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GIUSTIZIA 17 Dicembre Dic 2015 2148 17 dicembre 2015

Mazara del Vallo, indagato il vescovo Mogavero

Domenico Mogavero, ex sottosegretario della Cei, è accusato di essersi appropriato di 180 mila euro dai conti della Diocesi.

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Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo.

A Mazara del Vallo, la città delle cento chiese, è indagato il vescovo Domenico Mogavero.
La procura di Marsala gli ha notificato un avviso di garanzia per appropriazione indebita.
Assieme all'ex sottosegretario della Conferenza episcopale italiana è indagato anche don Franco Caruso, ex economo della Diocesi mazarese, il cui incarico non è stato più rinnovato da Mogavero nel 2014, dopo la scoperta dei notevoli debiti accumulati dalla Curia negli ultimi anni.
La vicenda era stata anticipata dal settimanale Panorama, e adesso sembra tingersi di una luce nuova.
Don Franco Caruso, oggi parroco a Santa Ninfa, in provincia di Trapani, è accusato anche di malversazione.
L'ACCUSA: DENARO DELLA DIOCESI SU CONTI PERSONALI. Secondo la procura di Marsala il vescovo Mogavero si sarebbe appropriato di circa 180 mila euro, accreditando il denaro sul proprio conto corrente e attraverso assegni staccati in suo favore dai conti intestati alla Diocesi di Mazara.
Don Franco Caruso, invece, è accusato di essersi appropriato di oltre 120 mila euro prelevati in contanti e attraverso l'emissione di assegni afferenti ai conti correnti della Diocesi.
SOLDI SOTTRATTI ALLE OPERE CARITATEVOLI. L'accusa di malversazione viene contestata solo all’ex economo della Curia. Sfruttando la sua delega a operare sui conti correnti della Diocesi e avendo la disponibilità delle somme erogate dalla Cei, invece di destinare il denaro a interventi caritatevoli, avrebbe speso oltre 250 mila euro per altre finalità. Una parte del denaro sarebbe finita a don Vito Caradonna, prete di Marsala sospeso a divinis dopo una condanna per tentata violenza sessuale su un uomo e attualmente sotto processo, a Marsala, per circonvenzione di incapace.
L’indagine, coordinata dal procuratore Alberto Di Pisa, è stata svolta dai militari della Guardia di finanza.

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