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MISTERO 9 Dicembre Dic 2015 1629 09 dicembre 2015

Bitcoin, chi è l'inventore della moneta virtuale

L'uomo che si nasconde dietro il nome di Satoshi Nakamoto sarebbe l'imprenditore australiano Craig Steven Wright. Perquisita la sua casa a Sydney.

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Craig Steven Wright, presunto inventore dei Bitcoin.

La sua identità, finora, è sempre rimasta misteriosa, ma la soluzione del giallo potrebbe arrivare dall'Australia.
Satoshi Nakamoto, alias ufficiale del creatore dei Bitcoin, sarebbe un professore e imprenditore australiano di nome Craig Steven Wright.
La polizia ha perquisito la sua casa e i suoi uffici a Sydney.
Ufficialmente lo ha fatto nell'ambito di un'indagine fiscale, e non a seguito delle «informazioni diffuse dai media sui Bitcoin». Ma la coincidenza con le rivelazioni della stampa appare piuttosto significativa.

LA COLLABORAZIONE CON DAVE KLEIMAN. Secondo Wired Us e Gizmodo, infatti, che citano email e altri documenti in loro possesso, Wright ha lavorato a partire dal 2008 allo sviluppo di una moneta virtuale assieme a Dave Kleiman, un informatico americano morto nel 2013.
In una delle mail pubblicate dai media statunitensi, la valuta viene chiamata provvisoriamente «Bit cash», oppure proprio «Bitcoin». Wired Us ha pochi dubbi: le informazioni ottenute dal magazine nelle ultime settimane vengono definite «le più forti evidenze sulla vera identità di Satoshi Nakamoto».

L'INCHIESTA GIORNALISTICA PARALLELA. La prima 'prova' a carico di Wright sarebbe arrivata a metà novembre, quando una fonte anonima vicina all'imprenditore australiano ha cominciato a passare alcuni documenti all'analista del deep web Gwern Branwen, che a sua volta li avrebbe fatti avere a Wired. Allo stesso tempo un presunto hacker, che afferma di aver violato l'account di Wright, ha fornito materiali sostanzialmente concordanti al blog di tecnologia Gizmodo. Quest'ultima fonte, tuttavia, non è stata ritenuta credibile da altre testate giornalistiche che aveva cercato di contattare, tra le quali anche il New York Times.
GLI INDIZI A CARICO DI WRIGHT. Nell'inchiesta giornalistica di Wired Us ci sono particolari interessanti anche sul presunto collaboratore di Wright, l’americano Kleiman. Un maestro dell’informatica finito sulla sedia a rotelle dopo un incidente. Rivolgendosi per iscritto ad alcuni colleghi di Kleiman dopo la sua morte, Wright avrebbe alluso al fatto che proprio l'informatico, morto in povertà nel 2013, sarebbe stato uno degli inventori dei Bitcoin.
UNA VALUTA PRIVA DI BANCA CENTRALE. Il sistema Bitcoin si basa su transazioni criptate completamente anonime, non viene gestito da alcuna banca e il valore dipende dalla fiducia dei suoi investitori. La moneta virtuale può essere trasferita attraverso il web a chiunque disponga di un indirizzo Bitcoin, salvata su un computer sotto forma di portafoglio o tenuta presso terze parti che svolgono funzioni simili a quelle di una banca. Caratteristiche che hanno messo i Bitcoin nel mirino delle autorità americane ed europee, che ne temono l'utilizzo illegale allo scopo di commettere truffe, riciclare denaro, acquistare droga e armi, finanziare il terrorismo internazionale.
I BITCOIN VALGONO OGGI CIRCA 300 DOLLARI. La criptovaluta, nel corso del 2014, ha attraversato uno dei periodi peggiori della sua esistenza. Come riporta StartupItalia!, i Bitcoin hanno raggiunto il valore massimo nel 2013, quando il loro prezzo era pari a 1.150 dollari. All'inizio del 2015 ne valevano circa 200, mentre a fine novembre 2015 il loro prezzo è risalito, attestandosi attorno ai 300 dollari.
POSSONO ESSERE SCAMBIATI SUL MERCATO VALUTARIO. I Bitcoin possono essere comprati attraverso alcune piattaforme online. La più grande per volume degli scambi è Btc China, seguita dalla giapponese Mt.Gox e dalla tedesca BitStamp. È possibile scambiarli sul mercato valutario tramite gli operatori finanziari che se ne occupano, e moltissimi broker che fanno trading online hanno anche i Bitcoin tra le valute del Forex soggette a scambio.
POSSIBILE MA DIFFICILE CONIARLI. La criptovaluta, però, può essere utilizzato anche in autonomia, attraverso un software che consente di 'coniarla'. Il processo è molto complesso, ma in estrema sintesi permette la creazione casuale di moneta tra i computer collegati alla rete Bitcoin. Gli utenti che si cimentano nell'impresa vengono chiamati miners. Sono signoli individui o gruppi di persone impegnati a 'estrarre' dal network la moneta digitale, sfruttando appositi software e un'enorme potenza di calcolo.

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