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APPROFONDIMENTO 25 Novembre Nov 2015 1010 25 novembre 2015

Legittima difesa, come funziona negli altri Paesi

I limiti alla norma in Inghilterra, Francia, Spagna e Germania.

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Ancora una rapina finita nel sangue. A Rodano, nel Milanese, Rodolfo Corazzo, gioielliere 60enne, ha sparato ai tre malviventi che si erano introdotti nella sua villetta aggredendolo di ritorno dal lavoro. Di fronte alle minacce dei ladri, l'uomo non ci ha pensato un attimo a estrarre la pistola e a fare fuoco, uccidendo uno dei rapinatori, Valentin Frrokaj, ergastolano già evaso due volte.
INTERROGATIVI E PAURE. Solo l'ultimo episodio di cronaca, dopo i casi del pensionato milanese Francesco Sicignano e del gioiellierie napoletano Giuseppe Castaldo, che alimenta nell'opinione pubblica interrogativi e paure che le forze politiche non disdegnano di cavalcare.
LEGITTIMA DIFESA, QUALI LIMITI? Ma quali sono i limiti posti alla legittima difesa da parte dei Paesi membri dell'Unione europea? L'ordinamento italiano è davvero troppo garantista nei confronti dei microcriminali? E ampliare le maglie della legge, rischia realmente di farci piombare in un clima da Far West?
Dopo aver chiarito come funziona la legittima difesa in Italia, ecco un confronto basato sulle legislazioni nazionali dei nostri vicini.

Inghilterra: la discriminante dell'«uso ragionevole della forza»

In Inghilterra la legittima difesa rientra nella cosiddetta private defense, la dottrina secondo cui il cittadino può agire in modi che altrimenti sarebbero illegali al fine di evitare danni alla propria o all'altrui incolumità. Si tratta di una concezione che affonda le sue radici sia nella Common Law, sia nel Criminal Law Act del 1967.
L'autodifesa, nel diritto inglese, è legittima quando la forza viene usata in maniera «ragionevole» per contrastare una minaccia ingiusta. Invocare la legittima difesa significa quindi affermare che gli atti di autodifesa compiuti dal cittadino non sono in alcun modo perseguibili come atti criminali.
IL NODO DELLA PROPORZIONALITÀ. Sul significato concreto dell'espressione «uso ragionevole della forza», le opinioni giuridiche divergono.
In ogni caso, la valutazione della proporzionalità spetta alla giuria e non all'imputato, che potrebbe sempre sostenere di aver agito in maniera «ragionevole» e dunque non risultare mai colpevole per eccesso di legittima difesa.
La giuria è chiamata a stabilire l'uso ragionevole della forza tenendo conto delle specifiche circostanze di ogni singolo episodio, caso per caso. In generale, si considera rilevante il fatto che l'imputato abbia agito sotto la pressione di un'aggressione imminente e non abbia quindi avuto il tempo di prendere decisioni del tutto razionali. In ogni caso, però, la quantità di forza utilizzata dev'essere valutata in rapporto all'importanza dei beni giuridici protetti (la vita e/o l'incolumità dell'aggressore) e al danno causato dal suo uso.

Francia: tre limiti alla legittima difesa

In Francia la legittima difesa è disciplinata dall'articolo 122-5 del codice penale, che recita: «Non è penalmente responsabile chi, di fronte a una minaccia ingiusta per la propria o altrui incolumità, produca, nel medesimo tempo, un atto comandato dalla necessità di autodifesa, a meno che non ci sia una sproporzione tra le modalità della difesa e la gravità dell'offesa». Il secondo comma aggiunge: «Non è penalmente responsabile chi, per interrompere l'esecuzione di un crimine o di un reato contro il patrimonio, compia un atto di difesa, eccezion fatta per l'omicidio, strettamente necessario a conseguire il fine perseguito, a condizione che i mezzi utilizzati siano proporzionati alla gravità del reato» da sventare.
REAZIONE IMMEDIATA E PROPORZIONATA ALL'OFFESA. In sostanza, la legge francese pone tre limiti al diritto di legittima difesa: la reazione dev'essere compiuta nell'imminenza della minaccia (ciò significa che, per esempio, se l'aggressore è in fuga non può essere legittimamente colpito); deve sussistere una condizione di pericolo per l'incolumità personale; la difesa dev'essere proporzionata all'offesa.
Il secondo comma si riferisce in particolare al caso di chi voglia fermare un reato contro il patrimonio. Anche qui valgono per il cittadino francese gli stessi tre vincoli, con in più l'esplicito divieto di ricorrere all'omicidio.

Spagna: il codice penale parla di «offesa ingiusta»

Anche in Spagna il diritto di legittima difesa è sottoposto ad alcune condizioni essenziali, specificate nel codice penale all'articolo 8, comma 4.
Il cittadino che si difende può farlo solo in presenza di un'offesa ingiusta, la sua reazione dev'essere ragionevole rispetto alla gravità dell'aggressione, chi si difende non deve aver provocato lui stesso l'aggressione.
VALE ANCHE PER DIFENDERE GLI ESTRANEI. Ricorrere alla legittima difesa è lecito per difendere se stessi, i propri diritti legali tra cui la proprietà, l'incolumità dei propri familiari oppure degli estranei.

Germania: l'eccesso di difesa non è sempre perseguibile

Anche secondo il codice penale tedesco chi compie un atto di legittima difesa non viola la legge, intendendo con tale termine qualsiasi azione difensiva necessaria a scongiurare un'aggressione imminente che minacci la propria o l'altrui incolumità.
Cosa succede però al cittadino tedesco in caso di eccesso di legittima difesa? Se il soggetto supera il limite in preda a uno stato di «confusione, paura o terrore», non può essere ritenuto penalmente responsabile dei suoi atti.
LA VARIABILE DEL 'BILANCIAMENTO'. Tutto però dipende dal bilanciamento degli interessi in gioco. La difesa, in altre parole, è legittima a patto che il bene giuridico protetto 'superi' sostenzialmente quello violato dall'atto compiuto per difenderlo.
La legittima difesa, inoltre, si applica «solo se e nella misura in cui l'atto commesso è un mezzo adeguato per scongiurare il pericolo».

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