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CRONACA 3 Dicembre Dic 2015 2114 03 dicembre 2015

Crac Valleverde, arrestato il fondatore Arcangeli

L'ideatore dell'azienda di calzature è accusato di bancarotta fraudolenta.

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Armando Arcangeli.

È stato arrestato dai finanzieri del comando provinciale di Rimini Armando Arcangeli, l'ideatore di quel «camminare in una valle verde» che aveva avuto come testimonial anche star di Hollywood.
La fine della sua Valleverde spa (il cui marchio è stato rilevato da una società del tutto estranea ai fatti), l'azienda fondata a Coriano negli Anni 80, ha portato all'arresto di Arcangeli e di altre cinque persone, tutte ai domiciliari, e a sequestri preventivi per 19 milioni di euro tra San Marino, Rimini, Milano, Brescia e Mantova.
ACCUSA DI BANCAROTTA FRAUDOLENTA. I reati contestati sono quelli di bancarotta fraudolenta e tributari. L'operazione 'broken shoes' del nucleo di polizia tributaria del comando della Guardia di finanza di Rimini ha portato alla luce un piano ben organizzato, fatto di passaggi di soldi, mascherati per pagamenti di consulenze, di beni in quote societarie a San Marino, rami d'azienda spolpati e passati di mano, il tutto con il paravento di strumenti legali come il concordato fallimentare.
VERTICI AI DOMICILIARI. L'obiettivo era rilevare uno dei maggiori complessi industriali calzaturieri e spostarlo nel Nord-est per poi venderlo al miglior offerente. Ai domiciliari sono finiti Antonio Gentili, 48 anni di Novafeltria, direttore generale e poi liquidatore della Valleverde spa, Enrico Visconti, 50 anni di Desenzano del Garda, presidente del consiglio di amministrazione di Valleverde srl, Ernesto Bertola, 61 anni di Brescia, amministratore di fatto della Valleverde srl, David Beruffi, 58 anni di Casalmoro, procuratore, e Anna Maria Soncina, 51 anni di Desenzano del Garda, consulente ammnistrativo esterno. Ai domiciliari anche l'ex direttore generale della Valleverde Spa, un consulente finanziario e imprenditori bresciani.
NOVE PERSONE INDAGATE. Complessivamente sono nove gli indagati che secondo le Fiamme Gialle hanno prodotto un vero e proprio saccheggio dell'azienda. Per gli inquirenti Arcangeli si sarebbe appropriato di 9 milioni di euro, di cui 4.5 portati a San Marino. La complessa indagine Gdf inizia ben prima del fallimento della società Spes spa, che secondo i finanzieri, con la Valleverde Spa in liquidazione, viene creata per avere accesso al concordato liquidatorio. Grazie a un accordo avrebbe dovuto saldare i debiti della Valleverde Spa ed evitare il fallimento per 46 milioni. L'accordo per l'accesso al concordato era basato sul coinvolgimenti di una società di Brescia denominata Valleverde srl, la quale avrebbe affittato il ramo di azienda da Spes spa per racimolare risorse e pagare i creditori. In realtà, però come ha scoperto la Gdf la creazione delle società servivano solo ad appropriarsi delle risorse finanziarie e, quando il tribunale di Rimini nominò fallita la Spes spa nel 2013, i nodi vennero al pettine ed emersero i reati commessi dalla Valleverde srl con sede a Brescia durante la gestione concordataria. La struttura aziendale di Coriano al momento è di una società estranea ai fatti e non vi è alcuna società denominata Valleverde dichiarata fallita.

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