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GIORNALISMO 17 Novembre Nov 2015 1233 17 novembre 2015

Morto Mario Cervi, fondatore de il Giornale

Si è spento a 94 anni l'ex direttore del quotidiano milanese e penna storica del giornalismo italiano.

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Si è spento a 94 anni Mario Cervi, fondatore e già direttore de Il Giornale. Lo annuncia la direzione del quotidiano di via Negri 4, dove Cervi, fino agli ultimi giorni, si recava quotidianamente per rispondere alle lettere dei suoi numerosi lettori. Ne dà notizia un comunicato del quotidiano milanese.
PENNA STORICA DEL GIORNALE. La pagina principale online del quotidiano ora diretto da Alessandro Sallusti apre con la notizia della scomparsa di Cervi, a cui la redazione unisce un comunicato in memoria:
“È morto Mario Cervi, una grande disgrazia per il Giornale, del quale era uno dei fondatori e una colonna importante. Ma è una sciagura anche per il giornalismo italiano, che aveva in Cervi un personaggio di primo piano per qualità e limpidezza di comportamenti.
La sua vita professionale è segnata da due tappe: il 'Corriere della Sera' e 'il Giornale'.
Noi eravamo già pronti per partire quando Cervi arrivò dal Cile dove era stato inviato dal Corriere per la crisi che portò Pinochet al potere.
Mandammo il suo amico Corrado a spiegargli la situazione e a proporgli di aderire alla nostra iniziativa. Aderì subito per la colleganza con i tanti colleghi che erano al Giornale e per la sua grande stima per Montanelli, il quale poi lo scelse come suo collega e collaboratore per concludere la sua 'Storia d'Italia'.
Molto avanti con gli anni era ancora giovanile sul lavoro e imbattibile per la memoria.
Il rimpianto è unanime.”

Da sinistra: Sergio Romano, Indro Montanelli e Mario Cervi. (Ansa)

IL RICORDO DI CASINI. «Esprimo alla comunità de Il Giornale e al suo editore il più profondo cordoglio per la scomparsa dell'indimenticabile Mario Cervi, simbolo del buon giornalismo e fondatore con Indro Montanelli del quotidiano milanese. Di lui ricorderemo sempre l'incomparabile tratto umano, la grande eleganza e la profonda intelligenza. Con lui se ne va un'altra delle grandi firme che hanno onorato il giornalismo italiano». Lo dice in una nota Pier Ferdinando Casini, presidente della commissione Affari esteri del Senato.
LA STORIA D'ITALIA CON MONTANELLI. In una delle sue ultime interviste, rilasciata al quotidiano Libero, Cervi raccontò come cominciò a scrivere la Storia d'Italia con Montanelli: «Gli chiesi: 'A quando il seguito di Italia in camicia nera?'. 'Ora che sono direttore non ho più tempo', disse Indro sconsolato, lasciai cadere. L'indomani mi allungò due paginette dicendo: 'Avevo cominciato così un capitolo mai aggiunto al precedente volume'. Lo completai e divennero il primo capitolo del libro successivo, Italia Littoria. Fu così che cominciammo».
In questo lavoro a quattro mani Cervi scriveva e Montanelli aggiungeva la firma: «Le introduzioni o postfazioni erano però di Indro e davano il tocco di grazia».
DA UFFICIALE IN GRECIA A SPRECOPOLI. Prima delle collaborazioni con Montanelli, Cervi aveva scritto saggi come 'Storia della guerra di Grecia', uscito nel 1965, figlio della sua esperienza durante la Seconda guerra mondiale come ufficiale di fanteria, dove conobbe quella che poi diventò sua moglie, Dina Ciamandani.
Il suo ultimo saggio è del 2007, scritto a quattro mani con Nicola Porro e intitolato 'Sprecopoli'.
A Libero, che gli aveva chiesto quale fosse a suo avviso la sua bravura giornalistica, aveva risposto: «Credo di essere stato chiaro, credibile e, nei limiti del possibile, onesto».
Sempre al quotidiano di Maurizio Belpietro, Cervi aveva parlato del suo rapporto con la morte: «Non sono credente. Sarei felice di pensare che me ne vado a vedere i miei cari, mia moglie, mia madre. Ma non riesco a crederci».

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