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INTELLIGENCE 19 Novembre Nov 2015 0750 19 novembre 2015

Giubileo, i servizi italiani aumentano fondi e infiltrati

007 sul campo nella Capitale. «In ogni strada e condominio. Come contro le Br», dice una fonte a L43. Per reperire informazioni. Gabrielli annuncia la no fly zone.

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Roma, controlli dei poliziotti al Colosseo.

C'è un piano che da mesi, in vista del Giubileo, si sta mettendo a punto ai vertici dei servizi segreti italiani.
Ed è diventato di stretta attualità dopo le stragi di Parigi.
«Si ritorna alla human intelligence (Humint, ndr), il fattore umano. Più agenti sul territorio, come si fece per fermare le Brigate rosse, e potenziamento dei fondi per le fonti e gli infiltrati».
Una fonte qualificata della sicurezza nazionale spiega a Lettera43.it che l'obiettivo è «mettere al riparo il nostro Paese da attacchi terroristi».
ROMA E MILANO NEL MIRINO. L'allerta è massima, nessuno si può considerare al riparo dal pericolo. Gabrielli ha annunciato una no fly zone per tutto il periodo del Giubileo.
Mentre gli americani del Fbi hanno inviato un documento in cui sono indicati come possibili obiettivi dei terroristi San Pietro a Roma, il Duomo e la Scala a Milano.
Alle autorità italiane sono stati segnalati anche cinque nominativi sospetti su cui svolgere approfondimenti investigativi. Si tratterebbe di nomi arabi.
FATIMA PRONTA AL MARTIRIO. Anche la procura di Milano ha contribuito a tenere alta l'attenzione, dicendo che Maria Giulia 'Fatima' Sergio, la foreign fighter italiana che si trova in Siria ed è al centro di un'inchiesta, si sarebbe resa «disponibile all'esecuzione di qualsiasi azione richiesta dall'organizzazione dell'Isis, compreso il martirio».
«BANDIERA ISIS A ROMA». E il Califfato tramite il suo magazine ha minacciato Roma: «Chiediamo ad Allah di sostenere i mujaheddin contro gli agenti dei leader dell'idolatria e i crociati finché la bandiera nera non sarà issata su Istanbul e nella Città del Vaticano».
«L'ANALISI NON BASTA PIÙ». Per difenderci «serve sì l’analisi, e in questo siamo molto bravi e ce lo riconoscono anche gli alleati, ma occorre anche un ritorno al fattore umano, ai contatti tradizionali, dunque alla Humint».
Da dove arrivano di solito le informazioni di intelligence? «Da più canali, dalle fonti aperte, dall’attività di Sigint, cioè la sorveglianza elettronica, dal raccordo con le altre agenzie internazionali. Ma il fattore umano consente di penetrare il territorio e di sorvegliare ogni possibile movimento sospetto».


Gli 007 sono pronti: «E le armi non ci servono»

Agenti di polizia effettuano dei controlli vicino a Piazza San Pietro, Roma.

Per i nostri 007 c’è in vista una sfida senza precedenti: il Giubileo a Roma.
«C’è molta determinazione, abbiamo in campo uomini molto preparati che, per intenderci, hanno bisogno di tutto, tranne che delle armi», va avanti l’esperto della sicurezza.
«Noi facciamo un altro lavoro che solo l’intelligence può fare a difesa del Paese. Un lavoro molto delicato che è alla base di tutto il sistema della sicurezza».
STANZIATI NUOVI FONDI. «È necessario lavorare in ogni quartiere, in ogni condominio. Servono fonti e infiltrati, quindi anche maggiori risorse che il governo ha stanziato per reperire informazioni, per prevenire in tempo gli attacchi», spiega la fonte interpellata da Lettera43.it.
«Il modello, anche se in questo caso parliamo di una minaccia diversa sotto tanti punti di vista, è quello messo in campo per fronteggiare le Brigate rosse».
L'AISI IN PRIMA LINEA. L’agenzia di intelligence in prima linea è l’Aisi, quella nata, dopo la riforma del 2007, dalle ceneri del Sisde.
Al vertice c’è il generale dei carabinieri Arturo Esposito.
E spetta ai suoi uomini occuparsi della sicurezza interna, cioè di tutto il ventaglio di minacce che potrebbero arrivare dal terrorismo autoctono e da quello internazionale passando per la grande criminalità organizzata.
L'AISE DALL'ESTERNO. Dall’esterno opera invece l’Aise, l’agenzia che ha preso il posto e parte delle competenze dal vecchio Sismi.
A capo del contro-spionaggio militare c’è un agente segreto di lungo corso, Alberto Manenti, grande esperto del mondo arabo.


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