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TERRORISMO 15 Novembre Nov 2015 1230 15 novembre 2015

Attacco a Parigi, la mappa del terrore

Strage organizzata in Siria. Da 24 jihadisti. Quattro sono foreign fighters: 3 francesi e un belga. Lasciato fuggire dalla polizia.

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La vetrina del ristorante La Belle Equipe colpita dai proiettili dei terroristi.

Terrore a Parigi. Gli attentati terroristici, rivendicati dall'Isis, hanno provocato almeno 129 morti e 352 feriti, di cui 99 in condizioni molto gravi.
Otto in tutto gli attentatori (cosa sappiamo sulla loro identità) secondo gli ultimi dati forniti dal procuratore della capitale francese, François Molins, domenica 15 novembre.
TRE FRANCESI E UN BELGA. Tre sarebbero francesi, ma alcuni vivevano a Bruxelles, uno è belga: i quattro sarebbero dei foreign fighters di ritorno dalla Siria. Al teatro Bataclan è entrato in azione il 29enne Omar Ismail Mostefai, cittadino di Chartres. Con lui altri due terroristi, che dopo aver ucciso 89 persone si sono fatti esplodere. L'ottavo attentatore, Abdeslam Salah, di cittadinanza belga, è ancora a piede libero. Secondo l'Associated press, la polizia se lo sarebbe fatto sfuggire dopo averlo fermato per controlli.
STRAGE ORGANIZZATA IN SIRIA. Gli 007 iracheni hanno rivelato che la strage sarebbe stata ordinata direttamente dal Califfo al Baghdadi e organizzata in Siria. Gli jihadisti coinvolti secondo Baghdad sarebbero 24.

Attentatori addestrati a Raqqa, una cellula dormiente in Francia

Secondo i documenti degli 007 iracheni è stato il Califfo dell'Isis Abu Bakr al-Baghdadi in persona ad ordinare di colpire i Paesi 'nemici' creando un'unità specifica per la pianificazione degli attacchi terroristici. E Baghdad aveva avvertito della minaccia 'imminente' Parigi, Teheran e Washington, 24 ore prima della mattanza nella capitale francese.
19 ATTENTATORI, 5 ADDETTI ALLA LOGISTICA. Il gruppo di fuoco per colpire Parigi, recita un documento degli 007 iracheni che l'AP ha rilanciato, 'era composto da 24 elementi, 19 con il compito di effettuare gli attentati, addestrati a Raqqa', la 'capitale' del Califfato in Siria, 'e altri 5 per il coordinamento e la logistica': in altre parole individuare i nascondigli e procurare armi ed esplosivi. Lo 'squadrone della morte' dell'Isis ha poi preso contatto con una 'cellula dormiente' d'Oltralpe, che ha 'facilitato il compimento della missione'.
NON CI HANNO ASCOLTATO. Il ministro degli Esteri di Baghdad, Ibrahim al Jaafari, ha precisato che l'Iraq ha informato della minaccia imminente al più tardi giovedì scorso non solo la Francia ma anche l'Iran e gli Stati Uniti, e che il 'warning' 'riguarda tutti i Paesi europei' della coalizione anti-Isis. 'Non ci hanno ascoltato', incalza Baghdad.

L'appello lanciato dal governo francese per trovare Abdeslam Salah

La polizia francese ha arrestato anche sei membri della famiglia Mostefai. Oltre a Omar Ismail, identificato grazie all'impronta digitale dell'indice, unico parte del suo corpo intatta dopo che l'attentatore si è fatto esplodere, le forze dell'ordine hanno fermato il padre e un fratello starebbe collaborando all'inchiesta.
FERMATO E LASCIATO SCAPPARE. In compenso la polizia si è lasciata sfuggire il super ricercato Abdeslam Salah, 'l'ottavo attentatore' di Parigi, dopo averlo fermato per controlli, quando già si sapeva che l'uomo faceva parte del commando jihadista responsabile delle stragi nella capitale francese. A rivelarlo all'Ap sono stati alcuni funzionari della sicurezza francese. Seconda questa nuova versione, il terrorista non sarebbe stato dunque fermato dalla polizia belga, a cui ancora non era giunta alcuna segnalazione, ma da agenti francesi che, in teoria, avrebbero dovuto bloccarlo

