PROFILO 18 Novembre Nov 2015 1708 18 novembre 2015

Jawad Bendaoud, chi è il padrone di casa dei terroristi

Il proprietario del covo di Saint-Denis era stato condannato a 8 anni di carcere per aggressione e omicidio. In un'intervista giura: «Non sapevo chi fossero, mi hanno chiesto solo un posto per pregare». Le foto della casa.

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Si chiama Jawad Bendaoud ed è il padrone di casa dei terroristi di Saint-Denis (le foto del covo).
È l'uomo che ha prestato al commando il suo appartamento, preso d'assalto dalle forze di sicurezza in rue du Corbillon 8. Alle spalle, una condanna a 8 anni di carcere per aggressione e omicidio. Nel 2013 era stato rilasciato.
Un giovane «quasi come tutti gli altri», scrive la stampa francese dopo il blitz delle teste di cuoio, e dopo l'intervista che lo stesso Bendaoud ha concesso all'emittente televisiva BMFTV prima di essere arrestato, assieme alla sua ragazza.
«MI HANNO CHIESTO UN POSTO PER PREGARE». A quanto pare, voleva solo fare un favore a un amico: «Mi hanno chiesto un favore, l'ho fatto, ma non ero consapevole che quelle persone fossero terroristi».
Bendaoud assicura di essere all'oscuro di tutto: «Ho prestato l'appartamento a due ragazzi, non sapevo che venissero dal Belgio, l'ho saputo solo oggi (mercoledì 18 novembre, ndr). Mi hanno detto che avevano bisogno di un posto per pregare. Gli ho chiesto se avessero bisogno di qualcosa, mi hanno risposto che volevano solo dell'acqua e un posto per pregare».
Il passato giudiziario di Bendaoud, però, non è limpido. Nel 2008 l'ospite dei terroristi era stato infatti condannato a otto anni di carcere, scontati in una prigione in cui sono detenuti molti estremisti.
L'AGGRESSIONE NEL 2006 CON UN COLTELLO DA MACELLAIO. I fatti risalgono al 2006. David, un ragazzo di 16 anni originario delle Isole Comore, venne ferito a morte a colpi di coltello nella zona pedonale di Saint-Denis.
A colpirlo, dopo una lite, un altro adolescente: Jawad Bendaoud.
L'arma se l'era procurata facendo irruzione in una macelleria, sotto gli occhi increduli del titolare.
I due ragazzi, secondo quanto raccontato a Le Parisien da una persona che li conosceva entrambi, «erano amici».
Charles Morel, l'avvocato di Bendaoud contattato da L'Express, ha descritto il suo assistito come «un ragazzo alquanto ordinario», anche se piuttosto «impulsivo».
In carcere, il suo comportamento «è stato esemplare».
L'IPOTESI DELLA RADICALIZZAZIONE IN CARCERE. Jawad ha scontato la sua pena quasi per intero nella prigione di Val-de-Reuil.
Era stato rilasciato a settembre 2013 dopo sette anni di reclusione.
L'avvocato assicura che Bendaoud, all'epoca del processo, non aveva alcun collegamento con gli ambienti jihadisti attivi in Francia.
Allo stato attuale delle informazioni disponibili sul suo conto, non è possibile sostenere l'ipotesi che si sia radicalizzato in galera. Anche se la prigione di Val-de-Reuil viene descritta dalle stesse autorità francesi come «il più grande centro di detenzione d'Europa», al cui interno sono rinchiusi numerosi detenuti 'attenzionati' dai servizi di sicurezza proprio a causa della loro militanza e del loro fanatismo ideologico.

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