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INCHIESTA 25 Novembre Nov 2015 1700 25 novembre 2015

Moro, gli infiltrati dei servizi nelle Brigate rosse

Informatori presenti nel gruppo armato. Il ruolo della scuola Hyperion di Parigi. In commissione il giudice Calogero torna sui misteri. Intelligence nel mirino.

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Il cadavere di Aldo Moro trovato in una Ranault 4 parcheggiata in via Caetani a Roma il 9 maggio 1978.

Si torna a parlare della misteriosa scuola di lingue Hyperion di Parigi, avamposto di settori della sinistra extraparlamentare italiana negli Anni 70, dietro la stagione degli Anni di piombo che culminò con il sequestro e l'uccisione di Aldo Moro da parte della Brigate rosse, avvenuta il 9 maggio del 1978.
È successo il 12 novembre 2015, durante l'audizione in commissione Moro del magistrato Pietro Calogero, ora di stanza alla procura di Venezia, ma noto in Italia per la famosa retata del 7 aprile del 1979 quando a Padova autorizzò l'arresto dei leader di Autonomia operaia Toni Negri e Oreste Scalzone.
Si ritorna a scavare quindi in una delle pagine più oscure della Prima Repubblica, in particolare su quale fosse l'effettivo ruolo e la strategia della sinistra di quegli anni.
CROCEVIA DEL TRAFFICO DI ARMI. Non a caso tra i misteri che ancora avvolgono il sequestro del politico della Democrazia cristiana c'è appunto il ruolo della Hyperion, soprattutto a livello europeo, come possibile copertura di un mai chiarito crocevia di servizi segreti italiani e stranieri, in particolare nel traffico della armi.
Proprio alla fine degli Anni 70, mentre Calogero indagava sulla Hyperion e sull'attività che aveva tra le Br, ci fu una fuga di notizie sul Corriere della Sera diretto da Franco Di Bella, dietro imbeccata dei servizi italiani, che vanificò un tentativo di prosecuzione delle indagini nelle sedi della scuola in Francia.
INFORMATORI NELLE BRIGATE ROSSE. In sostanza le indagini degli ultimi 30 anni non hanno mai portato a chiarire tante domande che avvolgono gli Anni di piombo, in particolare sull'effettiva presenza di infiltrati e informatori tra le Brigate rosse che rapirono Aldo Moro.
Chi erano? La scuola di Parigi era la copertura di una rete europea di contrasto all'espansione del comunismo nell'Europa occidentale?
Si può pensare che abbia potuto avere un ruolo anche nella più eclatante e terribile azione delle Br per colpire al cuore lo Stato italiano?
CRAXI: «QUEI COMPAGNI SCOMPARSI...». Bettino Craxi, leader del Psi, ipotizzò più volte l'esistenza di un capo occulto delle Brigate rosse: «Bisognerebbe andare indietro con la memoria, pensare a quei personaggi che avevano cominciato a fare politica con noi, poi sono scomparsi, magari sono a Parigi a lavorare per il partito armato».

Berio: «Io contattato dai servizi per fare l'infiltrato»

Nel 1978 l'Italia venne scossa prima dal sequestro e poi dalla morte del leader della Democrazia cristiana Aldo Moro. Il 16 maggio, alle 9.03 in via Fani a Roma, un commando delle Brigate rosse ha teso un agguato al presidente della Dc, che è appena uscito di casa per andare alla Camera accompagnato da cinque uomini di scorta. I brigatisti fecero strage delle guardie del corpo e, dopo aver rapito Moro, si dileguarono per poi ucciderlo con una raffica di colpi al cuore il 9 maggio dello stesso anno.

Durante l'audizione Calogero ha insistito sull'esistenza di questa diffusa e radicata rete di inflitrati e informatori all'interno delle organizzazioni dell'estrema sinistra e delle nascenti Br, operativa dai primi Anni 70.
Lo stesso Duccio Berio, uno degli animatori e fondatori di Hyperion almeno nella prima fase, aveva raccontato alla Commissione che, durante il periodo di leva militare, era stato contattato da un ufficiale dei servizi che gli aveva proposto di diventare un infiltrato.
Proposta che Berio respinse, ma che dimostra come il livello di conoscenza della rete sovversiva fosse significativamente alto.
FORNARO: «FENOMENO DIFFUSO». Federico Fornaro, senatore del Partito democratico e membro della Commissione, spiega: «Abbiamo ormai elementi per sostenere che la presenza di infiltrati e informatori nelle Br fin dai primi anni sia stata ben più ampia e diffusa sul territorio di quanto ci hanno raccontano fino a oggi gli atti ufficiali».
CHI EBBE IN MANO LE 'MAPPE'? Per esempio? «Il giudice Calogero ci ha detto che nel giugno del 1979 un alto ufficiale del Sismi gli chiese un incontro riservato e gli disse che loro avevano le mappe aggiornate di quello che pianificavano e realizzano i gruppi estremisti di sinistra e che lui aveva ragione nel sostenere la logica unitaria del Partito armato con al vertice le Br. C'è da chiedersi quindi dove era questa rete, nata all'inizio degli Anni 70, nei giorni di Moro. Non è pensabile che fosse stata smantellata nel 1977. Chi la guidò, chi ebbe in quei giorni quelle 'mappe'?».

Il giudice Calogero inconta il colonello del Sismi Notarnicola

Roma: un momento dei rilievi tecnici dopo l'agguato delle Brigate rosse ad Aldo Moro in via Fani (16 marzo 1978).

Nel libro a più mani Terrore rosso (Laterza, 2010) si spiega chi fu l'ufficiale che incontrò Calogero nella sua casa di Padova nell'estate del 1979.
Era il colonnello Pasquale Notarnicola, all'epoca capo dell'Ufficio D del servizio segreto militare (Sismi), definito dal giudice padovano - in occasione dell'audizione in Commissione Moro - come appartenente all'ala 'lealista' del servizio stesso.
UN ALONE DI MISTERO. Aggiunge Fornaro: «Se dunque trova nuova conferma nel racconto di Calogero l'attività di infiltrazione, fin dalle origini, delle Br, diventa sempre più impellente comprendere se e come questa rete è stata attivata (oppure disattivata) proprio in occasione della vicenda che portò all'uccisione di Moro. Allo stesso modo, dopo l'audizione di Calogero il ruolo di Hyperion continua a essere avvolto da un alone di mistero che le assoluzioni dei tribunali non hanno completamento dissipato».
VILLETTA SUPER SCHERMATA. Come è stato raccontato dallo stesso Calogero in commissione, i servizi francesi rimasero molto colpiti dall'elevato livello tecnologico a tutela della privacy esistente a Rouen, nel Nord della Francia, in una villetta che era utilizzata frequentemente dal gruppo dirigente di Hyperion.
Sistemi di schermatura che erano, all'epoca, disposizione solamente di alcuni potenti servizi di sicurezza e non certo realizzabili da un gruppetto di giovani fuggiti precipitosamente dall'Italia alla vigilia degli Anni di piombo.

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