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TESTIMONIANZE 14 Novembre Nov 2015 0053 14 novembre 2015

Francia-Germania, il calcio cancellato dal terrore

Le due squadre giocano. Ed esultano ai gol. Ma intorno è l'inferno. Cronaca di un match surreale.

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I giocatori attoniti allo Stade de France apprendono degli attacchi terroristici della sera del 13 novembre.

Non importa il risultato. In pochi ricorderanno le giocate di Francia-Germania. Nella memoria di chi era presente allo Stade de France la sera del 13 novembre 2015 resterà per sempre il rumore delle esplosioni e la paura.
A 292 giorni dall'Europeo 2016, quel boato al minuto 16' della sfida tra i campioni del mondo e gli ospiti del prossimo torneo continentale era «sembrato in primo momento solo un petardo, uno dei tanti che sentiamo nei nostri stadi», come ha raccontato Oscar Damiani, ex giocatore e ora procuratore presente a Parigi per seguire l'amichevole.

  • L'esplosione sentita allo Stade de France durante Francia-Germania.

IL TEATRO DI UN INCUBO. Non era un petardo però, né una bomba carta. Lo stadio più grande di Francia, quello che vide Zidane trascinare i Galletti al loro primo Mondiale nel 1998, quello che dovrà ospitare la finale di Euro 2016, si è trasformato in un teatro degli incubi, con migliaia di spettatori che a fine partita sono entrate in campo terrorizzate.
Le esplosioni, hanno raccontato i testimoni, sono state due. Il gioco non si è fermato, l'attenzione del pubblico in parte sì: anche se fuori da quel mondo a parte, per le vie della Ville Lumiere, stava scoppiando una vera e propria guerra, una sparatoria dietro l'altra, i morti, gli ostaggi, le strade devastate dal sangue.
DAMIANI: «NON CI SI È RESI CONTO DELLA SITUAZIONE». E piano piano le prime notizie sono arrivate via radio anche a chi da dentro lo splendido impianto parigino stava seguendo l'incontro. «La partita si è giocata, al momento non ci si era resi conto pienamente della situazione», ha raccontato Damiani, senza poter spiegare la scelta dell'arbitro spagnolo Lahoz di far proseguire.
Di fatto le autorità, tra l'incertezza e il timore di scatenare il panico tra le migliaia di spettatori, avevano scelto di non diffondere notizie e di lasciar giocare. Ma il presidente Hollande, presente allo stadio e ritratto sorridente dai fotografi, prima del fischio d'inizio, veniva nel frattempo evacuato dalle forze di sicurezza, mentre le uscite dello Stade erano sigillate per impedire attacchi dell'esterno.
I GOL DIVENTANO DETTAGLI IRRILEVANTI. Il gol di Giroud nel minuto di recupero del primo tempo, il raddoppio di Gignac a 4' dal termine, il ritorno in campo dopo 14 mesi di Mario Gomez, gli 'italiani' in campo, da Khedira a Pogba, da Rudiger a Evra: dettagli di di cronaca, seguiti da quel finale che rimarrà il vero risultato di Francia-Germania.
I giocatori hanno esultato ai gol: non sapevano nulla della strage di fuori. Solo alla fine il presidente della federazione francese li ha informati del match surreale di cui erano stati protagonisti involontari. «Ci avevano detto che le porte erano chiuse, ma ne ho trovata una aperta e sono scappato via», ha raccontato ancora Damiani, «non so come, ma ho avuto la fortuna di trovare un taxi e scappare in albergo, mentre tutta Parigi era in preda alla pazzia».
Comprese le decine di migliaia di tifosi scesi in campo allo Stade de France, in preda al panico di una partita che sarà per sempre ferma nella memoria.

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