Xylella Ricetta Tradizionale 150626164225
GIUSTIZIA 18 Dicembre Dic 2015 2208 18 dicembre 2015

Xylella, sequestrati gli ulivi da abbattere

La procura di Lecce mette sotto inchiesta il commissario straordinario Silletti e altre nove persone.

  • ...

In provincia di Lecce il terreno interessato dall’emergenza Xylella è pari a 61.440 ettari.

Un terremoto giudiziario si rivela salvifico per le piante di ulivo del Salento destinate a essere abbattute per contrastare la diffusione della Xylella. Tutti gli alberi interessati dal programma sono stati sottoposti a sequestro preventivo d'urgenza da parte della procura di Lecce, che ha messo sotto inchiesta dieci persone, tra cui anche il commissario straordinario Giuseppe Silletti, comandante regionale del Corpo Forestale dello Stato.
Dalle indagini emerge che il suo piano di intervento avrebbe dovuto essere sottoposto a Valutazione ambientale strategica (Vas).
EMILIANO: «UNA LIBERAZIONE». Per il governatore della Puglia, Michele Emiliano, la notizia del sequestro è «arrivata come una liberazione: finalmente avremo a disposizione dati tecnici ed investigativi per discutere con l'Unione europea della strategia finora attuata per contrastare la Xylella, fondata essenzialmente sull'eradicazione di massa di alberi malati e sani».
TUTTI I REATI IPOTIZZATI. Il provvedimento di sequestro, firmato dal procuratore della Repubblica di Lecce Cataldo Motta e dai pm Elsa Valeria Mignone e Roberta Licci, è stato eseguito dagli stessi agenti del Corpo Forestale cui appartiene Silletti.
I reati ipotizzati, a vario titolo, sono: diffusione di una malattia delle piante, violazione dolosa delle disposizioni in materia ambientale, falso materiale commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici, falso ideologico, getto pericoloso di cose, distruzione o deturpamento di bellezze naturali, commessi nella provincia di Lecce e in zone limitrofe dal 2010 ad oggi.
INDAGATI ANCHE DOCENTI E RICERCATORI. Sono indagati anche alcuni funzionari regionali e dell'Osservatorio fitosanitario, docenti universitari, ricercatori dell'Istituto agronomico mediterraneo (Iam) di Valenzano e di istituti collegati al Cnr. Le indagini hanno preso avvio dagli esposti di ambientalisti e produttori di olio. Sarebbe così emerso che la presenza del batterio era già stata riscontrata nel 2006 e accertata nel 2008.
I PM: PERICOLI PER LA SALUTE DAI PESTICIDI. I magistrati, inoltre, ritengono insufficienti le prove dell'efficacia delle eradicazioni: i fenomeni di essiccamento delle piante, al contrario, sarebbero addirittura aumentati nonostante gli abbattimenti.
A causa dell'uso massiccio di pesticidi, alcuni dei quali vietati e autorizzati in via straordinaria, si sarebbe invece prodotto un concreto pericolo per la salute pubblica.
Al vaglio dei pm c'è infine l'attività scientifica svolta dall'università di Bari, dallo Iam di Valenzano e dal Centro di ricerca e sperimentazione in agricoltura Basile Caramia di Locorotondo. Secondo i magistrati, sono loro i «protagonisti assoluti e incontrastati nella storia Xylella».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso