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TRAGEDIA 14 Novembre Nov 2015 1711 14 novembre 2015

Parigi, le testimonianze degli italiani

C'è chi ha perso un amico. Chi si è rifugiato in un bar per sfuggire ai terroristi. Tra ambulanze, polizia e tanta paura. Le storie degli italiani sopravvissuti.

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Due italiani di Senigallia, Massimiliano Natalucci e Laura Apolloni, sono rimasti feriti. Ma non sono in pericolo di vita.
Una studentessa veneta, Valeria Solesin, risulta ancora dispersa.
Sono tante le storie dei nostri connazionali coinvolti, testimoni o sopravvissuti agli attentati di Parigi.
C'è chi ha perso un amico, chi è andato nel panico dopo aver visto ambulanze e polizia dappertutto e chi si è barricato nei bar per evitare il peggio.
Ecco alcune delle loro testimonianze.


Alcuni sopravvissuti agli attentati di Parigi (Ansa).

Il ragazzo salvato da una cena. «Ma hanno ucciso il mio amico»

«Ho svoltato un angolo di strada e mi sono trovato di fronte una squadra di polizia in assetto antisommossa: una cinquantina di uomini in tutto, ciascuno dei quali puntava un fucile contro di me. Ho alzato le mani e sono entrato in un teatro, che è diventato il mio rifugio. Ma il mio amico, il mio amico...», ripete, disperato Bernardo Grilli, 29enne italiano sopravvissuto alla strage.
Una cena con amici gli ha salvato la vita. Aveva dato appuntamento ai suoi colleghi al bar Le Carillon, proprio quello davanti al quale c'è stata una delle sparatorie. «Vi raggiungo un più tardi del solito, aspettatemi», aveva detto ai colleghi.
L'SMS DELLA FIDANZATA. Ma Grilli ha ricevuto un sms dalla sua ragazza con una raccomandazione: «Non tornare a casa, c'è un gran movimento di polizia, stanno sparando». Poi una telefonata agghiacciante di un collega: «Hanno sparato ai nostri amici».
AMICO UCCISO DAI TERRORISTI. Grilli ha provato a chiamarne uno, ma non ha avuto risposta. Ha temuto per lui. Un altro, qualche secondo dopo, ha risposto al telefono e, in lacrime, gli ha detto che quel loro amico comune, un giovane tedesco, era morto, centrato dai colpi di fucile sparati dai terroristi.
RIFUGIATO IN UN TEATRO. Grilli ha subito lasciato la pizzeria e si è diretto verso il bar Le Carillon. Nelle vicinanze di Place de la Republique, ha svoltato l'angolo e si è imbattuto nei poliziotti che correvano verso di lui puntando le armi. Ma i poliziotti non cercavano lui. Istintivamente Grilli, mani in alto, si è mosso pian piano e si è rifugiato in un piccolo teatro in Boulevard Saint-Martin, dove ha trovato riparo un'altra trentina di persone. Il proprietario li ha 'nascosti' in un piccolo cortile interno, lontano dagli spari di strada e dal terrore.
NIENTE BUS E TAXI PER STRADA. Solo a quel punto, attraverso smartphone e social media, Grilli ha saputo quello che stava accadendo a Parigi. E ha saputo che, oltre all'amico morto, altri due suoi colleghi (un giovane messicano e una ragazza tedesca) erano stati feriti dai terroristi.
Trascorse due ore, il gruppo ha lasciato il cortile ed è uscito sul Boulevard. Niente autobus in giro, niente taxi. A quel punto Grilli ha capito che la sua casa, distante solo qualche centinaia di metri, era comunque troppo lontana e ha chiesto ospitalità a un amico.

Ambulanze, polizia e tanta paura. Notizia appresa con sms e telefonate

Sono tante le testimonianze di italiani nella tragica notte di Parigi. «Siamo in un ristorante a la Bastille, credo non molto lontano dal posto in cui è avvenuta la sparatoria». Così, in chat con un'amica, poco prima della mezzanotte, ha scritto Margherita, aquilana 30enne. «Abbiamo notato uno strano movimento di sirene e poi di messaggi, abbiamo cominciato a ricevere tutti telefonate. Abbiamo percorso dei vicoletti e c'era ovunque polizia con fucili».
OSPEDALI DI FORTUNA NEI BAR. Niccolò, fotografo di un'agenzia francese, è arrivato sul luogo dell'attentato al teatro Bataclan qualche minuto dopo le prime deflagrazioni. «Boulevard pieni di ambulanze, polizia ovunque e tanta tensione», ha raccontato all'Ansa. «Ho visto tanta gente che correva, persone ferite. Nei bar della zona, tutti aperti, sono stati allestiti dei mini-ospedali di fortuna per soccorrere le persone riuscite a scappare dalla sala concerti».
ITALIANI BARRICATI IN UN LOCALE. Un altro gruppo di italiani residenti a Parigi che avevano deciso di trascorrere la serata in un locale in riva al Canal Saint-Martin hanno passato la notte barricati in un bar, con le saracinesche abbassate, fino alle 2 di mattina, gli occhi fissati su telefoni e tablet per avere informazioni sui tragici eventi che si stavano svolgendo nelle strade poco più in là.

Il difficile ritorno a normalità di una famiglia italiana

Colazione chiusi in casa con i bimbi in un silenzio surreale dopo una nottata di spari e il suono incessante delle sirene. Questo è stato il risveglio nel decimo arrondissement parigino di una famiglia italiana, padre madre e due bimbi, dopo la notte di terrore, quando un commando di terroristi ha preso d'assalto locali e ristoranti di questo quartiere conosciuto per la sua 'mixitè', come la chiamano i francesi. «Ora penso a lunedì, quando dovrò portare i miei figli a scuola», dice la mamma. Il ritorno alla normalità sarà estremamente difficile.

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