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SCHEDA 9 Dicembre Dic 2015 1240 09 dicembre 2015

Yelenia Carrisi, un mistero lungo 22 anni

Test del Dna negativo. Non è lei la vittima del serial killer Keith Jesperson.

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Ylenia Carrisi in una foto col padre Al Bano.

Per Romina è la sopravvivenza di una speranza, per Al Bano la prosecuzione di una sofferenza lunga 22 anni. Il Dna della ragazza trovata morta il 15 settembre 1994 in Florida non è quello di Ylenia Carrisi.
La figlia di Albano e Romina non è quindi la Suzanne rimasta vittima del camionista serial killer Keith Hunter Jesperson, condannato a tre ergastoli per otto omicidi, tra i quali quello di una ragazza che aveva lo stesso nome che, secondo un'artista di strada che la frequentava a New Orleans, Ylenia aveva assunto durante il suo viaggio negli Usa.
PRESO IL DNA DI AL BANO. Il profilo genetico del corpo della ragazza uccisa nel 1994 è stato confrontato a quello di Al Bano e dei suoi figli, e non è stata riscontrata compatibilità.
Cade così una pista che era apparsa particolarmente promettente anche per la ricostruzione del volto della vittima che lo sceriffo della contea di Palm Beach ha fatto eseguire da un perito. Quella ragazza viaggiava con uno zaino in spalla, cercando di raggiungere in autostop la California o il Nevada. Ma non era Ylenia, sulla cui sorte continua a mancare una verità che, a dispetto della dichiarazione di morte presunta del tribunale di Brindisi, è ancora sepolto da oltre 20 anni di bugie.

1. L'ultima telefonata con Romina a capodanno

Era il 31 dicembre 1993 (il primo gennaio 1994 in Italia) quando Romina sentiva per l'ultima volta le voce della figlia Ylenia. Una telefonata, effettuata dal LeDale Hotel di New Orleans. Ylenia era arrivata in Lousiana da poco, bruciando il fratello Yari che era partito per l'Ecuador proprio per farle una sorpresa, ma una volta giunto a Guayaquil aveva scoperto che la sorella era già partita.
DICHIARATA MORTA NEL 2014. I contatti tra Ylenia e la sua famiglia si sono interrotti quel 31 dicembre 1993, lo stesso giorno che nel 2014 sarebbe stato fissato come quello della sua morte dal tribunale di Brindisi che ha accolto la richiesta di dichiarazione di morte apparente presentata da Al Bano.

2. Masakela il primo sospettato

L'ultima chiacchierata tra Ylenia e Romina fu tranquilla, a differenza di quella avvenuta il giorno prima con Al Bano. Il cantante litigò con la figlia non appena venne a sapere che questa si era diretta a New Orleans, la stessa città in cui, in un viaggio con tutta la famiglia, aveva conosciuto il trombettista Alexander Masakela, mai gradito ai genitori di Ylenia.
DIVIDEVA LA STANZA CON LEI. La ragazza era con lui anche prima di sparire, dividevano la stessa stanza del LeDale, e Masakela non denunciò mai la scomparsa della giovane, preferendo portare più di una ragazza in quella stessa stanza che aveva condiviso con Ylenia nei giorni immediatamente successivi.
Prima di lasciare l'albergo, Makesela provò a pagare con i traveler's cheque di Ylenia, gli stessi che la polizia gli trovò addosso, col passaporto della ragazza, quando lo rintracciò.
Il trombettista fu lasciato andare finché non fu denunciato per stupro da una ex. A quel punto la polizia aveva un pretesto per indagare ulteriormente sul suo coinvolgimento nella scomparsa di Ylenia Carrisi, ma non lo sfruttò appieno.
GLI OGGETTI DI YLENIA IN CASA DI UN'AMICA DI MAKESELA. In casa di un'amica di Makesela furono trovati altri oggetti della figlia di Al Bano e Romina, ma l'uomo fu interrogato solo sette giorni dopo esser finito sotto arresto. A quell'interrogatorio parteciò anche Al Bano, per nulla convinto dalla deposizione del musicista. Dopo 10 giorni di carcere Makesela fu rilasciato e sparì.
Nel 2013 Chi l'ha visto lo rintracciò: dal 2009 andava in giro con documenti falsi diversi da quelli usati all'epoca della scomparsa di Ylenia, un altro nome e un altro cognome.

3. E se si fosse buttata nel fiume?

Ma la pista privilegiata dalla polizia fu quasi subito quella del suicidio. A farla emergere fu la testimonianza di Albert Cordova, guardiano dell'acquario di New Orleans, che raccontò di aver visto Ylenia buttarsi in un punto del Mississippi pieno di alligatori.
NESSUN RESTO NEL MISSISSIPPI. Nessuna traccia della ragazza fu ritrovata, non il corpo o una sua parte, non una scarpa o un brandello dei suoi indumenti. E per quanto il fiume sia profondo e lungo, questa circostanza rende poco attendibile la testimonianza.
Al Bano è l'unico dei familiari della ragazza ad aver creduto alla teoria del suicidio. Yari, Romina, la nonna Linda Christian, la zia Taryn Power, lo zio Tyrone William IV. Alcuni credono che sia viva, altri che sia stata uccisa. Ma loro che la conoscevano non possono credere che si sia tolta la vita.

4. Una vita da senzatetto?

Un'altra ipotesi è che Ylenia se ne sia andata di sua spontanea volontà, facendo perdere le sue tracce per vivere una vita da clochard. A spingere in questa direzione sono soprattutto l'amore per il viaggio e l'avventura della ragazza, appassionata di Jack Kerouac e della filosofia della sua opera On the road.
STAVA SCRIVENDO UN LIBRO SU LORO. Al tempo della sua scomparsa, inoltre, stava scrivendo un libro sui senzatetto, e il suo impegno in questo senso fu confermato anche da uno di questi, che raccontò come la ragazza si stesse impegnando per diventare una di loro.
Rimane comunque difficile credere che Ylenia potesse fare questa scelta di vita estrema senza metterne al corrente i familiari, causando loro una gran pena. Se infatti i rapporti con il padre erano difficili, quelli con la madre e i fratelli erano eccellenti.

5. Il testimone che disse: «Nel 1996 era ancora viva»

Tra le persone che nel corso degli anni hanno fornito nuovi elementi sul caso, ci sono quelle delle ex e dei conoscenti di Masakela, che dipingono tutte il ritratto di un uomo violento e misogino. Poi ce n'è un'altra di tipo diverso, quella di Marc Back, un ragazzo che non ha mai voluto essere intervistato e non è mai stato interrogato, ma che si offrì di aiutare la famiglia di Ylenia dicendo di averla conosciuta al LeDale e giurò di averla rivista tempo dopo il gennaio 1994. Secondo Back, Ylenia era ancora viva nel 1996.

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