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PROVVEDIMENTI 14 Novembre Nov 2015 0100 14 novembre 2015

Attentati di Parigi, in Italia innalzati i livelli di sicurezza

Vigilanza su porti, aeroporti, stazioni, sedi diplomatiche, luoghi di culto e musei. Alfano convoca un Comitato al Viminale con Renzi. Paura per i ''lupi solitari''.

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La basilica di San Pietro a Roma.

E adesso anche l'Italia ha paura.
Dopo gli attentati di Parigi, è scattata l'allerta su tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione su Roma e Milano.
Misure di sicurezza innalzate ai massimi livelli, contatti costanti con le autorità francesi e i servizi d'intelligence alleati per condividere le informazioni sull'attacco.
Gli attentati di Parigi hanno fatto scattare immediatamente i piani di sicurezza previsti in caso di allarme rosso.
INTERVENTI PREVENTIVI. «L'anti-terrorismo», ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano, «è rimasto in costante contatto con i colleghi francesi per seguire con estrema attenzione ciò che accade in Francia, anche allo scopo di disporre ulteriori interventi preventivi».
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha seguito la situazione a Palazzo Chigi.
RIUNIONE CON RENZI. La mattina del 14 novembre, al Viminale, alle 9.30, Alfano ha convocato il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal premier Renzi: la riunione, alla quale sono attesi i vertici delle forze di polizia e dei servizi di sicurezza, serve a fare una prima analisi di quanto accaduto a Parigi e a predisporre le misure necessarie per cercare di ridurre al minimo i rischi per il nostro Paese.

Pansa alza il livello di controllo sugli obiettivi sensibili

Il Duomo di Milano.

In attesa di capire qualcosa di più sulla matrice degli attentati parigini, ma anche sulla dinamica e sul numero dei terroristi entrati in azione, sulla loro provenienza e sui loro movimenti - un lavoro che l'intelligence sta già facendo per cercare di fornire un quadro quanto più chiaro possibile in riunione - sono state disposte le prime misure.
ATTENZIONE A ROMA E MILANO. D'intesa con il ministro Alfano, il capo della polizia Alessandro Pansa ha invitato tutti le autorità di pubblica sicurezza sul territorio a innalzare la vigilanza e i controlli su tutti gli obiettivi sensibili, con particolare riferimento a quelli francesi e con una attenzione specifica su Roma e Milano.
Vigilanza massima, dunque, su porti, aeroporti e stazioni, sedi diplomatiche, luoghi di culto, monumenti e musei, centri commerciali e luoghi di aggregazione, scuole e università di diversi Paesi.
PROTEZIONE AI LUOGHI EBRAICI. Misure che accompagnano quelle già disposte, dopo l'aggressione a Milano di un cittadino ebreo, con una circolare inviata a prefetti e questori che invitava a rafforzare le misure di sicurezza su tutti quei luoghi e quegli obiettivi riconducibili a Israele e alla religione ebraica: sinagoghe, ma anche scuole ebraiche, sedi diplomatiche e di compagnie aeree, quartieri frequentati per la maggior parte da cittadini di religione ebraica, interessi commerciali, aziende.

Nessuna minaccia concreta, ma paura per i 'lupi solitari'

Agenti in piazza San Pietro.

È molto probabile, comunque, che già il 14 novembre vengano disposti nuovi interventi, con una stretta ulteriore alle misure già rigide e, soprattutto, un impulso più forte alla prevenzione e al monitoraggio di tutti quegli ambienti più a rischio.
STRETTA ALLE FRONTIERE. Non è escluso che possano inoltre scattare una serie di perquisizioni, anche se non nell'immediato, e che il governo possa decidere di seguire la strada indicata da Hollande e disporre una stretta sulle frontiere.
Quel che è certo, dicono gli analisti e tutti gli addetti ai lavori, è che fino a oggi non ci sono segnali specifici di progetti di attentati nel nostro Paese.
RISCHIO DI CELLULE ISOLATE. Ma questo non significa essere al sicuro perché, ripetono, «non è possibile eliminare del tutto il rischio di attentati»: i 'lupi solitari' o le 'cellule isolate', come hanno ribadito solo due giorni fa gli 007 al Copasir, possono entrare in azione in ogni momento dopo aver seguito un processo di radicalizzazione senza aver avuto alcun collegamento con organizzazioni terroristiche.

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