Mattarella, per pace serve dialogo
QUIRINALE 23 Dicembre Dic 2015 1915 23 dicembre 2015

Mattarella concede la grazia agli agenti della Cia

Clemenza per gli 007 Usa Medero e Seldon Lady. Condannati per il caso Abu Omar.

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Un segnale agli Stati Uniti, un modo forse per ammorbidire l'amministrazione americana e convincerla a mediare con New Delhi sulla vicenda dei marò Latorre e Girone. Il 23 dicembre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato tre decreti di concessione di grazia a Massimo Romani, Betnie Medero e Robert Seldon Lady. Un cittadino italiano arrestato in Thailandia e incarcerato per detenzione di sostanze stupefacenti e due ex agenti della Cia condannati in concorso tra loro e con altre 24 persone per il sequestro di persona dell'imam egiziano Abu Omar, sospettato di terrorismo, rapito a Milano nel 2003 e torturato, con il coinvolgimento delle più alte cariche dei servizi segreti italiani e americani.
SEQUESTRATORI DI ABU OMAR. Medero, seconda segretaria all'ambasciata degli Stati Uniti a Roma, era stata condannata a tre anni di reclusione e all'interdizione perpetua dei pubblici uffici: la sua era la condanna più lieve. Seldon Lady, ex capo della Cia di Milano, doveva scontare nove anni di reclusione, la pena più alta: gli è stata concessa la grazia parziale di due anni, parificandola a quella del suo capo, numero uno della Cia a Roma Jeff Castelli, secondo la versione dello stesso Seldon «l'organizzatore del sequestro». Ma sommando i tre anni cancellati dall'indulto, per il cittadino americano rischia di decadere anche la richiesta di estradizione.
SEGNALE AD OBAMA. La decisione di Mattarella, spiega sempre la stessa nota, tiene conto del parere favorevole del Ministro della Giustizia a conclusione della prevista istruttoria. Nella valutazione delle domande di grazia, il Capo dello Stato ha in primo luogo considerato la circostanza che gli Stati Uniti hanno, sin dalla prima elezione del Presidente Obama, interrotto la pratica delle extraordinary renditions, giudicata dall'Italia e dalla Unione Europea non compatibile con i principi fondamentali di uno Stato di diritto. La stessa motivazione usata nel 2013 da Giorgio Napolitano per concedere la grazia al militare Nato Joseph Romano, responsabile statunitense della sicurezza della base di Aviano dove è sostato l'aereo che ha trasportato Abu Omar in Germania. Ma la scelta del Quirinale si inserisce in un intricato intreccio giudiziario e diplomatico.

Seldon accusa l'Italia mentre dobbiamo difenderci a Strasburgo

Robert Seldon Lady (a sinistra), ricercato per rapimento dal tribunale di Milano, in una foto segnaletica.

Per il sequestro di Abu Omar, 26 agenti della Cia erano stati condannati dalla Corte di cassazione italiana nel settembre del 2012. Nonostante le pressioni esercitate dagli Usa sul governo italiano per bloccare l'inchiesta, secondo quanto risulta dai cablogrammi pubblicati da Wikileaks. La corte di appello di Milano inoltre - sempre su indicazione della Corte di Cassazione - aveva condannato il numero uno del Sismi Niccolò Pollari e il numero due Marco Mancini, rispettivamente a 9 e 10 anni di reclusione e altri tre 007 italiani a 6 anni. Lo Stato italiano ha fatto ricorso alla Corte costituzionale appellandosi al segreto di Stato. E nel gennaio del 2014 la Consulta ha dato ragione ai vertici della Repubblica, costringendo la Cassazione ad annullare le sentenze. Restavano però le condanne agli americani. A febbraio 2013, secondo il Fatto Quotidiano, Obama avrebbe chiesto al capo dello Stato Giorgio Napolitano in visita negli Usa di intercedere per gli agenti Cia. In aprile Romano aveva ricevuto la grazia.
SELDON RICERCATO DALLA GIUSTIZIA. Con Seldon la vicenda era ben più complessa. Il capo della Cia a Milano infatti era per il nostro Paese latitante. Grazie all'indulto gli erano stati cancellati tre anni di pena su sette. Ma il ministro della Giustizia del governo Monti Paola Severino aveva deciso di spiccare il mandato di arresto internazionale e la richiesta di estradizione per i condannati ad almeno quattro anni di reclusione.
In ogni caso lo 007 americano era talmente convinto della sua impunità da lasciare gli Usa e recarsi a Panama. Lì, nel luglio del 2013, è stato fermato per non aver pagato la tassa di soggiorno e poi arrestato su richiesta dell'Italia, salvo poi tornarsene tranquillo negli Stati Uniti. La documentazione inviata dal nostro governo, spiegarono allora le autorità panamensi, era insufficiente.
LA RICHIESTA CHE CI HA INGUAIATO. A settembre dello stesso anno l'ex agente Cia inviò sempre a Napolitano una richiesta di grazia (qui il documento completo) in cui ricordava che «milioni di dollari» erano garantiti dagli Usa all'Italia proprio per contrastare al Qaeda e che lui fu «in grado di aiutare l'utilizzazione». L'attività anti terrorismo, proseguiva in riferimento al caso Abu Omar, era «agli ordini dei funzionari Usa», ma «in collaborazione con alti membri del governo italiano». La ricostruzione di Seldon Lady, sostenuta da sempre dagli agenti Cia, mette nei guai il nostro Paese sul quale pende un'accusa di fronte alla Corte dei diritti umani di Strasburgo per il rapimento dell'imam egiziano. Il 23 giugno 2015 il rappresentante dell'esecutivo italiano ha dichiarato di fronte ai giudici di Strasburgo che «Abu Omar è stato rapito esclusivamente dalla Cia, non è mai stato nelle mani delle autorità italiane».

Da Napolitano a Seldon, quel continuo riferimento ai marò

In questo opaca vicenda spicca poi un ulteriore risvolto. Quando Napolitano concesse la grazia a Joseph Romano fonti del Quirinale spiegarono che il presidente della Repubblica si era ispirato «allo stesso principio che si cerca di far valere per i nostri due marò in India». E il riferimento ai fucilieri italiani, in libertà provvisoria con l'accusa di aver ucciso due pescatori al largo delle coste del Kerala, torna anche nella richiesta di grazia di Seldon Lady. L'ex agente dell'intelligence di Washington precisava infatti nella sua domanda di volere il «rimedio» che l'Italia «sta sollecitando nel deplorevole caso dei fucilieri di Marina», Latorre e Girone.
PRESSING DI RENZI SU OBAMA. Oggi in ambienti parlamentari si spiega che la scelta del capo dello Stato di concedere la grazia a Seldon Lady e Medero ha un valore 'simbolico' di riconoscimento del nuovo corso della politica americana (dopo otto anni dall'insediamento di Obama). E si precisa anche che la decisione non ha alcun effetto pratico in quanto i due cittadini americani non sono detenuti in Italia. Vale però la pena di ricordare che proprio in questi giorni Il Corriere della Sera ha dato notizia della richiesta di Matteo Renzi all'amministrazione americana perché gli Usa facciano pressione su New Delhi perché liberi i due fucilieri in attesa dell'arbitrato internazionale.

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