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TRAGEDIA 9 Dicembre Dic 2015 2200 09 dicembre 2015

Salva-banche, pensionato suicida a Civitavecchia

Era un risparmiatore di Banca Etruria. Aveva perso 100 mila euro.

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La sede della Banca popolare dell'Etruria e del Lazio.

Tragedia a Civitavecchia dove un pensionato, che aveva perso tutti i suoi risparmi nel fallimento della propria banca, si è suicidato. Le sue ultime parole, in cui chiamerebbe in causa il crac del proprio istituto di credito, le ha lasciate scritte su un bigliettino, ritrovato dalla moglie accanto al corpo senza vita del marito.
Lui, un 68enne di Civitavecchia che ha visto andare in fumo i risparmi di una vita, non ha retto e ha deciso di farla finita impiccandosi alla scala della sua villetta dopo aver scoperto di aver perso tutti i suoi risparmi nel fallimento della banca.
E pensare che il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan aveva annunciato «misure di tipo umanitario che vanno incontro alle necessità delle fasce più deboli di risparmiatori coinvolti» nel salvataggio di quattro banche.
MORTO IL 28 NOVEMBRE. Della tragedia, avvenuta il 28 novembre ma di cui solo il 9 dicembre si è avuta notizia da Etruria News, si sono interessate anche le associazioni di consumatori Adusbef e Federconsumatori che hanno espresso le condoglianze per la tragedia che ha colpito «un risparmiatore di Civitavecchia che si è suicidato dopo aver appreso di aver perso i risparmi di una vita investiti nella Banca Popolare dell'Etruria e Lazio, oggetto dell'esproprio criminale del risparmio anticipato del bail-in». Le associazioni hanno chiesto al procuratore capo di Civitavecchia di aprire un'indagine per verificare se il decreto sulla risoluzione delle quattro banche sia «compatibile con le norme penali e con la Costituzione».
AVEVA PERSO 100 MILA EURO. E, secondo quanto si apprende, la vicenda sarebbe ora passata proprio all'attenzione della procura di Civitavecchia. Nella serata si sono susseguite diverse ricostruzioni di media online locali, secondo le quali il pensionato avrebbe perso oltre 100 mila euro investiti in obbligazioni subordinate della banca con sede ad Arezzo. Secondo alcune ricostruzioni, il biglietto d'addio non sarebbe stato trovato di fianco al corpo, ma sarebbe una lettera scritta sul proprio computer per spiegare le ragioni del proprio gesto: ragione alla base del ritardo con cui è stata collegata la notizia del suicidio al dissesto delle quattro banche commissariate, attualmente in risoluzione.
PROTESTA DEGLI OBBLIGAZIONISTI. Proprio i titolari di obbligazioni subordinate di Banca Etruria si sono riuniti il 9 dicembre presso la Borsa merci di Arezzo: «Avete salvato le banche, avete inguaiato noi», lo sconsolato ritornello ripetuto da diverse persone, con un pensionato che ha sottolineato di aver perso i 20 mila euro che aveva messo da parte nella vita lavorativa.

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