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DATI 24 Dicembre Dic 2015 1010 24 dicembre 2015

Migranti, il dramma dei bambini

Quest'anno ben 700 minori sono morti mentre cercavano di raggiungere l'Europa.

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La bandiera Ue con le croci dei morti nel Mar Mediterraneo mostrata alla manifestazione di Amnesty international a Bruxelles.

Il 29 agosto dopo l'ennesimo naufragio di migranti nel Mar Mediterraneo che non aveva, come sempre, risparmiato i più piccoli, furono dure le parole di Save the Children: «Dovremmo vergognarci di vedere bambini che muoiono sulla soglia di casa nostra».
Eppure da allora la vergogna non è servita a fermare le stragi sulle coste dell'Europa. Qualche lacrima in più è stata versata davanti alle immagini di Aylan, 3 anni, trovato senza vita il 3 settembre su una spiaggia in Turchia mentre con la famiglia e un altro fratellino (Galip, 5 anni, anche lui morto), fuggivano dalla guerra in Siria.
Quella foto ha fatto il giro del mondo per poi essere riposta nel dimenticatoio.
NEL 2015 SONO MORTI 700 BIMBI . L'ultima tragedia si è consumata alla vigilia di Natale: 8 migranti, tra cui sei bambini, sono affogati nel naufragio di una barca al largo di Izmir, nell'Egeo.
Nella notte tra il 22 e il 23 dicembre, invece, al largo della Turchia, avevano perso la vita in 11, tra cui 5 bambini. Tutti annegati nei pressi dell'isola di Samos.
Così a pochi giorni dalla nascita di Gesù bambino, paradossalmente, ci si ritrova a contare il tasso di mortalità dei bambini.
Quelli che riescono a scappare dalla guerra e dalla fame, ma non dall'indifferenza di chi dovrebbe aiutarli, accoglierli, e che li costringe a fare viaggi della morte a bordo di carrette del mare, solo per provare a sopravvivere.
Secondo gli ultimi dati della Fondazione Migrantes pubblicati a dicembre sarebbero oltre 700 i piccoli morti in mare dall'inizio dell'anno.

Le responsabilità dell'Europa

Bambini siriani rifugiati al confine con la Giordania.

Dati confermati anche da Unicef Italia, secondo la quale da gennaio più di 215 mila minorenni (secondo le stime di Save the Children sono ben 256.404) hanno cercato asilo nell'Unione europea e circa 700 sono morti attraversando il Mediterraneo.
DAL 2014, 30 MILIONI DI PICCOLI RIFUGIATI. «Dall'inizio del 2014 circa 30 milioni di bambini hanno lasciato le proprie case a causa di guerre, violenza e persecuzioni. Più di 2 milioni di bambini siriani hanno trovato riparo in Egitto, Iraq, Giordania, Libano e Turchia», ha raccontato il presidente di Unicef Italia, Giacomo Guerrera.
Molti però quel rifugio non lo riescono a raggiungere.
Come i sei bambini afghani annegati l'8 dicembre mentre tentavano di raggiungere l'isola greca di Chio; i 5 piccoli morti la notte del 9 dicembre nel naufragio al largo di un'isola greca nell'Egeo, Farmakonisi. E ancora i 10 bambini provenienti da Iraq, Siria e Pakistan che il 19 dicembre sono morti dopo che l'imbarcazione in legno che li trasportava si è rovesciata a Bodrum Bay, circa 3,5 km dalla costa sud-occidentale della Turchia. Vite spezzate che si trasformano subito in numeri per statistiche.
NEL MAR EGEO: 185 PICCOLE ANIME. In tutto sono 185 i bambini morti nei naufragi dei barconi di migranti nel Mar Egeo, tra Grecia a Turchia, nel 2015, «circa il 30% dei 590 decessi di quest'anno», ha confermato la portavoce dell'Unicef, Sarah Crowe, all'agenzia turca Anadolu.
«Nonostante l'aiuto di molti Paesi, l'Europa sta facendo troppo poco per proteggere e aiutare i più vulnerabili e fermare i naufragi di intere famiglie poco lontani dalle nostre coste. Questo è un test per il nostro modello di Europa», ha denunciato ancora una volta Raffaela Milano di Save the Children.
UN ALTRO INFERNO. Purtroppo spesso quelli che arrivano sulle coste europee devono affrontare un altro inferno: sfruttamento sessuale e lavoro minorile.
«Alcune strutture di accoglienza, in particolare alle frontiere, non sono in grado di provvedere adeguatamente ai bisogni primari come il cibo, l'acqua e l'assistenza sanitaria», ha ricordato Milano, «soprattutto per i bambini che sono i più vulnerabili e a rischio di sfruttamento, violenza e tratta».

In meno di un mese sono arrivati in Italia 1.880 minori

Il trasbordo dei migranti è stato reso difficile dalle cattive condizioni del mare.

Per sottrarli da abusi e maltrattamenti Save the Children ha aperto il primo Spazio a Misura di Bambino anche in Germania, presso l'aeroporto di Tempelhof a Berlino, che sta ospitando più di 2 mila rifugiati, il 40% dei quali sono bambini.
INVISIBILI E ABUSATI. Attraverso il lavoro di 5 noti illustratori (George Butler, Falklands War Artist Linda Kitson, David Foldvari e Toby Morison), l'organizzazione ha raccontato i pericolosi viaggi intrapresi dalle migliaia di piccoli profughi.
Ma nonostante questo, i minori restano “invisibili” ai più. «E rischiano di finire nelle mani della criminalità organizzata», ha denunciato anche l'associazione Amici dei bambini, che ha attivato Il progetto Bambini in Alto Mare.
Solo per fare un esempio, secondo Save the Children, tra il primo e il 24 giugno 2015 sono giunti in Italia più di 18.100 migranti, di cui circa 1.880 minori. Il 68% (1.000) dei quali non accompagnati.
In totale, secondo i ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, il numero di minori stranieri non accompagnati sale a 8.201, ma già 5.305 risultano irreperibili.
Oltre alle migliaia che arrivano in Europa, vanno ricordati quelli che trovano riparo nei Paesi dell'area mediorientale. In Iraq 1,3 milioni di bambini sono sfollati; nello Yemen, dove negli ultimi sei mesi ne sono stati uccisi 573, il numero sale a 2,3 milioni.
IN FUGA DALLE GUERRE IN CASA. E poi c'è l'Africa. In Sud Sudan più di 1 milione di bambini sono sfollati a causa del conflitto. In Nigeria, Camerun, Niger e Chad, 1,4 milioni di bambini sono stati costretti a fuggire a causa del gruppo armato Boko Haram.
Per difendere i loro diritti, Unicef Italia ha lanciato la petizione 'Indigniamoci!', che è possibile firmare sul sito dell'organizzazione, che rilancia la campagna «Bambini in pericolo». A Natale la petizione sarà presentata con le firme raccolte al presidente del Consiglio Matteo Renzi, «perché il giorno di Natale possa essere per questi bambini l'inizio di un futuro libero dalla paura, dalla fame, dal freddo e dalle malattie».

Twitter: @antodem

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