Parigi: 6 si sono fatti esplodere
FRANCIA 15 Novembre Nov 2015 1235 15 novembre 2015

Parigi, cosa si sa sull'identità dei terroristi

Tre squadre di terroristi in azione. Uno era francese: Ismael Omar Mostefai, 29 anni. Giallo sui passaporti ritrovati allo stadio.

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L'Isis, o Stato Islamico, ha rivendicato, con un comunicato redatto in francese e in arabo e un messaggio audio la serie di attentati avvenuti nella notte tra il 13 e il 14 novembre a Parigi, che hanno provocato la morte di almeno 129 persone, anche se il bilancio delle vittime non è ancora definitivo.
Il primo ministro francese Manuel Valls, domenica 15 novembre, ha detto che ci sono ancora «dai 20 ai 30 corpi in attesa di identificazione».
Il presidente della repubblica, Francois Hollande ha attribuito pubblicamente la responsabilità degli attacchi a Daesh, mentre sull'identità degli attentatori le informazioni iniziano a farsi più chiare.
Sette persone, legate agli attacchi di Parigi, sono state arrestate in Belgio.
TRE FRANCESI E UN BELGA. Gli 007 iracheni hanno rivelato che la strage sarebbe stata ordinata direttamente dal Califfo al Baghdadi e organizzata in Siria. Gli jihadisti coinvolti secondo Baghdad sarebbero 24. Quattro sono foreign fighters, tre francesi e un belga. Due francesi sono residenti a Bruxelles, uno dei quali a Molenbeek. La loro identità «non verrà rivelata nell'interesse dell'inchiesta», hanno detto gli investigatori. Il terzo è 29enne Ismael Omar Mostefai, residente a Chartres. Il belga è invece Abdeslam Salah. E è ancora a piede libero. Secondo l'Ap la polizia francese se lo sarebbe fatto sfuggire.

Strage organizzata in Siria: 24 jihadisti, 4 foreign fighters

Secondo i documenti degli 007 iracheni è stato il Califfo dell'Isis Abu Bakr al-Baghdadi in persona ad ordinare di colpire i Paesi 'nemici' creando un'unità specifica per la pianificazione degli attacchi terroristici. E Baghdad aveva avvertito della minaccia 'imminente' Parigi, Teheran e Washington, 24 ore prima della mattanza nella capitale francese.
19 ATTENTATORI, 5 ADDETTI ALLA LOGISTICA. Il gruppo di fuoco per colpire Parigi, recita un documento degli 007 iracheni che l'AP ha rilanciato, 'era composto da 24 elementi, 19 con il compito di effettuare gli attentati, addestrati a Raqqa', la 'capitale' del Califfato in Siria, 'e altri 5 per il coordinamento e la logistica': in altre parole individuare i nascondigli e procurare armi ed esplosivi. Lo 'squadrone della morte' dell'Isis ha poi preso contatto con una 'cellula dormiente' d'Oltralpe, che ha 'facilitato il compimento della missione'.
NON CI HANNO ASCOLTATO. Il ministro degli Esteri di Baghdad, Ibrahim al Jaafari, ha precisato che l'Iraq ha informato della minaccia imminente al più tardi giovedì scorso non solo la Francia ma anche l'Iran e gli Stati Uniti, e che il 'warning' 'riguarda tutti i Paesi europei' della coalizione anti-Isis. 'Non ci hanno ascoltato', incalza Baghdad.

La caccia a Salah, l'attentatore sfuggito alla polizia

Il 15 novembre il governo francese ha diffuso la foto segnaletica dell'ottavo attentatore: il belga Abdeslam Salah. Il terrorista è stato fermato - secondo quanto riferito all'Ap da quattro funzionari della sicurezza francesi - mentre si trovava in macchina insieme ad altre due persone in prossimità del confine belga, ore dopo che le autorità avevano già identificato Abdeslam Salah come l'uomo che aveva affittato la Volkswagen Polo che era stata poi abbandonata dagli attentatori a Parigi.
CACCIA ALL'UOMO. Salah è ora al centro di una caccia all'uomo europea. Uno dei suoi fratelli si è fatto saltare in aria nel centro di Parigi e un altro è detenuto in Belgio. Secondo quanto rivelato dai funzionari della sicurezza all'AP, i poliziotti francesi hanno fermato Abdeslam Salah, hanno controllato il suo documento di identità e lo hanno lasciato andare, senza rendersi conto che era uno dei terroristi di Parigi

