Ghirardini, forse non fu morte naturale
IL CASO 13 Novembre Nov 2015 1831 13 novembre 2015

Giallo di Brescia, Ghirardini ucciso dal cianuro

L'operaio morto per avvelenamento. Mentre alla Bozzoli si svuotano i forni.

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La risposta è arrivata. L'operaio Giuseppe Ghirardini, trovato senza vita dopo essere sparito a Ponte di Legno per apparente assideramento, è morto per avvelenamento da cianuro.
Nello stomaco del lavoratore dell'azienda Bozzoli di Marcheno, nel Bresciano (il cui proprietario è sparito a sua volta l'8 ottobre) è stato trovato un oggetto, contenente un'anima di cianuro, non naturale e che non si troverebbe sul mercato libero.
Ghirardini era stato l'ultimo a vedere vivo il titolare. Doveva essere sentito dagli inquirenti come persona informata sui fatti ma ha fatto perdere le sue tracce. Il corpo venne poi ritrovato senza vita.
IL MISTERO DI PONTE DI LEGNO. L'uomo, partito per una battuta di caccia, non aveva lasciato alcuna lettera. Era partito senza fucili e senza cani. Inoltre da esperto cacciatore, come hanno fatto notare i suoi concittadini a Lettera43.it, non si sarebbe mai perso in quei luoghi che conosceva come le sue tasche.
Ghirardini era divorziato: la moglie brasiliana gli impediva praticamente di vedere il figlio. Una situazione difficile, raccontano gli amici. Che però escludono l'abbia portato a togliersi la vita.
Questo non significa che Ghirardini non si sia suicidato, anche se la correlazione con la scomparsa dell'amico e titolare Mario Bozzoli si fa più stretta.
IN AZIENDA SI CERCA NEI FORNI. Intanto nell'azienda di Marcheno è in corso lo svuotamento dei forni deciso dalla Procura su indicazione dell'anatomopatologa Cristina Cattaneo. L'ipotesi è, infatti, che l'imprenditore non sia mai uscito dallo stabilimento.
Per questo l'attenzione si è concentrata proprio sugli altiforni e sugli scarti della lavorazione alla ricerca di tracce del suo corpo. Un'ipotesi avvalorata dalla testimonianza di un altro operaio che ha raccontato di una «fumata anomala» che lo colpì la sera della scomparsa.
I LITIGI TRA FRATELLI. I fratelli Bozzoli - Mario e Adelio - da anni gestivano insieme la fonderia ereditata da padre e zio secondo la tradizione della Valtrompia. E nel business di famiglia si era aggiunto anche il figlio di Adelio, nipote di Mario.
Nonostante i continui litigi tra fratelli e tra zio e nipote (di cui erano a conoscenza tutti) le cose funzionavano bene: stavano allargando l'impresa e costruendo nuovi capannoni.
Eppure nonostante la ricchezza e il successo, raccontano i cittadini di Marcheno «erano rimaste persone alla mano».
Per questo la morte di Ghirardini e la scomparsa di Bozzoli restano ancora un mistero che nessuno i sa spiegarsi.

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