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SICUREZZA 23 Dicembre Dic 2015 1053 23 dicembre 2015

Terrorismo, fermata ricercatrice libica a Palermo

Era in contatto con foreign fighter e faceva propaganda jihadista sul web.

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Un'auto della polizia.

Una ricercatrice universitaria libica è stata arrestata a Palermo per istigazione a commettere reati di terrorismo.
La polizia, su ordine della procura, ha fermato la donna di 45 anni che era in contatto con diversi foreign fighter e faceva propaganda per al Qaeda sul web.
Il gip di Palermo non ha però convalidato il fermo, rigettando la richiesta di misura cautelare sollecitata dalla procura: la donna, Khadiga Shabbi, è stata scarcerata e ha solo l'obbligo di dimora, senza alcun divieto di comunicazione con l'esterno (compreso l'uso di internet). Per il gip non sussisterebbe il pericolo di fuga.
MESSAGGI E VIDEO SU FACEBOOK. La ricercatrice rilanciava sul suo profilo Facebook i messaggi e i video delle milizie islamiche collegate all’Isis che in Libia sono in guerra con il governo riconosciuto dalla comunità internazionale.
Secondo l’accusa, farebbe parte dell’organizzazione terroristica 'Ansar al Sharia Lybia' come «soggetto a disposizione». La donna è risultata in contatto con altri simpatizzanti della causa jihadista in Belgio e in Gran Bretagna.
VIVE A PALERMO DA TRE ANNI. Khadiga Shabbi vive a Palermo da tre anni, è ricercatrice in Economia e riceve un assegno di 2 mila euro al mese dall'ambasciata libica. Sarebbe anche imparentata con esponenti di una organizzazione terroristica coinvolta nell'attentato all'ambasciata americana in Libia nel 2012.
AVEVA CERCATO DI FAR ARRIVARE IL CUGINO. Dalle intercettazioni della polizia è emerso che la donna aveva anche cercato di far arrivare a Palermo un cugino, anche lui impegnato nelle milizie islamiche: lo aveva iscritto a un corso di italiano per stranieri, così da fargli ottenere un permesso di soggiorno, ma il cugino è morto durante un bombardamento su Bengasi.

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