgarbi istituzionali tra il sindaco Accorinti e il prefetto Trotta, «il dato è che da 19 giorni ancora si cercano soluzioni al guasto di una conduttura. Evidentemente, gli interventi tecnici posti in essere finora non sono stati corretti. Il sindaco Accorinti si tira fuori, dice di essere parte lesa, ma dimentica di essere azionista di maggioranza dell'Amam. I vertici li ha nominati lui».
COME ADERIRE ALL'INIZIATIVA. Un'altra stoccata è per il direttore generale della municipalizzata, Luigi La Rosa: «Il direttore La Rosa sta lì da 40 anni e il 31 dicembre se ne va in pensione. Al di là dell'interesse che la municipalizzata può avere a risolvere la crisi, c'è anche un problema di capacità».
I cittadini di Messina che volessero aderire all'iniziativa di Consumatori Associati e Confcommercio non pagheranno nulla.
L'assistenza legale è offerta in maniera completamente gratuita. Basta scaricare il modulo dal sito dell'associazione, oppure andare nella sede locale della Confcommercio per trovare tutte le mattine del personale dedicato.

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