Ashraf Fayadh Poeta 151124193856
DIRITTI CIVILI 24 Novembre Nov 2015 1734 24 novembre 2015

Arabia Saudita: appello per la liberazione del poeta Fayadh

Pena capitale per l'artista: ha abbandonato l'islam. Petizione per la liberazione: 40 mila firme.

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Un appello per la liberazione di Ashraf Fayadh.

Ashraf Fayadh è un poeta e un artista, nato e cresciuto in Arabia Saudita.
Figlio di genitori palestinesi, ha 35 anni e rischia la morte.
Un tribunale del Paese in cui vive che è governato dalla shari'a, la legge islamica, l'ha condannato alla pena capitale per aver abbanondato la sua fede (apostasia) e aver dubitato dell'esistenza di Dio, per aver propagandato idee vicine all'ateismo, per avere assunto comportamenti amorali come portare i capelli lunghi.
GIÀ ARRESTATO NEL 2013. Ashraf era stato arrestato una prima volta nel 2013, dopo che un lettore lo aveva accusato di incitamento a rinunciare all’islam per via di una sua raccolta di poesie, Instructions Within, ed era stato condannato in primo grado a quattro anni di carcere e a 800 frustate.
La corte d'Appello ha appesantito il verdetto fino a condannarlo a morte.
RESPINTO IL SUO RICORSO. Fayadh, che è stato anche curatore di una mostra alla Biennale di Venezia, aveva fatto ricorso contro la sentenza, ma è stato respinto.
Non solo, il giudice di secondo grado, in un nuovo processo, gli ha inflitto la condanna più pesante perché non si sarebbe pentito dei suoi comportamenti, nonostante l'uomo abbia dichiarato di essere musulmano.
CONTATTI CON DELLE DONNE. Oltre che per blasfemia, l'artista palestinese è stato condannato anche per aver avuto alcune relazioni con delle donne, che Fayadh ha ammesso spiegando però che si trattava solo di altre artiste con cui era venuto in contatto durante la Jeddah Art Week, un evento artistico che si svolge ogni anno nella città saudita ed è autorizzato.


Secondo alcuni attivisti la condanna sarebbe legata anche a un video pubblicato da Ashraf e ora rimosso da YouTube in cui si vede la polizia religiosa di Abha che picchia un giovane in pubblico.
Nel 2014 era stata lanciata una petizione per la sua liberazione.
GIÀ PIÙ DI 40 MILA FIRME. Sulla piattaforma Change ne è comparsa un'altra, da qualche giorno, firmata già da più di 40 mila persone.
Almeno 150 condannati sono stati giustiziati in Arabia Saudita nel corso del 2015.

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