Il francese Mostefai: il terrorista della porta accanto

Le forze dell'ordine francesi hanno dato un nome e un cognome a due degli otto terroristi entrati in azione venerdì 13 novembre. Si tratta del 29enne Ismael Omar Mostefai, la cui identificazione è stata possibile grazie alle impronte digitali prese dal suo dito rimasto intatto dopo l'esplosione al teatro Bataclan. Nato nella capitale francese, residente a Chartres, nel quartiere della Madeleine, Mostefai è sposato e ha due figlie. Per la procura di Parigi, Mostefai è sempre stato un delinquente comune: guida senza patente, piccolo spaccio.
SOGGETTO IN VIA DI RADICALIZZAZIONE. Soltanto una vecchia segnalazione come 'sospetto', in quanto soggetto in via di radicalizzazione. Nulla di più. Poi il salto di qualità. Secondo la stampa locale, avrebbe seguito l'insegnamento di un marocchino proveniente dal Belgio. Pare che sia volato prima in Turchia, nel 2014. E forse in Siria, l'anno dopo, prima della strage di venerdì sera. La polizia francese ha fermato in totale sei membri della famiglia del kamikaze. Tra questi anche il padre, il fratello e la compagna. Ma anche gli interrogatori e i fermi di familiari sembrano non aver portato a nessuna pista concreta circa la sua rete organizzativa terroristica.
La voce secondo cui avrebbe abbracciato l'Islam fondamentalista frequentando la comunità islamica locale di Luce, adiacente a Chartres, sembra oggi poco probabile.

Il passaporto di Almohammad non arriva da Damasco

Un secondo terrorista è stato identificato dalla polizia francese: si tratterebbe di Ahamad Almohammad. Di lui si sa ancora poco, ma secondo quanto riportato da Repubblica era un «cittadino siriano nato il 10 settembre del 1990», con «un visto di rifugiato politico rilasciato dal ministero dell'Interno greco il 3 ottobre scorso nel centro di raccolta dell'isola di Leros». Ahamad sarebbe uno dei tre attentatori che si sono fatti esplodere allo Stade de France.
Tuttavia, secondo gli 007 statunitensi citati dalla Cbs, il passaporto ritrovato accanto al suo cadavere è falso: «Il documento non contiene i numeri corretti per un passaporto legittimo e la foto non coincide con il nome».
Mentre l'altro passaporto ritrovato sempre nei pressi dello stadio, secondo quanto affermato dall'ambasciatore d’Egitto in Francia Ihab Badawi, non apparterebbe a un membo del commando ma «a uno dei feriti, Waleed Abdel-Razzak».

I legami con la cellula belga

Tre persone, che potrebbero essere complici degli attentatori di Parigi o attentatori essi stessi, provengono da Bruxelles, dal quartiere di Molenbeek, lo stesso in cui vivevano alcuni dei terroristi del blitz di gennaio in Belgio. I tre non sono conosciuti alle forze di polizia.
Nel quartiere sono state effettuate delle perquisizioni, nel pomeriggio del 14 novembre, e sono state fermate alcune persone. Uno di loro era a Parigi ieri sera, ha rivelato il premier belga Charles Michel.
Gli inquirenti sono arrivati alla cellula belga grazie a due auto ritrovate in Francia nei pressi degli attentati. In una di esse c'era un biglietto per il parcheggio del quartiere di Moleenbek.
L'AUTO PRESA A NOLEGGIO. L'auto era stata presa a noleggio, e l'obiettivo delle perquisizioni a Bruxelles era risalire a chi l'aveva affittata.
Molenbeek è il quartiere di Bruxelles che era già stato teatro di un'ondata di perquisizioni a gennaio, quando subito dopo la strage di Charlie Hebdo le forze dell'ordine avevano smantellato una cellula nella cittadina belga di Verviers pronta a colpire, la cui 'mente' proveniva proprio dal quartiere di Bruxelles. La zona viene considerata come la culla dell'islam radicale belga, abitata da una popolazione prevalentemente musulmana dove molti si sono radicalizzati.

Il kamikaze che voleva entrare allo stadio

Secondo il Wall Street Journal, che cita un addetto alla sicurezza dello studio, almeno uno degli attentatori di Parigi aveva un biglietto d'ingresso alla partita Francia-Germania, ma è stato fermato ai cancelli dello Stade de France dopo che gli addetti ai controlli hanno scoperto che indossava dell'esplosivo. Allora si è fatto esplodere mentre tentava la fuga.
SI E' FATTO ESPLODERE DOPO ESSERE STATO FERMATO. Il racconto dell'addetto alla sicurezza - spiega il Wsj - sarebbe stato confermato dalla polizia secondo cui l'obiettivo del terrorista era chiaramente quello di farsi saltare in aria all'interno dello stadio per generare panico e una fuga di massa che avrebbe provocato una strage. Ad assistere alla partita decine di migliaia di spettatori, tra cui il presidente francese Francois Hollande. L'episodio sarebbe avvenuto circa 15 minuti dopo l'inizio dell'incontro amichevole tra Francia e Germania. Tre minuti dopo l'esplosione provocata dal terrorista fermato un altro kamikaze si è fatto esplodere nei pressi dello stadio, mentre un terzo ha innescato l'esplosivo vicino a un fast food McDonald's.

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