VIOLENZA 4 Dicembre Dic 2015 1000 04 dicembre 2015

Il Cairo, attacco con molotov in un night

Assalto a un night club: 18 morti. Forse la vendetta di due dipendenti licenziati. Foto.

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Una lite degenerata in strage, la rappresaglia di due giovani che hanno voluto vendicarsi del night club che gli aveva impedito l'ingresso. Almeno 18 persone sono morte al Cairo, nel corso di un attacco con bombe molotov nel locale di proprietà del sottosegretario al ministero della Cultura egiziano Essam Hamed Sous (guarda le foto).
Tra le 6 e le 7 del mattino del 4 dicembre, tre uomini mascherati hanno lanciato bottiglie incendiarie contro il locale che si trova nel quartiere di el Agouza .

  • Il video dei primi soccorsi fuori dal locale.

UCCISI SOPRATTUTTO I LAVORATORI. Secondo la sicurezza la maggioranza delle vittime sarebbero lavoratori del locale notturno. L'agenzia Mena ha riportato che «tre persone a bordo di una moto hanno lanciato le molotov che hanno causato un forte incendio nel locale, e poi si sono dati alla fuga».
Tra le vittime ci sono cinque donne, almeno tre i feriti. L'alto numero dei morti è dovuto al fatto che il locale non aveva altre via fuga oltre alla porta di ingresso dove sono esplose le molotov e ciò avrebbe impedito ai frequentatori del nightclub di poter scappare subito dopo l'assalto.
LOCALE COMPLETAMENTE DISTRUTTO. Il sito del quotidiano Alyoum7 ha pubblicato le prime foto dell'attacco e un video dove si vede il locale dall'esterno in fiamme e gli artificieri che cercano di spegnere l'incendio. Il locale sarebbe stato distrutto completamente.
Abbandonata la pista del terrorismo, si è continuato a lavorare su altre ipotesi. Il consigliere della procura Ahmed el Bakli ha precisato che il «proprietario del locale ha accusato due suoi ex dipendenti».
Secondo fonti della sicurezza egiziana, invece, all'origine dell'attacco ci sarebbe «un litigio tra i membri dello staff ed altre persone».
Le fonti, citate da al Ahram, sostengono che il «litigio sarebbe scoppiato tra i dipendenti del locale e due giovani clienti ai quali la security aveva vietato l'ingresso».

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