Claude Hermant 151215183644
TERRORISMO 15 Dicembre Dic 2015 1637 15 dicembre 2015

Francia, i legami tra jihadisti ed estrema destra

Due arresti per gli attacchi di gennaio. Moro a Lettera43.it: «Affari diffusi tra i criminali».

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Claude Hermant.

C'è pure la mano dell'estrema destra dietro le stragi che hanno sconvolto Parigi tra l'assalto di gennaio al gionale satirico Charlie Hebdo e i tragici attentati del 13 novembre?
È quello che si chiedono gli inquirenti francesi, al lavoro per valutare il coinvolgimento di Claude Hermant, figura storica dell'ultradestra ed ex esponente del servizio d'ordine del Front National di Marine Le Pen, nell'organizzazione della mattanza al settimanale transalpino.
ARMI A COULIBALY. Hermant e la compagna sono stati fermati nel Nord della Francia nell'ambito delle indagini sugli attentati dello scorso gennaio. Entrambi sono sospettati di aver fornito armi ad Amedy Coulibaly, il terrorista responsabile dell'attacco al market kosher di Porte de Vincennes e dell'omicidio di una poliziotta a Montrouge.
Le armi utilizzate da Coulibaly, un kalashnikov e di due pistole semiautomatiche, con le quali l’uomo avrebbe ucciso quattro persone, sarebbero «transitate» per una società gestita dalla donna.
UN PASSATO DA INFILTRATO. Hermant, 52 aanni, era finito fin da subito nel mirino degli investigatori, che lo avevano prima arrestato e poi rilasciato. Anche perché l'uomo si era detto autore di un traffico monitorato dalle autorità per incastrare i criminali e gli investigatori si erano visti apporre il segreto di Stato quando avevano voluto approfondire le indagini. Ora la procura di Lille sembra essere tornata alla carica, forte di elementi probatori più solidi.
MERCENARIO IN AFRICA. La sua vita sembra presa da un romanzo. Figlio di un minatore iscritto al Partito comunista, dopo aver lasciato i paracadutisti, dov'era diventato sergente, nel 1982, si è arruolato come volontario nelle legioni croate durante la guerra nell’ex Jugoslavia. A fine Anni 90, dopo aver militato nel Fn (da cui oggi ha preso le distanze), è partito per la Repubblica del Congo (a Brazzaville finirà in carcere) e poi in Angola, mercenario e (forse) anche spia per i francesi. È stato perfino pugile di un buon livello. Politicamente rifiuta l’etichetta dell’estrema destra, preferisce quella di «anarchico di destra». Fra il 2008 e il 2012 ha gestito la Casa del popolo fiammingo, a Lambersart, vicino a Lilla, dove si ritrovavano giovani skinheads, accomunati da un mix di odio del sistema, xenofobia e rivendicazioni regionalistiche fiamminghe. Al momento di essere arrestato lavorava occasionalmente in una friggitoria, proprietà della compagna.

Connessione possibile tra estremismo e jihadisti

Amedy Coulibaly e Hayat Boumeddiene.

Ma davvero l'estrema destra potrebbe avere connesssioni con la rete jihadista che terrorizza l'Europa?
Per Daniele Moro, ricercatore sul terrorismo islamico alla Johns Hopkins University, l'ipotesi appare plausibile.
«FORTE ANTISEMITISMO». «Storicamente l'estremismo francese, proprio come quello italiano ai tempi di Msi e Ordine nuovo, si divide tra filo-israeliani e filo-palestinesi». Con la Francia, tuttavia, che a differenza dell'Italia è da sempre chiamata a fare in conti con un «antisemitismo strisciante particolarmente violento».
Sulla base di queste presupposti, è legittimo pensare che soggetti come Hermant, già mercenario e habitué del traffico di armi, siano attratti dall'opportunità di fare affari con organizzazioni terroristiche, pur non conoscendo nel dettaglio le loro finalità.
ARMI ANCHE SOLO NOLEGGIATE. «Le organizzazioni criminali non si fanno certo scrupoli nell'avere a che fare con Isis e affini». E il più delle volte le armi finiscono con l'essere anche soltanto noleggiate. Nulla porta a escludere, dunque, un collegamento, ma il ruolo di Hermant, in passato infiltrato per conto della polizia, potrebbe pure spingere a pensare a una «polpetta avvelenata». «Io non credo», è il ragionamento di Moro entrando nello specifico, «che commandi altamente organizzati come quelli entrati in azione a Parigi abbiano bisogno dell'aiuto di soggetti del genere».
LA POLIZIA: «ESISTE UNA POROSITÀ». Fonti di polizia, citate dal quotidiano La Voix du Nord, mantengono la cautela, spiegando come «in questo genere di traffici ci sono sempre uno o due intermediari. Hermant non era per forza a conoscenza del destinatario finale di quelle armi. Ma forse esiste una porosità tra il mondo dell’integralismo islamico e il banditismo. Lo stiamo verificando».

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