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GUSTIZIA 20 Novembre Nov 2015 2215 20 novembre 2015

L'Aquila, Grandi rischi: assoluzione confermata in Cassazione

Gli esperti, accusati di aver rassicurato indebitamente la popolazione prima della scossa, erano stati tutti condannati in primo grado. La senteza dopo 10 ore di camera di Consiglio. Unico responsabile l'ex vicecapo della Protezione civile De Bernardinis.

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I lavori di restauro del palazzo della Prefettura dell'Aquila in uno scatto del 2012.

Nessun messaggio rassicurante, capace di far abbassare la guardia ai cittadini. Non hanno colpe gli esperti della commissione 'Grandi rischi' chiamati a valutare lo sciame sismico in corso all'Aquila prima della scossa che distrusse la città il 6 aprile 2009. Tranne uno: l'ex vicecapo della Protezione Civile Bernardo De Bernardinis. Così ha stabilito la Cassazione, confermando la sentenza della Corte d'Appello dell'Aquila. I giudici hanno messo fine venerdì 20 novembre a quello che è stato definito un processo alla scienza, anche se in discussione c'erano naturalmente le responsabilità dei singoli, non la capacità di prevedere i terremoti in quanto tale.
LA DELUSIONE DEI FAMILIARI. Delusi i familiari delle vittime, arrivati a Roma per assistere all'ultimo atto e assistiti da legali che a loro volta sono dei sopravvissuti al terremoto. «Mi sento forte per la condanna confermata di De Bernardinis, significa che lo Stato all'Aquila ha sbagliato e che noi non siamo dei visionari. È così e basta», ha affermato Vincenzo Vittorini, chirurgo aquilano che nel sisma perse la moglie Claudia e la figlia Fabrizia.
CONDANNATO L'EX VICECAPO DELLA PROTEZIONE CIVILE. De Bernadinis, condannato a due anni con la sospensione e la non menzione, esce dunque come unico responsabile dal processo per l'omicidio colposo di 29 persone, tra le 309 rimaste complessivamente vittime del sisma. Tutte giovanissime, compreso un bimbo di pochi mesi. Definitivamente assolti Franco Barberi, all'epoca presidente vicario della commissione 'Grandi rischi', Enzo Boschi, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica, Giulio Selvaggi, capo del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre, Claudio Eva, docente di fisica all'Università di Genova e Matteo Dolce, direttore dell'Ufficio rischio sismico della Protezione Civile. In primo grado, invece, erano stati condannati a sei anni di reclusione tutti e sette gli imputati.
CAMERA DI CONSIGLIO LUNGA 10 ORE. La decisione della quarta sezione penale è arrivata dopo una lunga camera di Consiglio, durata 10 ore.
I giudici hanno accolto le richieste della procura generale della Cassazione. Il sostituto Maria Giuseppina Fogaroni aveva sostenuto che «la Corte d'Appello non giunge a conclusioni incongrue quando dice che il messaggio della 'Grandi rischi', in realtà, non ebbe quell'efficacia rassicurante in grado di scardinare il livello d'allarme dei cittadini dell'Aquila». Non così per un'intervista dell'ex vicecapo della Protezione Civile, Bernardo De Bernardinis, concessa appena prima della riunione.
Nel corso della quale, secondo Fogaroni, vennero fuori «contenuti, questi sì, dalla sicura efficacia indebitamente rassicurante», e che in seguito non furono smentiti.

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