FURTO 20 Novembre Nov 2015 1251 20 novembre 2015

Verona, furto di 17 opere d'arte

Tra i capolavori rubati al museo di Castelvecchio, quadri di Tintoretto, Mantegna, Rubens, Pisanello, Bellini, Caroto, Hans de Jode e Giovanni Benini. Un bottino da 10-15 milioni di euro. Foto.

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Un bottino da 10-15 milioni di euro.
È il valore dei diciassette quadri rubati la sera di giovedì 19 novembre al museo civico di Castelvecchio di Verona, in uno dei furti d'arte più grossi degli ultimi anni (guarda le foto).
Tra le opere trafugate anche cinque dipinti del Tintoretto, capolavori di Peter Paul Rubens, del Pisanello, di Jacopo Bellini, di Giovanni Francesco Caroto, di Hans de Jode e di Giovanni Benini. Per il sindaco Flavio Tosi si tratta di un furto su commissione.
Secondo quanto si è appreso i banditi erano armati ed hanno minacciato la guardia giurata e la cassiera, che poi è stata immobilizzata e imbavagliata con il nastro adesivo e tenuta sotto costante controllo da parte di uno dei malviventi.
Gli altri intanto portavano via i capolavori.
LE OPERE RUBATE. Le opere di Tintoretto rubate sono: 'Madonna allattante', 'Trasporto dell'arca dell'alleanza', 'Banchetto di Baltassar', 'Sansone' e 'Giudizio di Salomone'. Gli altri quadri sono: 'Dama delle licnidi' di Peter Paul Rubens; 'Sacra famiglia con una santa' di Andrea Mantegna; 'Ritratto maschile' della cerchia di Jacopo Tintoretto; 'Ritratto di ammiraglio veneziano' della Bottega di Domenico Tintoretto; 'Madonna della quaglia' del Pisanello; 'San Girolamo penitente' di Jacopo Bellini; 'Ritratto di giovane con disegno infantile' e 'Ritratto di giovane benedettino' di Giovanni Francesco Caroto; 'Porto di mare' di Hans de Jode e 'Ritratto di Girolamo Pompei' di Giovanni Benini.

'Sacra famiglia con una santa' di Andrea Mantegna.

I CARABINIERI INDAGANO. L'autorità giudiziaria ha delegato il Nucleo Tutela Patrimonio Artistico dei Carabinieri a seguire le indagini. Per questo da Roma è partito il comandante del Nucleo e diverse altre figure professionali della sezione Antiquariato.
«Erano dei professionisti, sapevano cosa prendere e conoscevano il Museo» ha dichiarato Tosi, che la notte di giovedì 19 si è trattenuto fino a tarda ora al Museo Civico di Castelvecchio. «Sicuramente qualcuno li ha mandati», ha aggiunto, «perché si sono mossi con abilità, andando a colpo sicuro».

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