Gli scivoloni sui due passaporti: uno è falso, l'altro di un ferito

Uno dei kamikaze saltati in aria allo Stade de France aveva il passaporto di un rifugiato siriano Ahmad Almohammad. Il passaporto non è stato rilasciato da Damasco, spiegano gli 007 Usa. Forse acquistato in Turchia. Ahmad sbarca in Grecia il 3 ottobre a Lero, ma è costretto a riprendere un barcone per arrivare a Kalymnos (diverse miglia più a sud), perché il traghetto della Blue Star Ferries non parte per il Pireo in quei giorni. Infine Atene (il 6 ottobre), la Serbia (il 7) e il giorno dopo la Croazia. Poi è scomparso. È uno dei terroristi di Parigi o un'ignara pedina della guerra militare e politica di Baghdadi contro i suoi 'nemici'.
DOCUMENTO DI UN FERITO GRAVE. Non appartiene a un membro del commando nemmeno l'altro passaporto ritrovato nei pressi dello stadio. Ma a un ragazzo originario di Alessandria d'Egitto che ha la sola colpa di avere la passione per il calcio. 'Non è un kamikaze, ma un ferito', anche gravemente, ha tuonato l'ambasciata egiziana in Francia.

Ritrovate le auto usate dal commando

A Montreuil, domenica 15 novembre, la polizia ha ritrovato la seconda auto usata dai terroristi. Una Seat nera, all'interno della quale c'erano delle armi da guerra.
L'auto era stata notata intorno alle 21.25 di venerdì 13 novembre, prima davanti al caffè Le Carillon e al ristorante Le Petit Cambodge, poi davanti al caffè Bonne Bière e ancora nei pressi del ristorante La Belle Equipe, tre zone teatro delle sparatorie.
Gli inquirenti ipotizzano che sia stata utilizzata non solo per trasportare il gruppo di fuoco, ma anche per dare un passaggio al kamikaze che si è fatto esplodere in un bistrot di boulevard Voltaire.
FERMATI ALLA FRONTIERA UN FRANCESE E DUE BELGI. La prima auto utilizzata dai terroristi, una Polo nera, era stata individuata nella giornata di sabato 13 novembre parcheggiata davanti al teatro Bataclan. Risulta essere stata noleggiata da un francese residente in Belgio, arrestato alla frontiera franco-belga alla guida di una terza vettura. Con lui sono stati fermati anche due cittadini belgi.

La rivendicazione dell'Isis

Lo Stato islamico ha rivendicato tutti e sette gli attentati, con un messaggio diffuso dai canali ufficiali della propaganda jihadista e tradotto in più lingue. Il testo è indirizzato ai francesi, accusati «di aver demolito le loro case con le loro mani». Nel comunicato si legge: «In un attacco benedetto da Allah, un gruppo di soldati del Califfato ha preso come bersaglio la capitale degli abomini e della perversione che porta la bandiera della croce in Europa: Parigi. Un gruppo di martiri è avanzato contro i nemici, cercando la morte nel sentiero di Allah per umiliare i nemici».
«FRATELLI KAMIKAZE». Il messaggio prosegue con la descrizione del commando armato: «I martiri, dopo aver sparato, si sono fatti esplodere in mezzo ai miscredenti».
«Otto fratelli kamikaze, con cinture esplosive e fucili d’assalto, hanno preso come bersaglio angoli scelti con cura nel cuore della capitale francese: lo stadio di Francia, durante l’incontro di due paesi crociati Francia e Germania, al quale assisteva l’imbecille di Francia, Francois Hollande. Poi: il Bataclan, dove erano riuniti centinaia di infedeli, durante una festa di perversione, così come altri obiettivi nel decimo, undicesimo e diciottesimo arrondissement».
LE CITAZIONI DAL CORANO. La rivendicazione si apre con una citazione dal Corano.
Si tratta della sura Al-Hasr, un brano del libro sacro che fa riferimento all'effetto sorpresa: «Quelli fra la gente della Scrittura che erano miscredenti [...] Allah li raggiunse da dove non se lo aspettavano e gettò il terrore nei loro cuori [...] Traetene dunque una lezione, o voi che avete occhi per vedere».

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