Riquadro Hacker Fabio 151118185356
INTERVISTA 19 Novembre Nov 2015 1100 19 novembre 2015

Anonymous-Isis, l'ex hacker Ghioni: «Guerra idiota»

L'ex hacker Ghioni: «Fanno azioni senza senso. Così rovinano anche il lavoro dell'intelligence. I jihadisti non sono così preparati. E poi usano il deep web».

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François Hollande non è l'unico ad aver dichiarato guerra allo Stato islamico.
Un avatar mascherato da Guy Fawkes recita su YouTube: «Aspettatevi la nostra totale mobilitazione. La violenza non ci indebolirà, ma ci darà la forza per unirci e combattere insieme la tirannia e l'oscurantismo. Noi siamo Anonymous. Non dimentichiamo. Non perdoniamo. Aspettateci».
Seguito da dichiarazioni belligeranti su Twitter al grido di #OpIsis #ExpectUs e #OpParis. E da un primo orgoglioso bollettino di Cyberwar: «Abbiamo oscurato 5.500 account Twitter dell'Isis».
IL CALIFFATO: «IDIOTI». L'Isis, puntualmente, ha risposto via Telegram (una chat criptata simile a Facebook e WhatsApp) tramite un account riconducibile al Califfato mettendo in guardia i «fratelli»: «Gli hacker #Anonymous hanno minacciato in un nuovo video che porteranno avanti un' operazione informatica sullo Stato Islamico (idioti)».
Non solo. I pirati hanno lanciato una vera e propria campagna di reclutamento, pubblicando una guida pratica per gli aspiranti hacker intenzionati a partecipare alla campagna #OpParis.
È scoppiata una guerra 2.0?
Fabio Ghioni, ex hacker di fama internazionale ora consulente strategico per diversi organismi governativi e internazionali, davanti a quelle migliaia di account oscurati ride.
«Su una cosa l'Isis ha ragione», dice a Lettera43.it, «sono idioti».

Fabio Ghioni.

DOMANDA. Perché un giudizio così duro?
RISPOSTA. Innanzitutto chiunque può spacciarsi per Anonymous. E chiunque può creare un gruppo e battezzarlo così. Chi controlla?
D. Quindi dietro alla maschera di Guy Fawkes potrebbe esserci chiunque.
R. Oltre al gruppo ufficiale, ci sono centinaia di ragazzotti che usano quel simbolo in Rete. Ormai è una questione di marketing.
D. Su Twitter però hanno dichiarato di aver oscurato 5.500 account di presunti jihadisti.
R. Sì, e chi lo verifica? Twitter dovrebbe denunciare di essere stato hackerato tra l'altro. Ma il punto è un altro.
D. Cioè?
R. Twitter come Facebook e YouTube hanno base negli Stati Uniti, non dimentichiamolo. Hanno sistemi di sicurezza interni, vigilano sugli account, individuando quelli fasulli e spam.
D. E possono bloccarli autonomamente?
R. Certo, hanno la possibilità di oscurare account che diffondono messaggi contro la legge. Se non lo fanno ci sarà un motivo.
D. E qual è?
R. Banalmente molti account di sedicenti jihadisti, ma vale anche per presunti pedofili, sono creati ad hoc dalle intelligence o dalle Forze dell'ordine per attirare potenziali criminali. Oppure sono rimasti attivi per essere 'pedinati' e seguiti.
D. Infiltrati 2.0?
R. Esattamente, funziona come nella realtà. Per cui c'è il rischio che Anonymous abbia oscurato anche account di infiltrati.
D. Un boomerang?
R. Si tratta dell'A dell'Abc di chi lavora nel web. E poi nel momento in cui creo un account e non sono su Marte attraverso l'Ip sono rintracciabile. Se inneggio all'Isis il giorno dopo mi trovo il Fbi alla porta...
D. Un account riconducibile all'Isis però ha risposto mettendo in guardia i cosiddetti «fratelli»...
R. Francamente con i mezzi che hanno non credo che i jihadisti siano intimoriti dal fatto che vengano chiusi account Twitter. Sai che paura...
D. Il Califfato però ha eletto la Rete come mezzo di comunicazione, propaganda e proselitismo.
R. Sì, per la propaganda. E poi usa il deep web, un territorio al di fuori dalla portata di chiunque abbia come obiettivo oscurare Twitter.
D. Se i social sono controllati, anche senza Anonymous, quali altri sistemi hanno terroristi e criminali per comunicare?
R. Per esempio le chat dei giochi online che hanno protocolli criptati. O l'Imessanging dell'iPhone.
D. Ma il telefono e la scheda non sono nominali?
R. Non in tutti i Paesi. È sufficiente comprare un nuovo cellulare a nome di qualcun altro e usarlo solo per quello scopo. Oppure il servizio di messaggistica cinese Wechat che è controllato, sì, ma solo dai cinesi.
D. E Skype?
R. È una leggenda: da almeno 15 anni si sa che le chat in Skype possono essere monitorate. Tanto vale scriversi via Facebook...
D. L'Isis dispone di hacker preparati secondo lei?
R. Direi proprio di no. Se ci fossero, può immaginare cosa riuscirebbero a fare?
D. Cosa?
R. Tutti i sistemi missilistici sono in Rete, così come i siluri, il controllo del traffico aereo. O gli scambi dei treni. Pure le petroliere ormai sono teleguidate. Potrebbero dirottarle da remoto, con un solo comando. E non avrebbero più bisogno di gente che si fa saltare in aria.
D. Praticamente un wargame. Sarebbe possibile anche accedere a conti bancari?
R. Certo, non ci sono più i caveaux zeppi di soldi. La valuta ormai è virtuale.
D. Questa guerra non convenzionale potrebbe portare a una stretta sulla nostra libertà e privacy, come accadde nel 2001 col Patriot Act Usa. Che ne pensa?
R. Mi limito a citare il presidente Thomas Jefferson: «Un popolo disposto a sacrificare un po’ di libertà per un po’ di sicurezza non merita né l’una né l’altra, ed è destinato a perderle entrambe».
D. È inutile quindi?
R. Quali risultati ha portato la stretta del 2001? Siamo ancora al punto di partenza. E poi i governi, le forze dell'ordine, le intelligence già controllano ciò che avviene in Rete.
D. Non ce ne voglia Anonymous...
R. Ci sono tante persone ed esperti che fanno il loro lavoro. Magari sbagliano: chi non lavora del resto non sbaglia. Ma non è inasprendo i controlli che si vince il terrorismo. Così la si dà vinta a loro.

Twitter @franzic76

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