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SCHEDA 16 Novembre Nov 2015 2301 16 novembre 2015

Francia, il patto di sicurezza di Hollande in punti

Dalla decadenza della nazionalità agli appelli a Onu e Ue. Così l'Eliseo vuole combattere l'Isis.

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La guerra è guerra, richiede misure straordinarie, e non la si può fare da soli. Il 16 novembre François Hollande ha presentato al parlamento il suo piano anti-terrorismo, nel contesto di una Francia ancora scossa dagli attentati avvenuti venerdì 13 novembre a Parigi. Un «patto di sicurezza» diviso in sette punti.

Il parlamento francese riunito davanti al presidente Hollande (©Ansa).

1. Stato d'emergenza prolungato

Hollande ha chiesto al parlamento di prolungare lo stato d'emergenza per tre mesi, sollecitando l'approvazione entro la settimana di una legge che «adatti i suoi contenuti all'evoluzione delle tecnologie e delle minacce».
DUE MISURE ECCEZIONALI. Secondo il presidente della Repubblica, «la legge del 3 aprile del 1955, relativa a lo stato d'emergenza prevede in particolare due misure eccezionali: gli arresti domiciliari e le perquisizioni amministrative, strumenti utili per prevenire nuovi attentati terroristici».
PIENA ATTUAZIONE. Hollande ha annunciato l'intenzione di «dare loro piena attuazione e consolidarle. Sarà quindi proposto al parlamento di adottare un regime giuridico completo per ciascuna di queste disposizioni».

2. Riforma costituzionale per fornire strumenti adeguati

Per poter permettere allo Stato di rispondere al meglio alle situazioni di crisi, bisogna cambiare la Costituzione. Il sistema attuale, fondato sull'articolo 16 (che dà pieni poteri al presidente) e sull'articolo 36 (che prevede lo stato di assedio) secondo Hollande «non è più appropriato».
«SALVARE LE LIBERTÀ PUBBLICHE». Per combattere «questa guerra di genere diverso» serve «un regime costituzionale nuovo», che fornisca «uno strumento adeguato a consentire l'adozione di misure eccezionali senza compromettere l'esercizio delle libertà pubbliche».

3. Decadenza della nazionalità francese per i terroristi

I cittadini francesi che si rendano responsabili di attentati terroristici potrebbero perdere la nazionalità, ma solo a patto che ne abbiano un'altra.
«NESSUNO SIA APOLIDE». La misura, ha spiegato Hollande, «non deve avere come risultato quello di rendere qualcuno apolide», ma «dobbiamo avere la possibilità di privare della sua nazionalità francese un individuo condannato per un attentato agli interessi fondamentali della nazione o un atto di terrorismo, anche se è nato fracese».

4. Creazione di 8.500 nuovi posti nelle forze di sicurezza nazionale

Il fallimento dell'intelligence e delle forze dell'ordine francesi è stato al centro del dibattito dopo gli attentati di Parigi. Per questo Hollande ha deciso di affrontare il problema incrementando il numero degli addetti alla sicurezza nazionale.
5.000 POLIZIOTTI. Gli 8.500 nuovi posti promessi dal presidente saranno distribuiti così: 5.000 poliziotti e gendarmi formati entro due anni; 2.500 nuovi agenti penitenziari e giudiziari; 1.000 agenti di dogana. Hollande ha anche annunciato la fine dei tagli all'esercito.

5. Un impegno militare più forte da parte della Francia in Siria

La Francia «è in guerra». François Hollande non ha usato mezzi termini durante il suo discorso, annunciando di voler «intensificare le operazioni in Siria» come già indicato dai raid avvenuti domenica 15 novembre su Raqqa. La portaerei Charles de Gaulle «salperà giovedì (19 novembre, ndr) per il Mediterraneo orientale».
FERMARE I FOREIGN FIGHTER. Il nemico è uno solo, «il Daesh», come i francesi preferiscono chiamare l'Isis. La priorità di Hollande è impedire all'Isis di «utilizzare i foreign fighter per eseguire nei loro Paesi i piani orditi in Siria e l'Iraq».

6. Una coalizione unica

La Francia, però, non può e non vuole restare sola nella sua lotta all'Isis. Hollande ha chiesto un sostegno maggiore ai suoi alleati dell'Onu: «Ho chiesto al Consiglio di sicurezza di riunirsi al più presto per adottare una risoluzione per combattere il terrorismo». Il presidente francese ha invocato una «coalizione unica» contro l'Isis, che unisca gli americani e i russi.
«INCONTRERÒ OBAMA E PUTIN». «Incontrerò nei prossimi giorni il presidente Obama e il presidente Putin per unire le nostre forze e conseguire un risultato che abbiamo rinviato per troppo tempo». Tutti insieme per lottare contro i terroristi: «Parliamo a tutti, all'Iran, alla Turchia, ai Paesi del Golfo».

7. Ma la prima alleata deve essere l'Ue

Hollande ha inviato una richiesta d'aiuto anche all'Ue, chiedendo l'applicazione dell'articolo 42.7 del trattato dell'Unione europea «che prevede che quando uno Stato viene aggredito, tutti gli stati membri debbano fornirgli solidarietà».
PIÙ CONTROLLI ALLE FRONTIERE. Fondamentale, secondo il presidente francese, un più attento controllo delle frontiere, perché «chi ha i presupposti per ottenere il diritto d'asilo sia accolto con dignità, ma chi non li possiede venga rispedito nel suo Paese». Hollande ha chiesto l'approvazione entro la fine del 2015 del database dei passeggeri aerei, per «assicurare la tracciabilità delle rotte dei jihadisti».

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