Natale: assessore, ripristinare concerto
LA MODA CHE CAMBIA 20 Dicembre Dic 2015 1930 20 dicembre 2015

Se non arrivate stremati a Natale siete out

Niente ansie né disturbi intestinali per il troppo cibo? Sappiate che non siete nessuno.

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A Natale mancano solo cinque giorni, quattro se state leggendo queste righe il lunedì mattina.
Se siete riposati, mediamente sereni, privi di occhiaie, di mal di testa, di disturbi intestinali, di ansia, sappiate che non siete nessuno.
All'appuntamento col Natale, chi conta qualcosa giunge infatti sfinito, esausto, anzi 'stremato', che è l'aggettivo a' la page del momento e tale resterà fino al 7 gennaio 2016, quando ancora una volta i bellissimi, i desideratissimi, gli ambitissimi rientreranno stabilmente in ufficio (la settimana fra il 2 e il 6 è la pausa veramente attesa da chi ha bisogno di concentrarsi in ufficio senza seccature: un limbo benedetto per la creatività) e 'non potranno farcela' ad affrontare il nuovo anno.
NATALE? UN LAVORO VERO E PROPRIO. Già e subito stremati dal troppo successo mondano, soprattutto l'amica che, non lavorando anzi fingendo di farlo, vi annuncia solenne come ormai «Natale sia un lavoro vero e proprio».
Per tutto il periodo pre-natalizio, gli adoratissimi hanno accumulato una media di due colazioni, tre aperitivi augurali e due cene al giorno, come vi raccontano con tono annoiato e allarmato al tempo stesso, quando li cercate per un saluto telefonico: non possono, davvero non riescono a 'venirne fuori'.
CENE DA RACCONTARE. Da che cosa vogliano uscire non si sa, visto che fanno di tutto per entrarvi e per farvelo sapere. Tutti li vogliono, tutti insistono per averli. Anzi, nessuno si siede nemmeno a tavola fino a quando sono arrivati: non c'è stilista che non si affligga per la loro assenza, banchiere che non si adombri del loro ritardo, attore che non si domandi affranto quando e come si paleseranno.
Per non dire delle cene, oh le cene: così speciali, così uniche che non potete non esserne resi edotti anche voi: menu di solo cioccolato, dall'antipasto al dolce; patè di sola selvaggina, 'grassissimi, ma come rifiutarsi', e poi vini e champagne e ammazzacaffé alle mille erbe, ma che dico mille, diecimila.
UN GUARDAROBA CHE NON BASTA MAI. Vi aspettano per un caffè? Loro ne hanno dovuti saltare tre, e solo oggi. Il ricevimento in lungo? Dovranno telefonare a qualche amico stilista per farsi prestare un nuovo abito ed evitare il rischio di essere fotografati con la stessa mise per due sere di seguito; il loro guardaroba, ancorché immenso 'come quello di tutti, del resto', affermano bonari, non basta mai.
Non ci sono attacchi terroristici, crisi economiche, decreti salvabanche o riprese (peraltro non ancora effettive, solo annunciate) sbarchi di derelitti che tengano: per loro, anche quest'anno, il 'Natale senza regali non é Natale', come diceva Jo nell'incipit di Piccole Donne. E il regalo più grosso di tutti, naturalmente, sono loro stessi.

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