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DISEGUAGLIANZE 21 Dicembre Dic 2015 1721 21 dicembre 2015

Bolzano, i vantaggi della provincia autonoma

Tasse trattenute. Spesa sanitaria senza controllo. Borse di studio per i nativi e indennità per i politici. I privilegi della provincia, prima per qualità della vita.

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Sul gradino più alto del podio c'è di nuovo lei, Bolzano.
Nell'ormai celebre classifica del Sole 24 Ore sulla qualità della vita nelle province italiane, la città altoatesina ha ottenuto il massimo riconoscimento per la quinta volta in 26 anni. Medaglia d'oro anche nel 2012, nel 2010, nel 2001 e nel 1995. Spesso accompagnata dalla gemella Trento, che nel 2015 è arrivata terza, scavalcata dal sorprendente argento di Milano.
Le tradizionali prime della classe, però, non giocano ad armi pari con le altre contendenti.
In virtù del loro status di province autonome, infatti, godono di notevoli privilegi. Ecco quali.

Fisco: il 90% delle tasse rimane in casa

L'autonomia di cui godono Trento e Bolzano risale al 1961 e consente alle due province a statuto speciale di trattenere in casa il 90% delle tasse.
Come documentato dal settimanale L'Espresso, la provincia di Trento incamera tasse per 4,6 miliardi, 3,5 dei quali le vengono restituiti dallo Stato.
Lo stesso vale per Bolzano, dove le entrate tributarie superano i 4,2 miliardi, 3,6 dei quali restano in Südtirol (dati relativi all'anno 2013).

Spesa sanitaria: nessun controllo da parte dello Stato

La spesa sanitaria delle province autonome di Trento e Bolzano, come quella di Sardegna, Friuli-Venezia Giulia e Valle D'Aosta, non viene monitorata dallo Stato centrale.
La ragione, ha spiegato Sergio Rizzo sul Corriere della Sera, è che nelle due province a statuto speciale la sanità è finanziata esclusivamente dal bilancio regionale.
Il risultato, tuttavia, è che le amministrazioni pubbliche di tali realtà territoriali «possono chiudere ogni anno i conti della sanità con disavanzi monstre, perfettamente indisturbate. E questo significa poter garantire ai propri cittadini servizi migliori rispetto ai comuni mortali residenti nelle Regioni ordinarie».

Istruzione superiore: borse garantite fino a 5 mila euro

Dalla sanità all'istruzione, la disparità di trattamento continua.
Come sottolineato da Panorama, allo studente nato in Trentino Alto-Adige che decida di iscriversi in un'università situata al di fuori dei confini della Regione, le province autonome di Trento e Bolzano «garantiscono una borsa fino a 5 mila euro. Quando poi il ragazzo torna e decide di avviare un’impresa, trova il Bengodi: godrà di contributi a fondo perduto che possono arrivare fino al 40% della spesa sostenuta e di mutui fino a 30 mila euro», precisa il settimanale.

La classe politica più logeva e più ricca d'Italia

I privilegi di Trento e Bolzano affondano le loro radici in una vicenda internazionale, l’accordo De Gasperi-Gruber. Successivamente, però, sono stati alimentati da una sorta di rendita politica di posizione, incassata dai parlamentari della Südtiroler Volkspartei durante le frequenti crisi di governo della Prima e della Seconda Repubblica, quando un pugno di voti è stato sufficiente a mantenere in vita maggioranze risicate al parlamento di Roma.
Non sorprende, quindi, che in Trentino Alto-Adige viva la classe politica più longeva d’Italia.
In Alto Adige, in particolare, dal Dopoguerra in poi la Südtiroler Volkspartei non ha mai perso una competizione elettorale. Mentre in Trentino gli autonomisti hanno mantenuto il potere in virtù di un accordo con il defunto polo di centrosinistra.
I consiglieri provinciali, a Trento, guadagnano secondo L'Espresso 5.900 euro mensili. Si tratta di «cifre nette, cui si aggiungono rimborsi per le spese di viaggio di 0,33 centesimi al chilometro, che incidono sul bilancio per oltre 2 milioni di euro». Gli stessi stipendi vengono pagati in Alto Adige, dove Arno Kompatscher, presidente della provincia autonoma, ha conservato «una super indennità di 12 mila euro netti al mese» e guadagna «più del presidente degli Stati Uniti d’America».

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