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SPIRITO ASPRO 5 Dicembre Dic 2015 0900 05 dicembre 2015

Povera Italia, dove i santi si inchinano ai boss

Ci preoccupiamo di presepi e islam, eppure accettiamo sacrilegi come quelli di Paternò.

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L'''inchino'', davanti alla casa di un noto esponente del clan Santapaola di Paternò, attualmente detenuto. A 'omaggiare' il boss sono stati due cerei mentre erano in processione per i festeggiamenti della Patrona Santa Barbara.

Vengono in frotta, a capo chino e fra canti devoti, a omaggiare una Sacra famiglia nel mirino delle autorità.
Ci sono ovviamente i pastori, ma anche tanti agricoltori, donnine con le pagnotte nel canestro, ma anche dipendenti comunali.
Però la prova che quello andato in scena a Paternò non è un presepe come un altro, ma molto più sacro, ai confini del misticismo, è che tra gli adoranti c'era anche una santa, Santa Barbara.
A BETLEMME NON SI È MAI VISTA. Che davanti alla capanna di Betlemme non si è mai vista, vuoi per anacronismo (secondo la leggenda fu martirizzata circa tre secoli dopo la nascita di Gesù), vuoi perché non è prudente mettere la patrona dei fulmini e degli esplosivi a poca distanza da un neonato e da greggi di pecore che potrebbero spaventarsi e disperdersi.
Per la sua funzione protettiva contro la morte improvvisa per fuoco, Santa Barbara era invece una presenza quanto mai indicata nel presepe vivente di Paternò, dove il figliolo davanti al quale ci si inchina, non solo sotto Natale, non è quello del Padreterno, ma di Salvatore Assinnata, un padrino altrettanto potente e altrettanto invisibile ai suoi fedeli, trovandosi attualmente in carcere per associazione mafiosa.
FORSE INGANNATA DA SANTAPAOLA. Non c'è nulla di strano, quindi, se la processione ufficialmente in onore di Santa Barbara, patrona del paese, si è trasformata in un venite adoremus in onore della famiglia di un pluripregiudicato, affiliato al clan Santapaola.
Santa Barbara, poveretta, si è difesa sostenendo di essere stata tratta in inganno dal nome: credeva di far visita a un'illustre collega, Santa Paola, appunto, ricca matrona romana del V secolo che morì, guarda un po', a Betlemme, dove aveva fondato due monasteri.
ORMAI HA LA SCHIENA A PEZZI. Ma in fondo che male c'è a inchinarsi davanti ai boss?
Se lo fa la Madonna può farlo anche una santa spuria espunta da più di un quarantennio dal calendario cattolico, anche se non dalla devozione popolare. Mica può inchinarsi solo la povera Maria di Nazaret.
A forza di far riverenze ai capicosca di mafia e 'ndrangheta in tutto il Sud, da Oppido Mamertina a Palermo, ormai ha la schiena a pezzi e deve farsi moltiplicare i Voltaren da suo figlio.
MA SALVINI SI BATTE PER ALTRO. Una cosa è certa: mentre Salvini si bulla da Defensor Fidei (per i seguaci del leader leghista: l'accento va sulla seconda «e» e sulla prima «i» e significa «difensore della fede») e batte le scuole della provincia milanese regalando presepi made in China e rampognando i presidi contrari all'insegnamento coatto di Tu scendi dalle stelle, l'Italia è l'unico Paese al mondo in cui sono le figure sacre della religione a inchinarsi pubblicamente davanti agli uomini.
E non a quelli che si sono distinti nelle buone opere, ma a chi si dedica a togliere di mezzo chi impedisce loro, direttamente o indirettamente, di riempirsi le tasche.
Accettare un simile sacrilegio mi sembra molto più grave che non imporre ai musulmani di andare alla messa di mezzanotte.
ENNESIMO SBERLONE AI SANTI. Gli estremisti protestanti nel Cinquecento distruggevano le immagini sacre così care ai cattolici per dimostrarne la vanità: fossero state veramente divine, Dio in persona sarebbe sceso dal cielo per punire gli iconoclasti.
Diciamo che la Trinità e i santi, se esistono, devono essersi convertiti da tempo al buddismo zen, visto che incassano con suprema indifferenza gli sberloni, come essere impiegati a mo' di coreografia osannante in onore di lestofanti con le mani sporche di sangue.
SANTANCHÈ, DICA QUALCOSA. E c'è di peggio. A novembre, nel quartiere palermitano della Guadagna, la Madonna in processione si è fermata davanti a casa di un boss che di cognome fa Profeta. Che sia Maometto? Onorevole Santanchè, lei che va sempre in tivù a sgridare chi flirta con l'islam, dica qualcosa almeno lei.

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