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TERRORISMO 17 Novembre Nov 2015 0800 17 novembre 2015

L'Isis e il business dei passaporti siriani falsi

Documenti, foto e timbri contraffatti. Venduti ai migranti. Prezzo: 3-5 mila euro. O usati dal Califfato per varcare i confini. Un giro d'affari tra Turchia e Balcani.

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La foto pubblicata sul sito BLIC.RS del passaporto siriano trovato accanto ad uno dei kamikaze dell'attacco allo Stade de France.

L’Interpol è alle prese con il rebus del documento d’identità ritrovato sul luogo dell’attentato allo Stade de France.
Un passaporto siriano probabilmente falso, riconducibile al 25enne Ahmad Almohammad, richiedente asilo sbarcato il 3 ottobre 2015 in Grecia tra le migliaia di profughi.
Giorno dopo giorno, fino all’ingresso dell’8 ottobre in Austria, il passaporto è stato registrato alle frontiere dei Paesi europei attraversati.
Poi il black out, fino alla scoperta del documento il 13 novembre, accanto a uno dei kamikaze morti delle stragi di Parigi.
FALSI PASSAPORTI SIRIANI. La scientifica sta analizzando il corpo, per risalire all'identità con le analisi del Dna, ma per l’intelligence Usa il passaporto non conterrebbe i numeri corretti, né la foto coinciderebbe con il nome.
Sarebbe insomma uno dei diversi documenti d’identità falsi, soprattutto siriani, in circolazione in Europa anche prima dell’emergenza profughi.
Un fenomeno monitorato dalle forze dell’ordine dei diversi Paesi, ma aggravato dall’ondata caotica di migranti degli ultimi mesi, di difficile gestione e controllo.
È DURA SMASCHERARLI. I metodi e anche i luoghi di contraffazione dei documenti sono svariati - dalla rotta balcanica infestata di trafficanti alle stesse roccaforti dell’Isis in Siria che controllano i Comuni e altre sedi amministrative - e in alcuni casi servono analisi lunghe e approfondite, durante l’esame della richiesta d’asilo e non alla frontiera, per smascherarne i possessori.

Il business di documenti falsi nei Balcani: dai 1.500 ai 5 mila euro

Parigi, sabato 14 novembre: un uomo legge un quotidiano il giorno dopo gli attentati rivendicati dall'Isis.

La Germania ha aperto all'accoglienza dei siriani, e anche verso la Svezia c'è un corridoio privilegiato.
Chiunque scappa per guerre e miseria adesso vuole essere un profugo siriano.
Il business è alto e i jihadisti si insinuano facilmente in questo ingranaggio.
Alcuni dei pacchetti-viaggio dei trafficanti includono ormai migliaia di euro per un passaporto siriano, in certi casi anche false carte d'identità europee, presto smascherate ai valichi di frontiera e negli aeroporti.
La rotta dove non è stato ancora riscontrato un flusso di ingressi con documenti falsi è quella sui barconi dalla Libia a Lampedusa.
DAI 1.500 AI 5 MILA EURO. Il grande business è invece fiorito rapidamente tra i passeurs in Turchia e lungo i Balcani, ha denunciato l'agenzia europea Frontex che controlla le frontiere esterne.
Alcuni migranti hanno raccontato di aver acquistato ad Atene documenti falsi per cifre tra 1.500 e 3 mila euro e i passaporti rubati con i timbri e le le foto contraffatte arrivano a costare fino a 5 mila euro.
In Bulgaria la mafia ne conia di nuovi in cambio di poche centinaia di euro, facilmente riconoscibili e, oltre il Bosforo, anche ad Ankara e Istanbul sono attive delle centrali per la falsificazione e il confezionamento di documenti taroccati.
I “VERI” PASSAPORTI SIRIANI. La maggioranza di chi utilizza questi espedienti per entrare in Europa lo fa per disperazione, ma i terroristi ne approfittano facilmente attingendo dal mercato nero.
Non a caso, dopo la cattura di alcuni jihadisti entrati come richiedenti asilo e dopo le prime stragi parigine, è in corso una collaborazione tra i servizi segreti europei e turchi.
Ma migliaia di passaporti, contraffatti e anche nuovi, sono stati stampati e rivenduti direttamente in Siria, nei territori del Califfato.

I passaporti stampati dall'Isis nelle anagrafi siriane

Abdelhamid Abaaoud, 27 anni. Per gli inquirenti è la mente degli attacchi di Parigi.

Nei mesi scorsi era già stato tracciato il passaggio, con documenti apparentemente validi, di migranti sospetti dagli aeroporti italiani di Ciampino e Torino.
Altre segnalazioni e controlli d'intelligence erano scattati nella “giungla” di Calais, tra i migranti abbandonati da anni al loro destino, ma tutto ciò non ha evitato, il 13 novembre, 'l'11 settembre di Francia'.
L'allarme maggiore è concentrato su circa 4 mila passaporti siriani che si stimano finiti nelle mani dell'Isis e di al Nursa (i rivali jihadisti affiliati ad al Qaeda), con la conquista di città come Raqqa e Deir er Zor.
I terroristi li avrebbero rivenduti in cambio di più di 2 mila euro l'uno, facendo grandi incassi, ma possono anche facilmente passarli agli affiliati per stragi in Europa.
CONTROLLI INEFFICACI. Occupando le anagrafi del regime, possono rilasciarne di nuovi con timbri e numeri originali ma false identità, difficili da riconoscere ai primi controlli alle frontiere.
Il caso di un jihadista dell'Isis, entrato dalla Bulgaria attraverso un “regolare” passaporto siriano e poi finito in Germania, era stato già denunciato dai media tedeschi: uno scoop che, prima ancora dell'esplosione della rotta balcani, aveva messo l'intelligence tedesca al lavoro lungo le frontiere dell'Europa dell'Est.
Richiedente asilo con un documento d'identità ritenuto non sospetto era anche il boss eritreo cassiere dei trafficanti in Libia, fermato questa estate in Germania in un'operazione congiunta delle forze italiane e tedesche.
INTERCETTATO UN PACCO. L'accoglienza «senza limiti» di Angela Merkel, prima di tutto ai siriani, ha fatto impennare la domanda di falsi passaporti siriani.
Recentemente la polizia tedesca ha intercettato un pacco con migliaia di documenti d'identità siriani, in parte falsi in parte autentici, in un ufficio postale.
Al G20 di Antalia, dopo anni di scarsi controlli, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato guerra totale all'Isis assieme ai leader europei e al presidente degli Usa Barack Obama.
Tutti promettono piena collaborazione contro l'Isis, ma potrebbe essere tardi per rimediare.

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