TERRORISMO 24 Novembre Nov 2015 1758 24 novembre 2015

Tunisi, esplode bus delle guardie presidenziali

Il mezzo è saltato in aria nella centrale Avenue Mohamed V. Almeno dodici morti. Il ministro dell'Interno: «Atto di terrorismo». Foto.

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Una forte esplosione è avvenuta nella centrale Avenue Mohamed V di Tunisi, nei pressi dell'ex sede del partito di Ben Ali, l'Rcd. Ad andare in pezzi un bus con a bordo uomini della guardia presidenziale. Il bilancio provvisorio è di almeno 12 morti e una ventina di feriti, e non è ancora chiara la causa della deflagrazione (guarda le foto).
Il ministero dell'Interno tunisino ha definito l'esplosione un «atto di terrorismo» e una fonte della sicurezza tunisina ha parlato di una dinamica dell'attentato compatibile con un'esplosione dall'interno del bus, probabilmente a causa di una bomba a bordo o di un kamikaze che ha azionato una cintura esplosiva.
COPRIFUOCO DALLE 21. Il presidente della Repubblica tunisina Beji Caid Essebsi in tv ha dichiarato la proclamazione dello stato di emergenza per 30 giorni e il coprifuoco dalle 21 alle 5 del mattino.
La settimana passata, le autorità tunisine avevano dichiarato di aver sgominato una cellula terroristica che stava programmando attacchi a resort di Sousse, politici e altri bersagli sensibili. Secondo un report dell'Associated Press, il governo tunisino aveva alzato i livelli di sicurezza il 14 novembre, e un consistente numero di forze dell'ordine era stato posto a presidio della città.
La Tunisia è stata oggetto di attentati nel 2015, prima con l'assalto al museo del Bardo del 18 marzo costato la vita a 24 persone, e poi il 26 giugno, quando un gruppo di uomini ha ucciso 39 persone nella spiaggia turistica di Sousse.
SCOMODO SIMBOLO DI DEMOCRAZIA. Il Paese è preso di mira dai terroristi perché è l'unico caso di nazione passata con successo dalle cosiddette 'primavere arabe'. Per i jihadisti l'esempio della Tunisia rappresenta una minaccia in quanto simbolo del sucesso della democrazia nel mondo arabo.
Allo stesso tempo, il piccolo Stato sul Mediterraneo è anche uno dei principali esportatori di 'foreign fighters', con circa 3 mila jihadisti partiti per combattere in Siria e Iraq.
HOLLANDE: «LOTTA ALL'OSCURANTISMO». «A Tunisi come a Parigi è la stessa lotta per la democrazia contro l'oscurantismo», ha dichiarato il presidente francese Francois Hollande. «La Francia è più che mai al fianco della Tunisia, delle sue autorità e delle sue forze di sicurezza in questi momenti dolorosi», ha aggiunto il presidente, in visita da Barack Obama alla Casa Bianca. «Condanno con la più grande fermezza questo vile attentato che colpisce Tunisi ancora una volta. I miei pensieri vanno alle vittime, ai loro cari e a tutti i tunisini a cui voglio rivolgere la mia totale solidarietà», ha concluso Hollande.

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